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Absolute Wonder Woman vol.1 – L’Ultima Amazzone | Recensione

Marco -Spider-Ci- Novelli 27/07/2026

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  • Autori: Kelly Thompson, Hayden Sherman, Mattia de Iulis
  • Formato: 17X26, C., 208p.
  • Prezzo: 28,00 euro
  • Casa editrice: Panini Comics
  • Data di uscita: 23 lug. 2026

Wonder Woman è sempre stata un simbolo di libertà, giustizia ed emancipazione, sin da quando fu creata, nel lontano 1941, da William Moulton Marston e H.G. Peter. Fu una delle primissime eroine dei fumetti e anche quella che riscosse il maggior successo, entrando di diritto nella famosa Trinità Dc, ovvero gli eroi più importanti e rappresentativi della casa editrice, insieme a Batman e Superman.

Esattamente come per l’Ultimo Figlio di Krypton, non era facile trasformare un personaggio che incarna valori così profondi e inviolabili in qualcosa di più oscuro e violento, per quello che sarebbe stato il neonato universo Absolute, ovvero una realtà alternativa intrisa dell’aura malvagia di Darkseid, dove gli eroi che conosciamo non hanno la fortuna di avere tutti i benefici e i privilegi della loro realtà canonica.

Kelly Thompson, scrittrice esperta in personaggi femminili dalla tempra dura (Black Widow, Captain Marvel, Birds of Prey, Scarlett) ha quindi dovuto pensare a una soluzione per non snaturare la Principessa Amazzone, pur inserendola in un contesto decisamente più ostile e inospitale.

Fu così che la splendida Isola Paradiso di Themyscira è diventata una desolata e selvaggia Isola Infernale (nel vero senso della parola), mentre le forti e amorevoli attenzioni di Ippolita e delle sue guerriere amazzoni lasciano spazio alle più ambigue lezioni di magia e di sopravvivenza della Maga Circe, anche lei confinata dagli dèi sull’Isola Infernale.

L’ambientazione, dunque, è la più ostica che si potesse immaginare, ma ciò che fa la differenza è la personalità della piccola Diana, in grado sin da subito di diffondere amore e amicizia, persino con le mostruose creature che abitano l’isola. Presto diventeranno addirittura sue amiche e compagne di giochi, o impareranno a rispettarla, mentre Circe, inizialmente riluttante nel dover allevare questa giovane bambina, strappata forzatamente alle sue compagne guerriere, non potrà fare a meno di affezionarsi a lei e considerarla a tutti gli effetti una figlia.

La scrittrice, di fatto, non cambia di una virgola l’essenza della protagonista, ma piuttosto ci mostra che anche nell’ambiente più inospitale, la positività e la purezza di Diana possono sovvertire le regole e trovare del buono anche dove sembra che non esista… In questo modo il messaggio originario che voleva trasmettere il personaggio di Marston arriva quasi raddoppiato, proprio perché a questa Wonder Woman non è stato regalato nulla, ed è finita nel posto peggiore che ci si possa immaginare, ma nonostante tutto il suo amore riesce ad abbattere qualsiasi barriera.

Come nella testata Absolute dell’Uomo d’Acciaio, anche qui vediamo intrecciarsi presente e passato, con la crescita della piccola amazzone sull’Isola Selvaggia e gli insegnamenti della maga Circe, che la formeranno sia umanamente che spiritualmente, apprendendo anche nozioni di magia, assai utili per le sue battaglie, come quella che vediamo subito in apertura, nel nostro mondo.

La possente armatura rosso-nera, con tanto di elmo e pellicciotto sulle spalle, la spada gigante che le fuoriesce dalla tasca magica e un Pegaso alato redivivo, ridotto ormai a uno scheletro, con cui cavalca il vento, ci fanno subito capire le differenze sostanziali con il personaggio originario, non più simbolo della bandiera americana a stelle e strisce, ma una vera e propria guerriera uscita dalle viscere dell’Inferno !

Un look decisamente più aggressivo, dunque, che richiama molto il genere sword & sorcery, come ben sanno gli appassionati di Conan, o dei molti fumetti e giochi di ruolo di quel filone. Chi mastica un po’ di manga, poi, non avrà potuto fare a meno di notare una certa somiglianza tra l’armamentario di questa Wonder Woman e quello di Gatsu, protagonista di Berserk, noto soprattutto per la sua iconica spada Ammazzadraghi, decisamente più grande del normale…

Kelly Thompson unisce quindi genere fantasy e supereroistico, strizzando l’occhio anche al fumetto orientale, non solo per la succitata spada gigante, ma anche per le enormi creature demoniache che l’Amazzone si trova ad affrontare, simili in tutto e per tutto ai mostruosi kaiju giapponesi.

Hayden Sherman, inoltre, offre un notevole contributo anche a livello visivo, realizzando tavole molto dinamiche ed evocative, anche come struttura e design delle singole vignette, che spesso si intersecano tra di loro in suggestivi giochi grafici o azzeccati piani sequenza.

Rifacendosi alle sue origini mitologiche, l’artista raffigura una Diana Prince imponente e dal profilo greco, con grandi occhi espressivi, capaci di trasmettere dolcezza e furia combattiva allo stesso tempo. I fluenti capelli scuri si posano su spalle muscolose e un fisico statuario, che metterebbe in soggezione chiunque. In più, dei vistosi tatuaggi simili a tribali sul braccio destro contribuiscono a rendere la sua immagine ancora più selvaggia e minacciosa, benché siano legati, invece, a un gesto di estremo amore e sacrificio…

Sherman è il classico artista che riesce a sintetizzare con un tratto apparentemente semplice e pulito qualsiasi personaggio e situazione: che si tratti di un toccante dialogo madre/figlia o un violento scontro con un mostro demoniaco, la sua efficacia espressiva non cambia, ma soprattutto, si vede che le sue tavole hanno un’anima, e non si limitano a cercare il semplice impatto visivo fine a sé stesso.

Con Absolute Wonder Woman si ha l’impressione di leggere una fiaba o un poema omerico, più che un fumetto di supereroi. Ci sono infatti tutti gli ingredienti tipici delle tragedie greche, come dramma, azione e feroci battaglie, ma anche buoni sentimenti, come amore, amicizia e speranza, riuniti in un unico, grande, racconto formativo, di un’Amazzone strappata via dal suo ambiente e costretta a combattere per salvare sé stessa e tutti gli abitanti della Terra.

La sua determinazione la porta a confrontarsi senza paura anche coi generali del nostro esercito, guadagnandosi il loro rispetto e la loro fiducia, o affrontare creature mostruose apparentemente inarrestabili, grazie alle doti magiche che Circe le ha insegnato, comprese quelle più pericolose e violente, che a volte vanno contro alla sua stessa indole e bussola morale…

Thompson e Sherman sembrano aver trovato, quindi, la chiave vincente per raccontare una Principessa Amazzone più moderna e oscura, ma solo nell’aspetto. Un successo di pubblico e critica, che gli è valso persino il prestigioso Eisner Award, come Migliore Serie Regolare. Un grande riconoscimento, che conferma l’ottima via intrapresa dalla Dc con questo nuovo universo dalle tinte oscure, e in particolare per un personaggio che nella Trinità Dc ha sempre fatto un po’ fatica ad emergere, davanti a figure ingombranti come Superman e Batman.

In breve

Storia

8

Disegni

8

Cura editoriale

8

Sommario

Punteggio Totale

8

stars

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