Recensioni Comics
Batman: L’Oscuro Principe Azzurro – Recensione
Marco -Spider-Ci- Novelli 19/09/2026

- Autori: Enrico Marini
- Formato: 15X23, B., 144p.
- Prezzo: 9,90 euro
- Casa editrice: Panini Comics
- Data di uscita: 17 set. 2026
Realizzare una storia di Batman è probabilmente il “sogno proibito” del 99,9% degli artisti che lavorano nel campo della nona arte, in qualsiasi parte del mondo essi siano, visto che ormai non è più solo un personaggio dei fumetti, ma una vera icona pop, che travalica media e generazioni.
Non è un caso, dunque, che anche un artista di casa nostra come Enrico Marini, la cui fama però è legata principalmente ad opere di editori francesi (Gipsy, Rapaci, Le Aquile di Roma), abbia voluto cimentarsi con il Cavaliere Oscuro, realizzando un racconto in due parti di cui ha curato ogni singolo dettaglio: dalla trama ai disegni, fino ai colori.
Batman: L’Oscuro Principe Azzurro non si presenta come una storia troppo elaborata, ma si può considerare un sentito omaggio dell’artista al Crociato Incappucciato e al suo universo, inevitabilmente influenzato dalle varie versioni cinematografiche e televisive del personaggio, ma comunque rielaborato in modo da fornirci una sua personale visione, che mescola lo stile del fumetto franco-belga con quello americano.

Sin dall’inizio assistiamo a inseguimenti, sparatorie e scazzottate, come nella più classica tradizione dei comics supereroistici, ed è evidente quanto Marini si diverta nel rappresentare l’Uomo Pipistrello in azione, con il suo mantello svolazzante e un’armatura che ricorda in parte quella di Christian Bale ne Il Cavaliere Oscuro e in parte quella di Ben Affleck in Batman v Superman: Dawn of Justice, una pellicola, quest’ultima, che sicuramente ha offerto molti spunti visivi all’artista, essendo anche la più recente trasposizione filmica dell’eroe uscita all’epoca (il fumetto è del 2017, mentre il film dell’anno prima).
In più di un’occasione, infatti, il Batman oscuro e imponente di Marini ricorda proprio quello di Affleck, ma anche la batmobile è esattamente quella vista nel film di Zack Snyder, così come alcune sequenze di combattimento, molto simili visivamente a quella nel magazzino, diventata presto un cult per gli appassionati, in quanto esprime più di qualunque altra la furia combattiva del Pipistrello.

A livello di trama, però, non aspettatevi la serietà di Snyder, in quanto Marini ama molto anche lo stile più divertente del cartone animato anni Novanta di Bruce Timm e Paul Dini, o l’humour nero del Batman di Tim Burton, per cui vedrete un Joker istrionico e brutale allo stesso tempo, ma anche più sentimentale del solito, non solo con la bambina che rapirà, fulcro di tutta la vicenda, ma anche con la sua “dolce metà” Harley Quinn, che in genere tratta decisamente peggio, mentre qui sembra più devoto e innamorato, per quanto possa esserlo uno come il Joker…
Con la folle coppia di supercriminali Marini si sbizzarrisce di più, fornendo una sua impronta stilistica molto più marcata. Joker infatti ha una capigliatura appuntita e folta, come se avesse infilato le dita nella presa della corrente, oltre a un trucco più scenico e teatrale, caratterizzato soprattutto da dei triangoli neri sopra e sotto gli occhi, che insieme formano un rombo.

Con Harley invece approfitta per conferirle un look più circense, ma allo stesso tempo sexy, con un corpetto che mette in risalto le sue forme e un malizioso tutù dal quale spesso si intravedono le sue mutandine. Marini, del resto, è un maestro nel rappresentare donne ammalianti, e lo dimostra anche il suo recente Noir Burlesque, sempre realizzato con Dargaud, la casa editrice francese che ha permesso anche questa collaborazione con Dc Comics.
A proposito di femme fatale, non poteva mancare la presenza di Catwoman, certamente seducente nella sua tuta attillata, ma comunque meno svestita di Harley Quinn, visto che l’artista rielabora a suo modo il look più classico del cartone anni Novanta, inserendo qualche finto strappo e dei più aggressivi stivaloni con tacco.

Ma non sono solo le belle donne il punto forte di Enrico Marini e la sua arte. Ne L’Oscuro Principe Azzurro possiamo ammirare infatti il suo talento nello storytelling e nelle sequenze d’azione, così come per gli sfondi e le panoramiche, dove ci regala delle imponenti inquadrature dall’alto sulla “città del crimine”, Gotham City, con i suoi alti grattacieli dallo stile gotico, che si perdono in una fitta foschia avvolgente, tra luci ed ombre, più o meno sinistre.
E’ sempre interessante vedere un’interpretazione diversa di un’icona del fumetto come Batman, specie da parte di un artista con una sensibilità così particolare e raffinata come Marini. Osservando le sue linee morbide e i colori acquerellati, così caldi e intensi, sembra di fatto di leggere un fumetto francese, ma con protagonista il Cavaliere Oscuro e tutto il suo affascinante universo.

Già solo per questo Batman: L’Oscuro Principe Azzurro meriterebbe di essere letto, ma per di più è anche una storia (ovviamente fuori continuity) molto piacevole e divertente, da leggere tutta d’un fiato, in quanto Marini non annoia mai, tra battute, inseguimenti e colpi di scena, inseriti in una sceneggiatura dal ritmo serrato, sicuramente debitrice dell’amore dell’artista nei confronti del linguaggio televisivo e cinematografico.
Ora che Panini ha pubblicato questa piccola perla anche in formato pocket, ad un prezzo contenuto, non avrete più scuse per lasciarvela scappare.


