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MAPPA: la scommessa per cambiare le regole finanziarie dell’anime
Eleonora Masala 04/06/2026

Per quasi vent’anni, lo studio MAPPA è stato un nome noto soprattutto ai veri appassionati d’animazione, una di quelle realtà che si ringraziano nei titoli di coda per le incredibili scene di combattimento. Questo perché l’industria giapponese, fin dagli anni Novanta, si basa sul sistema dei comitati di produzione. Le reti televisive e gli editori finanziano e possiedono i diritti delle serie, mentre agli studi di animazione viene pagato solo un compenso fisso, che non aumenta nemmeno se il titolo diventa un successo globale.
Oggi lo studio dietro a successi enormi come Jujutsu Kaisen e Chainsaw Man ha deciso di dire basta a questo meccanismo da semplice subappaltatore. MAPPA sta portando avanti una silenziosa rivoluzione aziendale, investendo i propri soldi per entrare direttamente nei comitati di produzione o, in certi casi, per detenere interamente i diritti d’autore delle opere che realizza. Attualmente lo studio controlla in qualche forma circa dieci titoli, una quota ancora ridotta ma dal valore immenso in un mercato dove la proprietà intellettuale è tutto.
L’obiettivo principale di questa strategia è puramente economico, ma ha anche un forte risvolto etico. Possedere i diritti significa ricevere una fetta dei guadagni legati al merchandise e allo streaming globale. Di conseguenza, l’azienda può contare su entrate molto più solide, utili anche a migliorare gli stipendi dei disegnatori, storicamente bassissimi in tutto il Giappone.
In questo percorso si rivela fondamentale il legame con Netflix, che finanziando progetti ambiziosi offre un’alternativa ai classici comitati nazionali. Ovviamente non mancano le sfide: lavorare su così tanti fronti ha attirato critiche sui ritmi di lavoro serrati imposti allo staff. La vera scommessa di MAPPA non è quindi una questione di vanità aziendale, ma la dimostrazione pratica che chi crea concretamente un’opera d’arte ha tutto il diritto di possederne un pezzo e di guadagnarci il giusto.


