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Recensione Black Wade – Franze & Andarle – Edizioni Voilier

Sergio L. Duma 23/11/2010

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Autori: Franze & Andarle (testi e disegni)
Casa Editrice: Edizioni Voilier
Provenienza: Francia
Prezzo: € 12,90, 17 x 24, pp. 80


Si dice che questo fumetto abbia suscitato molto scalpore in Francia, pubblicato da H&O, e anche in Gran Bretagna, dove è stato proposto da Gmunder. Si dice anche che Black Wade era molto atteso a Lucca dove, già prima della manifestazione, faceva discutere. Si dice che la graphic novel in questione ha ottenuto un successo strepitoso in Europa. Si dice altresì che i tipi di Voilier hanno dimostrato notevole coraggio proponendola in Italia.

Per quale ragione? Semplicemente perché Black Wade, realizzata dal duo Franze e Andarle (che, a differenza di ciò che si potrebbe pensare dai nomi, sono italiani), è una storia omoerotica e l’omosessualità non è accennata. E va da sé che anche questi ultimi, secondo alcuni, sono coraggiosissimi.

Ma che coraggio c’è ad affrontare tematiche gay in un contesto in cui, a livello creativo, l’omosessualità non sconvolge più nessuno? Franze e Andarle davvero credono che qualcuno possa ancora scandalizzarsi per così poco? Mah! Si dice inoltre che la storia, ambientata, credo, nel periodo settecentesco, è molto originale e provocatoria, dal momento che gli omosessuali sono pirati.

Francamente mi viene da ridere poiché forse Franze & Andarle non hanno mai letto William Burroughs (lui sì provocatorio) che, nel suo romanzo ‘Le Città della Notte Rossa’, aveva immaginato una ciurma di pirati gay, quindi anticipandoli, in maniera altamente eversiva (e già che siamo in tema, Burroughs aveva pure anticipato ‘Brokeback Mountain’ con i cowboy omosessuali di un’altra sua opera, ‘Strade Morte’).

Anche nel contesto post-punk dei primi anni ottanta, Adam & The Ants avevano giocato con l’immaginario queer dei pirati; perciò Franze & Andarle tutto hanno realizzato tranne che un’opera innovativa e provocatoria (però può essere definita tale dagli sprovveduti che non hanno mai letto un libro, meno che mai uno di Burroughs!).

La storia in sé è debole, con dialoghi risaputi e pieni di cliché, e si può riassumere in poche parole: il bellissimo Jack, tenente della Royal Navy, viene rapito dal feroce pirata Black Wade, che ne fa il suo concubino, sottoponendolo a una serie di stupri; poi Jack, per una serie di circostanze, torna in Inghilterra per sposare la sua bella; ma si è innamorato di Black Wade e, quando scopre che questi è stato imprigionato, lo libera, i due fuggono e vivranno insieme felici e contenti! Quale lodevole complessità narrativa!

Si dice che Black Wade è una storia d’amore, intimista ed erotica. Peccato, però, che l’erotismo e l’intimismo siano vaghi pretesti utilizzati da Franze & Andarle per inserire sequenze meramente pornografiche che li vanificano (l’erotismo, in special modo, per essere tale, è sempre accennato ed è l’antitesi di tutto ciò che è esplicito).

Si dice, del resto, che i disegni sono stupendi. E questo è vero e non lo nego. Ma mi dispiace che siano al servizio di una ‘storia’ che fa acqua (dato che si parla di pirati che solcano i mari…) da tutte le parti.

E, in definitiva, se crederete di leggere chissà quale opera estrema, oserei dire che siete fuori strada. E invece di un gioiello, a mio avviso, avrete a che fare con una patacca che non vale la spesa e meno che mai il tempo di lettura.


Voto: 5

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