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Punisher Cerchio di Sangue, un’opera dai toni noir e hard-boiled – RECENSIONE

Sergio L. Duma 07/11/2015

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Panini Comics ripropone la miniserie che fece da preludio alla testata regolare di Frank Castle, il letale Punitore! Steven Grant e Mike Zeck creano un’opera dai toni noir e hard-boiled dalle atmosfere cupe e drammatiche!

Quando negli anni settanta Gerry Conway ideò il Punitore, introducendolo nella sua controversa run di Amazing Spider-Man, intendeva proporre un personaggio dall’attitudine deviata. Frank Castle, infatti, combatteva i criminali e da questo punto di vista era un eroe. Tuttavia, li uccideva e perciò non poteva essere messo sullo stesso piano dell’Uomo Ragno, di Thor e degli altri giustizieri della Marvel. Conway voleva descrivere un uomo caratterizzato da un’intrinseca ambiguità morale, non facilmente collocabile nelle categorie del buono e del cattivo.

Gli anni ottanta erano ancora lontani e il Punitore ebbe quindi una valenza anticipatrice innegabile. Lo sceneggiatore, però, almeno all’inizio, non pensò a Frank Castle come protagonista di una serie. Dal momento che comunque il character intrigò i lettori, in seguito furono realizzati alcuni episodi di Punisher che passarono inosservati poiché pubblicati in riviste antologiche in bianco e nero della Marvel che a sua volta non fece molto per pubblicizzarle.

Il motivo era ovvio: il Punitore non era facile da proporre. Nel corso dei seventies, dunque, Frank, ex soldato del Vietnam che, tornato a casa, subisce la perdita di moglie e figli uccisi durante un regolamento di conti tra gangster, si limitò ad apparire nelle testate ragnesche e su Captain America. Sembrava destinato a essere un personaggio minore del Marvel Universe e nei primissimi anni ottanta la Casa delle Idee decise addirittura di eliminarlo. Frank Castle, apparentemente impazzito, finiva in carcere e ciò avrebbe dovuto costituire la conclusione definitiva delle sue vicende.

Ma non fu così. Lo scrittore Steven Grant, infatti, si rese conto che il Punitore aveva invece tante potenzialità e che nel clima cupo e amorale dei comics anni ottanta, contrassegnati dalla tendenza ‘morte e disperazione’, poteva funzionare. Del resto, autori come Frank Miller e Chris Claremont stavano proponendo eroi non privi di lati discutibili. Elektra e Wolverine, giusto per citarne un paio, ne erano un esempio significativo e il pubblico sembrava gradirli.

Fu Steven Grant dunque a introdurre nuovamente il Punitore nel Marvel Universe con la miniserie Circle of Blood che ora Panini Comics pubblica in volume. Il riscontro fu notevole, tanto da spingere la Marvel a varare una testata regolare. Nel clima reaganiano degli eighties, il letale Frank Castle che ammazza i criminali senza battere ciglio era perfetto. Grant spiega prima di tutto i motivi del comportamento irrazionale assunto nelle sue ultime apparizioni e poi si concentra sulla psicologia di Frank, mai del tutto approfondita.

Il Punitore è un uomo che non riesce a superare la morte dei suoi famigliari e che decide di assassinare i criminali nel vano tentativo di estirpare il male dalla nostra società. E’ un’impresa impossibile, dato che la malvagità e il delitto esisteranno sempre, e tale impresa lo segna in maniera definitiva. Frank non può avere una vita normale e, cercando di punire i delinquenti, implicitamente tenta di punire se stesso, colpevole di non essere stato capace di difendere la famiglia nel momento del bisogno.

Grant gioca con atmosfere hard-boiled, delineando una trama dal ritmo serrato e adrenalinico che piacerà agli estimatori del cinema d’azione e inserisce nella trama il perfido Kingpin, qui nella versione impostata da Frank Miller nella sua leggendaria run di Daredevil; e il mostruoso Mosaico, il killer dal viso sfigurato che nel corso degli anni darà parecchio filo da torcere a Frank.

I testi sono intensi, si richiamano all’espressività dei romanzi di autori del calibro di James Ellroy e Michael Connelly e risultano efficaci. Ai disegni c’è Mike Zeck, acclamato penciler di Captain America, Secret Wars e l’Ultima Caccia di Kraven che realizza belle versioni del Punitore, di Kingpin e di Mosaico, raffigurandoli con uno stile fluido e plastico. Nel complesso, Circle of Blood è da tenere d’occhio. Siamo ancora lontani dalla trasgressione di Ennis che negli ultimi anni ha fatto con il Punitore un lavoro davvero eversivo ma la miniserie è da provare.

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