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Daredevil: Un giorno freddo all’Inferno | Recensione
Marco -Spider-Ci- Novelli 23/04/2026

- Autori: Charles Soule, Steve McNiven
- Formato: 17X26, C., 104p.
- Prezzo: 18,00 euro
- Casa editrice: Panini Comics
- Data di uscita: 15 gen. 2026
Il Ritorno del Cavaliere Oscuro di Frank Miller segnò senza dubbio un punto di svolta nel fumetto americano, offrendo qualcosa di diverso dal canonico intrattenimento mainstream supereroistico.
L’eroe impavido e perfetto, senza macchia e senza paura, fu sostituito infatti da una sua versione invecchiata e stanca, ormai provata da anni di battaglie e delusioni, in una città che continua ad essere inesorabilmente afflitta dal crimine e dalla corruzione.
Il fuoco che arde nel cuore di Bruce Wayne/Batman ovviamente non può rimanere sopito per sempre, e prima o poi arriverà quella scintilla in grado di rinvigorirlo di nuovo, dandogli la forza di rimettersi in gioco, nonostante l’età che avanza…
Questo incipit così originale, soprattutto nel 1986 quando fu pubblicato per la prima volta, fece appassionare milioni di lettori e ovviamente fu ripreso varie volte, anche da altri autori. La Marvel, ad esempio, ha risposto molti anni dopo con l’ottima miniserie Spider-Man: Il Regno di Kaare Andrews, e successivamente con la saga (anch’essa di grande successo) del Vecchio Logan, a cui è seguita quella del Vecchio Occhio di Falco, sempre ambientate in futuri oscuri e distopici, dove queste versioni anziane dei supereroi tentano di arginare al meglio che possono il caos che li circonda.

Su questo stesso stile, in tempi più recenti, è stata scritta anche una storia con protagonista Daredevil, altro personaggio tormentato e complesso, che deve allo stesso Miller buona parte del suo successo, grazie a un ciclo memorabile negli anni Ottanta, dove introdusse anche la letale ninja assassina Elektra.
Charles Soule, prolifico scrittore con un passato da avvocato, nel 2015 prese in mano le redini della testata del Diavolo Rosso, apportando diversi cambiamenti, tra cui un nuovo costume nero per l’eroe e addirittura una giovane spalla, che si faceva chiamare Blindspot. Oltre a sfruttare le sue conoscenze in campo legale per sviluppare aspetti finora rimasti un po’ in ombra del lavoro di Matt Murdock, Soule introdusse anche l’inquietante serial killer Muse, e alzò l’asticella della perenne battaglia tra il Diavolo e la sua nemesi Wilson Fisk/Kingpin, facendolo diventare il nuovo sindaco di New York.
Se tutto questo vi fa venire in mente l’attuale serie tv su Disney +, Daredevil: Rinascita, è perché gli sceneggiatori hanno attinto a piene mani da questa run, nonostante il titolo riprenda quella ben più famosa di Miller, per attirare un maggior numero di appassionati.

Dopo dieci anni dalla fine della sua gestione, lo scrittore de La Morte di Wolverine e Star Wars decide di riprendere in mano il personaggio del Diavolo Rosso, per una storia molto particolare, che omaggia in maniera palese Il Ritorno del Cavaliere Oscuro, sia a livello narrativo che grafico.
Daredevil: Un giorno freddo all’Inferno è una miniserie in tre parti che ci mostra un Matt Murdock segnato dal tempo e ormai privo dei suoi poteri, in una New York tetra e fumosa, dove una devastante guerra ha lasciato una cicatrice indelebile sia sulle persone che sui palazzi. Molti eroi, tra l’altro, sono morti o non più operativi, per cui non esiste un vero faro di speranza che possa di nuovo infondere fiducia e sicurezza nei cittadini.
Una grossa esplosione di materiale radioattivo, però, risveglierà i sensi ipersviluppati del supereroe cieco, il quale si ritroverà davanti a un moribondo Capitan America, che gli affiderà il compito di salvare una giovane ragazza dalle capacità speciali… Di colpo, quindi, un avvizzito ma sempre in forma Matt Murdock dovrà indossare nuovamente il costume da Diavolo Rosso, con l’intento di cercare i responsabili di questo attentato e salvare la ragazza.

Benché si destreggi ancora bene tra i tetti della metropoli, il fisico non è più quello di una volta, ma soprattutto i suoi poteri a volte si “spengono”, causandogli degli improvvisi blackout, non certo d’aiuto per il compimento della sua missione.
E’ sempre emozionante, del resto, vedere un eroe in difficoltà, che fallisce ed ha paura di fallire. Questo perché lo rende indubbiamente più umano e simile a noi, ed è anche il motivo per cui graphic novel come Watchmen o Il Ritorno del Cavaliere Oscuro hanno riscosso tutto questo successo e rivoluzionato il fumetto supereroistico americano.
I supereroi alla fine sono diventati persone come noi, con pregi e difetti, punti di forza ma anche debolezze e paure. Non sono perfetti, ma cercano comunque di fare del loro meglio e sfruttano le loro particolari abilità per aiutare il prossimo, con tenacia e determinazione.

In Daredevil: Un giorno freddo all’Inferno vedrete esattamente questo: un eroe che è sempre stato profondamente “umano” e fallibile, per di più con un handicap (la cecità) che alla fine è diventato la propria forza, e lo contraddistingue da tutti gli altri supereroi. Fino all’ultimo combatterà per donare una speranza alla sua amata città (e al mondo), affrontando avversari temibili, nonostante le sue condizioni precarie.
Trattandosi di una miniserie rivolta a un pubblico più maturo, Soule non si risparmia in crudezza e violenza, supportato da un ottimo Steve McNiven ai disegni, che omaggia in tutto e per tutto il tratto ruvido e nervoso di Miller, così come una scansione molto serrata e dinamica del racconto, con griglie anche di sedici vignette per tavola, che catturassero al meglio ogni singolo particolare dell’azione, o del flusso di informazioni che passano dal cervello di Matt quando i suoi sensi sono a pieno regime.

Supportato dalla colorazione fredda ed essenziale di Dean White, McNiven ci proietta in questa Hell’s Kitchen/New York polverosa e angosciante, dove il pericolo sembra celarsi dietro ad ogni angolo e la tensione è palpabile. Le versioni invecchiate dei personaggi, poi, sono particolarmente efficaci e in certi casi spiazzanti… a cominciare da un Capitan America con folta barba e capelli lunghi, fino ad arrivare a un Bullseye rugoso e tremolante, costretto ad infilarsi aghi in tutto il corpo per ridurre gli spasmi, e un Frank Castle/Punisher intrappolato nel suo covo, di cui non vi sveliamo lo stato per non rovinarvi lo shock…!
Matt Murdock/Daredevil, infine, viene rappresentato quasi sempre con abiti attillati neri e un fisico asciutto e atletico, nonostante l’età, ma comunque più magro ed emaciato. Il costume che indossa è quello classico rosso, anche se stavolta è caratterizzato da cuciture e rammendi ben in vista, un po’ dappertutto, ad accentuare la sua condizione di eroe consumato dal tempo e dagli anni che passano.
Elektra, invece, appare bella e raggiante come se non fosse invecchiata di un giorno, probabilmente per via delle tecniche magiche e rigenerative apprese dalla Mano. Sia graficamente che caratterialmente è tornata ad essere la letale assassina degli esordi, fredda e spietata, senza alcuna remora morale, ma purtroppo riesce a ritagliarsi solo una piccola parte all’interno di questa vicenda.

Per concludere, dunque, Daredevil: Un giorno freddo all’Inferno è un racconto duro e violento, a tratti malinconico, che segue la tradizione inaugurata da Il Ritorno del Cavaliere Oscuro ormai quarant’anni fa: mostrarci un eroe sul viale del tramonto, costretto a sparare le sue ultime cartucce, in nome di un bene più grande o, come afferma il cattolico Matt Murdock, di un “Piano di Dio”.
Pur nella sua brevità, Soule è riuscito a confezionare una storia drammatica e intensa, che farà commuovere ed appassionare tutti i fan del Diavolo Rosso, grazie anche all’ottimo apparato grafico di McNiven, qui molto più scarno del solito, ma perfettamente in linea con il tono del racconto, crudo e diretto.


