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Weekly Shonen Jump: follia scalper in Giappone – copie gettate in strada per una carta di One Piece

Eleonora Masala 16/07/2026

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Il mondo del collezionismo sta toccando vette di speculazione davvero preoccupanti, e l’ultimo episodio registrato in Giappone ne è la prova lampante. Il numero 33 della celebre rivista Weekly Shonen Jump, uscito nei negozi il 13 luglio, è andato letteralmente a ruba in pochissime ore. Il motivo di tanto scalpore non è legato alle storie contenute all’interno, bensì a un regalo speciale: una carta promozionale esclusiva di Monkey D. Luffy, inserita per festeggiare il ventinovesimo anniversario del franchise di One Piece. La frenesia per questo gadget ha spinto l’editore Shueisha a stampare ben 500.000 copie supplementari, ma persino questa maxi-tiratura straordinaria non è bastata a frenare l’assalto selvaggio degli scalper.

La situazione è sfuggita di mano così rapidamente da scatenare una scia di indignazione sui social network. Sono infatti diventate virali diverse fotografie che ritraggono pile di riviste intonse abbandonate sui marciapiedi o ammassate vicino ai cassonetti della spazzatura. Molti sciacalli hanno acquistato i volumi in blocco col solo scopo di strappare la carta collezionabile dal cellophane, utile per la rivendita online a prezzi gonfiati, per poi sbarazzarsi del resto della rivista direttamente per strada. Questo comportamento incivile ha danneggiato pesantemente i lettori appassionati. Moltissimi fan di Blue Box, ad esempio, non sono riusciti ad acquistare la rivista cartacea per godersi l’attesissimo capitolo finale del loro manga preferito, trovando gli scaffali dei negozi completamente svuotati dai bagarini.

Questo triste scenario ricorda da vicino quanto accaduto in passato con altre collaborazioni famose, come la promozione di Pikachu con i menu di McDonald’s, che portò a un assurdo spreco di tonnellate di cibo gettato via pur di ottenere la carta. Se la speculazione selvaggia continuerà a generare questo livello di degrado urbano e totale mancanza di rispetto verso le opere cartacee, il rischio concreto è che le case editrici decidano di tagliare la testa al toro, abolendo per sempre queste storiche iniziative promozionali.

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