Recensioni Comics
Batman: Hush 2 – Recensione
Marco -Spider-Ci- Novelli 21/09/2026

- Autori: Jeph Loeb, Jim Lee
- Formato: 17X26, C., 176p.
- Prezzo: 25,00 euro
- Casa editrice: Panini Comics
- Data di uscita: 17 set. 2026
Siamo agli inizi degli anni Duemila, e la testata di Batman aveva bisogno di una scossa, dopo un periodo di assestamento/calo nelle vendite. Anziché i soliti reboot o ripartenze, gli editor Dc pensarono di affidare le storie del Pipistrello ad un team d’eccezione, che già sulla carta aveva tutti i requisiti per fare faville…e infatti andò proprio così !
Stiamo parlando di Jeph Loeb, apprezzatissimo scrittore e autore sia televisivo che cinematografico, che nei fumetti aveva già ridefinito l’universo del Cavaliere Oscuro, insieme al compianto Tim Sale, con la saga de Il Lungo Halloween. Ma il vero scoop di allora fu il ritorno al tavolo da disegno di Jim Lee, una vera superstar della matita, che però si era un po’ allontanata dalla sua passione, all’epoca, per star dietro al suo ruolo più dirigenziale all’interno della casa editrice di Burbank.
La saga che crearono si chiama Hush, e occupò la testata dell’Uomo Pipistrello per ben dodici numeri, con una trama ad orologeria che avrebbe fatto scontrare Batman contro alcuni dei suoi principali avversari, sotto l’occhio vigile del misterioso Hush, un uomo dalla faccia completamente bendata, che manovrava i fili nell’ombra e conosceva Bruce Wayne/Batman molto bene…

Se a questo aggiungiamo delle tavole di Jim Lee esplosive, dalle quali traspariva tutta la gioia nel tornare al suo vero lavoro, ovvero quello dell’artista, creando alcune delle sequenze o illustrazioni più iconiche del personaggio, vi renderete conto del motivo per cui Hush fu da subito considerato un instant classic: vale a dire una di quelle letture che entrano immediatamente nel cuore dei fan e sono destinate a diventare un classico, appunto, del fumetto mainstream.
Giusto una coppia di assi come loro poteva avere il coraggio, dopo oltre vent’anni, di realizzare un seguito di questa amatissima saga, benché il personaggio di Hush, visto il suo grande potenziale, sia stato ripreso anche da altri scrittori nel corso degli anni, ma stavolta si tratta di un vero e proprio sequel del primo, realizzato tra l’altro dagli stessi autori.
Questo volume Panini contiene i primi sei numeri, già usciti da noi anche sullo spillato mensile del Cavaliere Oscuro, mentre la seconda parte è ancora in corso d’opera negli USA, per via di alcuni problemi di salute di Lee, che purtroppo hanno provocato numerosi ritardi…

In ogni caso, già in questa prima parte ci rendiamo bene conto di come Loeb abbia impostato Hush 2, fortunatamente distaccandosi un po’ dal solito schema a cui ci aveva abituati in precedenza. Nel primo Hush, infatti (ma in parte anche nel Lungo Halloween), le sue sceneggiature erano molto schematiche, simili quasi a un videogioco, dove ogni numero corrispondeva a un livello da superare e un villain (o boss finale) da affrontare.
Stavolta invece abbiamo una storia più coesa, dove fin da subito il nostro eroe verrà messo in seria difficoltà, e dovrà capire come sono collegati gli eventi che gli stanno capitando. La strategia di Hush, infatti, è sempre quella di agire alle spalle di Batman e colpirlo in maniera subdola, con l’intento di minare ogni sua certezza e persino la fiducia dei suoi alleati più stretti.
Quando si tratta di turbare e torturare a fondo il Cavaliere Oscuro, però, nessuno può riuscirci meglio del Joker: la sua nemesi per eccellenza, che tanto dolore e violenza ha provocato nel corso degli anni. Loeb non mancherà di citare uno dei suoi piani più classici, ovvero l’avvelenamento delle riserve idriche della città, con tanto di pesci (in questo caso piragna) col sorriso stampato in faccia. Ma inevitabili saranno anche i riferimenti a The Killing Joke e Una Morte in Famiglia, nei quali Barbara Gordon rimase paralizzata dalla vita in giù (dopo essere stata seviziata) e Jason Todd, il secondo Robin, fu brutalmente ucciso dal malefico Pagliaccio.

A questo si aggiunge l’eterno dilemma, già affrontato anche nel primo Hush, di lasciare o meno vivere un puro agente del caos come Joker, responsabile di così tante morti e crimini atroci. Batman infatti si troverà a dover salvare il folle Clown dalle torture inflittegli da Hush, coerente con la sua regola del non uccidere nessuno, anche se si tratta del suo peggior nemico. Così facendo, però, avrà contro sia Jason Todd/Red Hood che Barbara Gordon/Batgirl, ovviamente i più colpiti dalla follia omicida del Joker.
Proprio perché Hush, alias Thomas Elliot, ex amico d’infanzia di Bruce Wayne, conosce molto bene il suo avversario ed è anche un abile stratega, sa esattamente quali sono i nervi scoperti da colpire, sia di Bruce che della sua bat-famiglia, e coinvolgendo il Joker sarebbe stato sicuro di fare centro.
I titoli stessi dei singoli capitoli fanno riferimento alle pedine degli scacchi, proprio a voler dimostrare che il sussurrante villain bendato sta impostando la sua guerra a Batman come una partita a scacchi, dove ogni pedina/personaggio deve essere posizionato al suo posto e fare la propria parte, affinché il piano riesca alla perfezione. E per adesso, pare proprio che ci stia riuscendo…

Mentre nella prima saga Hush aveva manipolato ogni avversario del Pipistrello affinché lo affrontasse, adesso la situazione si ribalta, in quanto gli stessi bat-villain vorranno vendicarsi di lui, per essere stati usati come burattini, formando persino una temporanea alleanza con la loro stessa nemesi, mentre Hush cambia strategia, puntando sulla guerra intestina tra vigilanti e l’aiuto di nuovi avversari modificati geneticamente, probabilmente proprio da lui.
Nonostante gli anni passati, Loeb sembra non aver perso ancora lo smalto di un tempo, e ci rimmerge in quelle atmosfere cupe e ricche di pathos di allora, con la stessa maestria e consapevolezza. Le tematiche che affronta, in realtà, non sono certo nuove ai lettori appassionati del Cavaliere Oscuro (vedi, ad esempio, il rapporto burrascoso tra Bruce Wayne e Jason Todd, o le nefaste conseguenze delle azioni del Joker, così come il dilemma morale sull’uccidere o meno chi lo merita), ma lo scrittore ha l’abilità di rimaneggiarle in maniera efficace e coinvolgente, rendendole facilmente fruibili e apprezzabili anche da lettori non abituali.

Le tavole di Lee, come al solito, sono un valore aggiunto non da poco, in quanto catturano immediatamente lo sguardo e trasmettono pura energia. Nonostante i vari ritardi e problemi personali, la qualità complessiva resta buona, anche se a volte alcune sue pose risultano un po’ statiche e legnose. Nelle spash page, comunque, riesce sempre a dare il meglio di sé, con illustrazioni di forte impatto grafico, che esaltano in maniera eccelsa azione e personaggi coinvolti.
Lee tiene molto anche al character design, e questo si denota soprattutto nei costumi, che spesso si diverte a reinterpretare. Batman, ad esempio, ha un’uniforme decisamente più tecnologica ed accessoriata, che però verrà cambiata quasi subito: dopo lo scontro col Joker, infatti, il classico costume del primo Hush viene sostituito da un altro, più scuro e corazzato, molto simile alla sua versione New 52 vista nella Justice League di Geoff Johns, ma stranamente sceglie di riprendere il vecchio logo sul petto, con un grosso cerchio giallo attorno al pipistrello.

Da segnalare inoltre un Jason Todd che sembra più anziano e feroce rispetto a quello che siamo abituati a vedere di solito, e si denota dall’evidente ciuffo bianco sulla testa e una divisa da guerrigliero, ma anche l’Enigmista appare più massiccio, con un look da combattimento molto meno eccentrico e appariscente, in quanto stavolta sarà più propenso a menar le mani piuttosto che fare indovinelli. Per quanto riguarda Joker, infine, si può notare una maturazione, o comunque una scelta diversa nel ritrarlo, visto che nel primo Hush era effettivamente fin troppo caricaturale, mentre stavolta ha dei lineamenti meno accentuati e in linea con la maggior parte delle rappresentazioni più moderne del personaggio.
In conclusione, dunque, questi primi sei episodi di Hush 2 risultano convincenti e riescono a farci rivivere quelle forti emozioni provate oltre vent’anni fa, quando tavole maestose ci immergevano in una Gotham City oscura e angosciante, dove il pericolo sembrava serpeggiare in ogni angolo e Batman era costretto ad affrontare un nemico talmente vicino a lui da disorientarlo e sfinirlo, sia fisicamente che emotivamente. Per cui, se avete amato il primo ciclo del 2002/2003, non potrete fare a meno di apprezzare anche questo seguito, divorando con gli occhi ogni singola pagina.


