Recensioni Comics

Sweeth Tooth Vol. 5 – Recensione Vertigo Hits 35 RW Lion Comics

Sergio L. Duma 28/09/2014

article-post
Aggiungi MangaForever tra le tue fonti preferite su Google
Continuano le inquietanti vicissitudini di Gus, il tormentato ragazzino protagonista di Sweet Tooth, uno dei più dirompenti serial Vertigo degli ultimi anni! Come è nato il terribile virus che ha provocato le mutazioni che sconvolgono il mondo? Forse Jeff Lemire inizierà a fornirci qualche risposta!

Vertigo Hits n. 35 – Sweet Tooth n. 5

Vertigo-Hits_SWEET-TOOTH-5_cover

Autori: Jeff Lemire (testi), Matt Kindt, Jeff Lemire (disegni)
Casa Editrice: Lion
Genere: Fantascienza
Provenienza: USA
Prezzo: € 13,95, 16,8 x 25,6, pp. 160, col.
Data di pubblicazione: settembre 2014

Jeff Lemire si è conquistato una posizione di rilievo nel comicdom statunitense grazie all’indubbio talento e alla sua capacità di proporre sia opere indie che mainstream, dimostrando di possedere un’ispirazione versatile e personale. Sweet Tooth, serial Vertigo imperniato sul tormentato ragazzino Gus, è significativo in tal senso. Come sanno i fedeli lettori del comic-book, le vicende si svolgono in un’America che definire distopica è un eufemismo. Un terribile virus ha decimato buona parte della popolazione, causando peraltro la nascita di bambini mostruosi che sono uno sconcertante ibrido di umani e animali.

Le autorità federali non esistono più e gli Stati Uniti si limitano ad essere un coacervo di comunità in lotta tra loro, con gang di strada e milizie a fare da padroni. In pratica, l’ambientazione di Sweet Tooth può ricordare quella di certi film di fantascienza apocalittica. L’atmosfera delle story-line è drammatica, carica di tensione e pathos, e Lemire ha inserito nelle trame misteri la cui soluzione non sembra molto vicina. Con riuscita parsimonia, infatti, Lemire ha approfondito gli enigmi riguardanti innanzitutto l’origine e il ruolo di Gus, ragazzino con le corna da cervo protagonista della testata; e ovviamente quelli relativi alle cause del virus.

Nei volumi precedenti, Gus, il suo amico Jepperd e altri sfortunati abitanti del mondo descritto da Lemire si erano rifugiati in un complesso denominato Diga, gestito da un individuo a prima vista affidabile, Walter. Ma Jepperd non si fidava e il suo atteggiamento aveva provocato qualche dissidio all’interno del gruppo. Per giunta, Lemire aveva incominciato a fare accenni al misterioso padre di Gus che forse potrebbe avere avuto un ruolo nell’orrore. In questo tp che include i nn. 26-32 del comic-book originale la situazione si farà ancora più preoccupante.

In principio, tuttavia, Lemire scrive uno story-arc collocato nel passato e in particolare nel 1911. Un medico, James Thacker, si imbarca su una nave diretta verso l’Artico. Ufficialmente è alla ricerca del cognato persosi insieme a una congrega di missionari. Ma, come scoprirà a sue spese, la verità è più preoccupante. Seguendo ciò che lo stesso Thacker rivela nel suo diario, Lemire ci dà alcune informazioni sul virus. Le risposte non arrivano; anzi, in un certo qual modo il mistero si infittisce ma si intuisce che forse il morbo potrebbe avere una spiegazione mistica e non scientifica. E Lemire, giocando abilmente con l’ambiguità, delinea una sequenza narrativa struggente e disperata con la quale affronta il tema del dissidio tra scienza e spiritualità.

A disegnare questi episodi c’è Matt Kindt che con il suo tratto sporco e quasi sgradevole riesce a raffigurare degnamente le distese ghiacciate delle regioni artiche che paiono essere la rappresentazione esteriore della freddezza interiore di Thacker e degli altri personaggi. Dopodiché Lemire riprende le vicende di Gus, occupandosi non solo dei testi ma pure dei disegni. Il ragazzo si riunirà a Jepperd e i due avranno modo di scoprire la reale natura della persona che si fa chiamare Walter Fish e che non è ciò che afferma di essere. Inutile dire che le cose prenderanno davvero una brutta piega. Con testi profondi e introspettivi, dialoghi hard-boiled, illustrazioni volutamente grezze ma suggestive e un lay-out inventivo, Lemire propone per l’ennesima volta un’opera di spessore che piacerà ai cultori della linea Vertigo. Da non perdere.

Voto: 8

Potrebbe interessarti anche