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Superman/Spider-Man e Spider-Man/Superman – I nuovi crossover Marvel e Dc | Recensione

Marco -Spider-Ci- Novelli 22/07/2026

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  • Autori: Mark Waid, Jorge Jimenez, Brad Meltzer, Pepe Larraz, AA.VV.
  • Formato: 17X26, S., 72p.
  • Prezzo: 7,00 euro (ed. regular), 9,00 euro (ed. variant) cad.
  • Casa editrice: Panini Comics
  • Data di uscita: 21 mag. 2026 - 18 giu. 2026

Esattamente cinquant’anni fa, nel 1976, successe qualcosa di incredibile nell’editoria a fumetti: Marvel e Dc decisero di collaborare e di far uscire un albo che sarebbe diventato storico. Per la prima volta, infatti, Superman e Spider-Man, i personaggi che erano un po’ le “bandiere” delle due case editrici, si sarebbero incontrati (e scontrati), grazie a una coppia di autori di primo livello come Gerry Conway e Ross Andru, celebri soprattutto per i loro lunghi contributi sulla testata del Ragno, ma per aver prestato la loro arte anche all’Uomo d’Acciaio.

Il successo fu tale che l’operazione venne replicata qualche anno dopo, e poi estesa anche ad altri personaggi, ovviamente di entrambe le case editrici. Dopo un lungo periodo di silenzio, nel 2025 le Big Two decisero di tornare a collaborare, ma con una formula leggermente diversa: realizzare due differenti albi, uno targato Marvel e un altro Dc, con un team-up principale che prevedesse gli stessi protagonisti, ma con storie e team creativi completamente diversi, più in appendice una serie di brevi racconti, che coinvolgessero i più svariati personaggi delle due case editrici, con autori d’eccezione su testi e disegni.

Fu così che videro la luce Deadpool/Batman e Batman/Deadpool, ovvero degli incontri/scontri che avrebbero schierato in campo una certezza assoluta dei comics, come il Cavaliere Oscuro, e una scheggia impazzita come il Mercenario Chiacchierone. Una scelta per certi versi coraggiosa, con risultati altalenanti, ma che di certo non sarebbe rimasta un caso isolato…

Adesso, nel 2026, le due case editrici hanno deciso infatti di celebrare proprio l’anniversario di quello storico albo del 1976, proponendo altri incontri tra Superman e Spider-Man, però con la stessa formula di quelli più recenti.

Abbiamo quindi un albo Dc, Superman/Spider-Man, dove Mark Waid, uno dei più prolifici scrittori attuali della casa editrice, ci presenta un racconto che ha uno spirito nostalgico, pur essendo moderno, come ormai ci ha abituati da tempo: vedasi ad esempio la sua serie World’ Finest o Batman & Robin: Anno Uno. In pratica, Waid è in grado di catturare perfettamente quel sense of wonder tipico degli anni Sessanta, ma anche dei primi fumetti di Supes, dal 1938 in poi, riadattandolo però per un pubblico più moderno, grazie a uno storytelling molto agile e incalzante, supportato a sua volta da artisti dal tratto dinamico e attuale.

In questo caso, ad esempio, troviamo il disegnatore regolare di Batman, Jorge Jimenez, che non ha mai nascosto la sua passione per l’Uomo d’Acciaio, ma qui avrà finalmente l’opportunità di confrontarsi anche col più famoso eroe Marvel, mettendo in pratica tutta la sua abilità nel raffigurare personaggi in azione, con muscolature prominenti e slanciate.

I colori accesi di Tomeu Morey, poi, valorizzano ancora di più l’azione spettacolare e le figure guizzanti di Jimenez, in quello che è un perfetto esempio di fumetto supereroistico “vecchia scuola”, con tante scazzottate e buoni sentimenti.

In particolare, salta all’occhio la citazione del celebre Amazing Spider-Man #33, ad opera di Stan Lee e Steve Ditko, quando Spidey rimase schiacciato da un ammasso di detriti, rischiando di annegare, e dovette ricorrere a tutta la sua forza di volontà e potenza fisica per salvarsi, sollevando un peso al di fuori della sua portata…

Quella scena è in assoluto una delle più iconiche e rappresentative del personaggio, tanto che persino l’altro autore dell’albo Marvel, Brad Meltzer, la riutilizzerà, in maniera ancora più decisa. Il celebre scrittore di Crisi d’Identità e della JLA, infatti, elabora un plot un po’ meno convenzionale, dove i due supereroi si ritrovano di colpo intrappolati in una specie di caverna, con Superman fortemente indebolito dalla kryptonite.

Con il soffitto che inizia a crollare, il Tessiragnatele si ritroverà nuovamente a dover sorreggere sulle sue spalle un peso spropositato, in quella che si potrebbe definire un po’ la metafora della sua vita… Uno scrittore raffinato come Meltzer non si limita all’azione pura, ma vuole scavare più a fondo, nei sentimenti: ecco perché ci sarà un interessante confronto tra i due eroi, dal quale verranno fuori i forti valori e le motivazioni che li spingono a combattere per aiutare gli altri. Superman, in particolare, si è dimostrato sempre una grande fonte di ispirazione per tutti gli altri supereroi, e Spidey non farà certo eccezione.

Dopo una battaglia con le loro storiche nemesi, Goblin e Lex Luthor, con tanto di simbionte Venom nel mezzo, i due decideranno persino di condividere una cena a casa Kent, dove l’amorevole zia May non potrà fare a meno di stringere amicizia con i genitori terrestri di Superman, da sempre persone genuine e ospitali.

Se i loro rispettivi “figli” sono diventati gli eroi che sono, del resto, è soprattutto merito loro e di ciò che gli hanno insegnato. Il fatto poi che non siano i loro genitori biologici, ma abbiano comunque sopperito (in maniera impeccabile, tra l’altro) a questa mancanza, li rende doppiamente degni di stima e rispetto.

Un altro scrittore profondo come Jeff Lemire, non a caso, in una delle storie di appendice immagina proprio un incontro casuale tra Jonathan Kent e Ben Parker, i quali ovviamente si troveranno subito in sintonia, considerando i valori profondi che li accomunano e il loro altruismo, che li porta a tendere sempre una mano verso il prossimo.

Se escludiamo questo racconto, e quello un po’ più “filosofico” di Greg Rucka, che mette a confronto J. Jonah Jameson e Lois Lane, mentre discutono in una trasmissione televisiva sul loro modo di intendere il giornalismo e sull’obiettività nel riportare i fatti… possiamo dire che l’albo Dc punta molto di più sull’azione e l’ironia, mentre quello Marvel tiene a sottolineare tematiche più profonde e intimiste.

Come per il succitato racconto di Brad Meltzer, in più di un’occasione ritroviamo la figura di Superman quale incarnazione dell’eroe puro, in grado di infondere fiducia, coraggio e ottimismo a chiunque gli stia vicino. Lo vediamo sempre con Spider-Man, nel breve racconto di Jeph Loeb, dove Spidey ha “una di quelle giornate”…, oppure col giovane Miles Morales, ansioso di ricevere consigli utili sull’essere un supereroe dal “migliore che c’è”, e chi se non Brian M. Bendis e Sara Pichelli, creatori del Tessiragnatele afroamericano, potevano realizzare una storia simile ?!

Più inaspettato invece è il confronto di Supes con la rocciosa Cosa dei Fantastici Quattro, ideato da un profondo conoscitore dei comics come Geoff Johns, il quale in poche pagine riesce a raccontarci un imponente scontro tra supereroi e supercriminali, scatenato dalla Lanterna Rossa della Rabbia, con Hulk come catalizzatore. Sarà proprio l’Uomo d’Acciaio a calmarlo, non con i pugni, ma con le parole, fissandolo dritto negli occhi… e questo farà riflettere molto anche Ben Grimm, generalmente più propenso a ragionare con le mani piuttosto che con il cuore (o il cervello).

Jason Aaron, invece, utilizza Wonder Woman per infondere coraggio ed eroismo in Jane Foster, che proprio durante la sua fortunata gestione del personaggio impugnò il divino martello di Thor, rendendola una vera e propria supereroina, nonostante fosse solo un’esile ragazza malata di cancro.

Oltre a queste, ci sono varie chicche, sicuramente meno profonde, ma pur sempre appetibili per i fan più sfegatati delle due case editrici, come l’incontro tra il primissimo Superman degli anni Trenta e lo Spider-Man Noir dello stesso periodo (firmano Dan Slott e Marcos Martin), oppure quello futuribile tra Superboy, Spider-Man 2099 e Batman Beyond, ad opera del talentuoso Sean Murphy, sempre più autore completo.

Divertenti anche gli scambi di battute tra le donne, sia attuali che passate, di Peter Parker e Clark Kent, ovvero Mary Jane e Lois Lane (Tom King + Jim Lee), e Gwen Stacy e Lana Lang (Joe Kelly + Humberto Ramos), che ci offrono una prospettiva diversa (e femminile) su questi due grandi eroi. Ma meritano senza dubbio una menzione per il “team-up più improbabile” quello tra Power Girl e Punisher, e Jimmy Olsen e Carnage: onore al merito a Gail Simone e Matt Fraction per il coraggio e l’inventiva !

Come potrete immaginare, e come già avevamo detto anche per i crossover Batman/Deadpool e Deadpool/Batman, nessuna di queste storie è imprescindibile, ma vuole semplicemente omaggiare due icone del fumetto supereroistico e i loro variegati universi. Sono eventi unici, o che comunque avrete l’occasione di rivedere poche altre volte…per di più realizzati da talenti come i succitati Jimenez, Lee, Martin, Ramos, Pichelli, ma anche Gary Frank, Russell Dauterman, Jim Cheung, Nicola Scott, Daniel Sampere, Rafa Sandoval e altri, tra cui il sempre più lanciato Pepe Larraz, che dopo House of X, Blood Hunt e adesso The Amazing Spider-Man, è diventato giustamente uno degli artisti più quotati in casa Marvel, per cui non potevano che affidargli la storia principale, insieme a Brad Meltzer.

Se volete deliziarvi gli occhi con tavole spettacolari, dunque, e leggere qualcosa di puro intrattenimento fumettistico, questi due spillati Panini stuzzicheranno sicuramente il vostro appetito “nerd”, offrendovi l’opportunità di vedere insieme eroi e villain che normalmente non condividono le stesse pagine, sempre con l’intento di rievocare quel famoso sense of wonder fanciullesco che li ha fatti amare in tutto il mondo, da oltre ottant’anni ad oggi.

In breve

Storia

7

Disegni

8

Cura editoriale

7

Sommario

Punteggio Totale

7.3

stars

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