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PUNISHER n.1 – L’inizio della nuova serie di Benjamin Percy | Recensione

Marco -Spider-Ci- Novelli 23/07/2026

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  • Autori: Benjamin Percy, José Luis Soares
  • Formato: 17X26, S., 32p.
  • Prezzo: 4,00 euro (ed. regular), 6,00 euro (ed. variant)
  • Casa editrice: Panini Comics
  • Data di uscita: 18 giu. 2026

Circa tre anni fa il personaggio di Punisher/Frank Castle fu protagonista di una serie che fece molto discutere, scritta da Jason Aaron, nella quale il vigilante divenne il leader della famosa setta di assassini ninja nota come la Mano. Il suo iconico teschio sul petto fu leggermente modificato, così come la sua divisa da battaglia e le armi, che vennero sostituite con spade, shuriken e una corazza da samurai.

Castle era convinto di riuscire a dominare la Bestia, ovvero il mostruoso demone che adorano questi ninja, ma quando si rese conto che stava prendendo il sopravvento, e soprattutto la sua adorata moglie (resuscitata dalla setta) non lo amava più, decise di porre fine a questo sodalizio e fuggire da tutto, nascondendosi nella dimensione chiamata Weirdworld, grazie alla magia del Dr. Strange.

Era ovvio, però, che l’esilio del Punisher non sarebbe stato eterno…così come il fatto che il suo “sostituto”, l’ex agente dello S.H.I.E.L.D. Joe Garrison, non sarebbe riuscito a rimpiazzare Castle nel cuore dei suoi numerosi fan, restando solo una meteora.

Solo questione di tempo, dunque, prima che il buon vecchio Punisher tornasse in azione, forte anche di un ritorno sugli schermi, sia televisivi che cinematografici, prima con l’episodio standalone Punisher: One Last Kill su Disney +, e poi al cinema con Spider-Man: Brand New Day, al fianco del Tessiragnatele.

Preceduta da una miniserie in cinque numeri, ovviamente edizione Red Band, quindi ad alto tasso di sangue e violenza, che Panini ha raccolto nel volume Punisher: Red Band – Sangue al cervello, la nuova serie del personaggio ricomincia in spillato, a partire da giugno, grazie alla penna di Benjamin Percy, autore noto soprattutto per i suoi lavori su Wolverine e le incursioni a fumetti dei Predator dei 20th Century Studios nell’universo Marvel.

Insomma, sicuramente uno scrittore a suo agio con personaggi cupi e violenti, per cui adattissimo a riportare il Punisher nella sua comfort zone, ovvero i luridi vicoli di New York, tra criminali, spacciatori e tutta la feccia che ogni giorno infesta le sue strade…

Dopo gli sconvolgimenti recenti, era ovvio che il pubblico volesse di nuovo Frank Castle, e nella sua accezione più classica, con il vecchio logo sul petto e armato fino ai denti, pronto ad uccidere qualsiasi criminale gli si pari davanti.

Stavolta però aleggia un alone di mistero, in quanto non è stato ancora chiarito come il vigilante sia tornato nel nostro mondo, ma non solo… nel succitato volume Red Band (sempre scritto da Percy) Castle viene manovrato da Kingpin tramite un chip impiantato nel cervello, che poi riesce a farsi rimuovere, ma non senza pesanti ripercussioni !

In questa nuova serie, infatti, vediamo che Punisher continua la sua missione di “pulizia” dei criminali in maniera meccanica, quasi come se fosse qualcosa di istintivo, che sente il bisogno di fare, ma non si rende nemmeno pienamente conto del perché… I danni riportati al cervello gli provocano forti dolori e amnesie, e persino svenimenti.

Quello che ritroviamo, dunque, è un Punitore smarrito, in cerca di sé stesso e di una cura per il suo stato fisico e mentale, ed è proprio questo a rendere interessante il racconto, in quanto per una volta Frank Castle non è più una macchina da guerra inarrestabile, ma un uomo in difficoltà, che ha bisogno di aiuto, costretto a rivolgersi alla sua storica spalla, David Lieberman, detto Microchip, di cui però non si fida più, in quanto è anche colpa sua se Kingpin è riuscito a manovrarlo…

Se a tutto questo aggiungiamo anche un ritorno in grande stile di Mosaico, lo sfregiato nemico storico del Punisher, il quale sembra più che mai intenzionato a diventare il nuovo boss indiscusso della malavita newyorkese, eliminando tutti i suoi diretti concorrenti, e poi ovviamente la sua più grande spina nel fianco… vi potrete rendere conto che i fan più puristi dell’antieroe Marvel potranno finalmente sentirsi di nuovo “a casa”.

Resta solo da capire quanto lo scrittore sarà in grando di rendere avvincente ed interessante questo ritorno del personaggio, dopo un periodo così travagliato, senza appiattire tutto alle solite sparatorie e vendette tra nemici, viste ormai allo sfinimento sulle serie del Punitore. E’ ovvio che piombo e spargimenti di sangue siano elementi portanti della narrativa di questo character, ed è giusto che ci siano, ma l’augurio è che Percy sfrutti al meglio almeno l’attuale handicap del vigilante, per renderlo più umano e vulnerabile.

La forza della tanto bistrattata saga di Aaron risiedeva proprio nel fatto che, parallelamente alla sua missione come Pugno della Bestia, l’autore abbia approfondito anche il suo passato, scavando come pochi nell’animo e nella psicologia di un personaggio che a volte sembra bidimensionale, come Frank Castle.

Percy sembra essere un po’ meno profondo nella sua scrittura, per cui è probabile che ci troveremo davanti a qualcosa di più classico e convenzionale, ma se desideravate il Punisher “vecchio stile”, probabilmente resterete soddisfatti. Aspettiamo comunque i prossimi numeri per poter formulare un giudizio più approfondito

Giusto due parole anche sulla parte grafica, che non delude assolutamente le aspettative, in quanto il brasiliano José Luis Soares dimostra di avere la marcia giusta per questo rilancio del personaggio: un tratto ruvido e realistico, che ben rappresenta la sporcizia e il malessere che aleggia per i vicoli notturni della metropoli.

Le sue figure sono in genere massicce e oscure, a cominciare dallo stesso Punisher, avvolto in un lungo trench che nasconde un intero arsenale, l’iconico teschio sul petto e una muscolatura imponente, mentre resta invariata la sua espressione sempre torva e imbronciata, e lo sguardo impassibile, da cui non traspaiono emozioni.

Oltre ad un altrettanto massiccio e intimidente Lapide, albino boss del crimine ben noto anche ai fan del Ragno, risulta particolarmente inquietante la sua versione di Mosaico, del quale rappresenta bene ogni cicatrice sul suo volto e l’occhio sporgente, iniettato di sangue, ma anche l’utilizzo di maschere e guanti per coprire la sua pelle martoriata ricorda un po’ l’immaginario del cinema horror, come il Leatherface di Non Aprite quella porta.

Nel complesso, quindi, il comparto grafico risulta azzeccato e in linea con la sceneggiatura cruda e violenta di Benjamin Percy, il quale ha il gravoso compito di riportare ai vecchi fasti un personaggio che per troppo tempo era rimasto nell’ombra (anche per sterili polemiche sull’utilizzo del suo simbolo da parte di soldati e forze dell’ordine particolarmente brutali).

L’inizio di questa nuova serie sembra promettente, ma è presto per giudicare. Speriamo solo che Percy abbia imboccato la strada giusta, ma non anche quella più semplice o scontata

In breve

Storia

7

Disegni

7.5

Cura editoriale

7

Sommario

Punteggio Totale

7.2

stars

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