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Inio Asano e l’uso dell’IA nei manga: fraintendimenti e realtà del settore

Eleonora Masala 23/07/2026

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Le recenti dichiarazioni rilasciate da Inio Asano, celebre e stimato autore di opere del calibro di Solanin e Buonanotte, Punpun, hanno sollevato un’immediata ondata di polemiche e discussioni nel mondo degli appassionati. Ospite del noto talk show Weekly Ochiai, il mangaka ha affrontato senza filtri il tema spinoso dell’uso dell’intelligenza artificiale nel settore del manga, scatenando reazioni molto accese in rete a causa di alcune specifiche frasi estrapolate dal contesto generale. La realtà dietro il suo pensiero, tuttavia, si lega a doppio filo con la complessa e innovativa metodologia di lavoro che da sempre caratterizza e contraddistingue la sua ricca produzione artistica.

Durante la lunga intervista, parlando nello specifico della sua serie Mujina into the Deep, Asano ha spiegato l’immane sforzo tecnico necessario per ricostruire da zero un’intera città in 3D, modellando accuratamente i fondali con Blender e posizionando i singoli elementi tramite Unreal Engine. Alla precisa domanda se l’IA potesse velocizzare la gestione di spazi architettonici così vasti, l’autore ha confermato tale concreta possibilità, evidenziando però i severi limiti e la cautela imposti oggi dagli editori, attualmente del tutto riluttanti nell’autorizzarne apertamente l’impiego. Questo clima di generale incertezza normativa ha persino contribuito in maniera determinante alla decisione di mettere momentaneamente in pausa la pubblicazione della serie fino al 2027, in attesa che maturino direttive industriali e legislative più chiare e definite.

Le sue parole iniziali hanno spinto molti lettori a ipotizzare con timore un uso massiccio dell’IA generativa anche per le illustrazioni principali. Per fare chiarezza ed eliminare ogni dubbio, Asano è intervenuto sul proprio profilo X precisando che l’intelligenza artificiale viene impiegata esclusivamente come semplice strumento di supporto marginale, utile soltanto a generare dettagli secondari di contorno come cartelli stradali o poster di sfondo. I personaggi restano rigorosamente disegnati a mano con cura artigianale, mentre le ambientazioni nascono unicamente da rendering tridimensionali.

La posizione espressa da Asano rispecchia pienamente una trasformazione già in atto in molti ambiti della produzione visiva, come dimostra peraltro il mercato dei manhwa orientato a ritmi di lavoro sempre più serrati. L’autore giapponese non invoca affatto la sostituzione dell’artista con la tecnologia, ma evidenzia la concreta necessità di accettare e regolare strumenti capaci di alleggerire l’enorme carico di lavoro quotidiano, senza mai intaccare l’impronta umana, la sensibilità e la qualità finale dell’opera d’arte.

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