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Oceania Boulevard di Marco Galli – Recensione Coconino

Ivan Grasso 08/08/2013

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Ecco l’ennesima punta di diamante di casa Coconino: Oceania Boulevard. Con il suo sussistere crea nuovi modelli evolvendo e amalgamando i vecchi. Esplode in tutta la sua ricchezza posizionandosi al primo posto delle graphic novel eclissando gran parte della produzione di genere. Un’opera mirabolante!

Oceania BoulevardOceania Boulevard

Autore: Marco Galli

Casa Editrice: Coconino Press

Genere: Thriller, Noir

Provenienza: Italia

Prezzo: 22.00 €, 17×24, pp. 152, col.

Data di pubblicazione: Marzo 2013

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Riviera, l’anchorman più famoso della televisione, che lavora presso la prestigiosa azienda d’arte contemporanea dei fratelli Zupa, si butta dall’ultimo piano del palazzo coinvolgendo nello schianto anche il musicista Tong-Tong, uccidendolo. Al macabro spettacolo assiste anche Miss Pri, sua segreteria e segretamente innamorata del musicista. Ad occuparsi del caso viene incaricato il depresso ispettore di polizia Mortenson che subito si accorge di non essere di fronte ad una semplice scena del crimine; infatti viene a conoscenza che alcuni amici di Riviera non sono convinti del suicidio, avvolgendo così l’indagine da un velo di mistero.

Siamo di fronte ad un potente giallo che subito si complica e intreccia sottotrame interessanti, che assumono una connotazione importante a livello della struttura e del coinvolgimento. Per tutta la durata della lettura veniamo colpiti visivamente e psicologicamente da continui input che arricchiscono la lettura. Arrivati alla fine non possiamo fare a meno di rileggerlo immediatamente. Il racconto è impeccabile, sin dall’inizio i personaggi sono ben caratterizzati e impariamo a conoscerli e a comprenderli da subito, la caratterizzazione è minuziosa e variegata. Le parole scelte sono sempre dirette e mai confuse. La preferenza imposta di due vignette per pagina, se all’inizio sembra citare lo stile classico e forse un po’ vetusto, subito si trasforma in una visione efficace e immediata che strizza l’occhio alla televisione o addirittura al cinema, cosa che viene ulteriormente sottolineata dall’utilizzo/assenza dei balloon sempre esterni alla scena come se non fossero compenetrati geneticamente ma arrivassero semplicemente in tempi diversi, assolutamente originale e adeguato all’ordine imposto dalla posizione delle vignette.

Il tratto prevede linee sottili morbide e un po’ “insicure” rispecchiando perfettamente lo stile del racconto. I colori sono tutti desaturati tranne il rosso, come ci si aspetta da una storia di genere thriller. I fondali perfettamente integrati sono minuziosi e mai inutili sostituiti a volte, soprattutto nelle scene in movimento e in automobile, da vecchie fotografie patinate e appannate, come a richiamare il vecchio cinema noir. Tantissime le citazioni, verbali e simboliche con omaggi a registi del calibro di Cronenberg e Lynch, a cavallo tra cinema e teatro e tra realtà e fiction.

La psicologia dei personaggi è tormentata e molto articolata, subito riconosciamo i personaggi squilibrati da quelli poco raccomandabili, la linea sottile che li differenzia è ben marcata nella mente di noi lettori. Una rappresentazione della società artistica pazzoide ed egocentrica nella quale tutti mentono e persino il commissario pronuncia parole di conforto, nei confronti di Mortenson, dicendogli che un ispettore di polizia non deve trovare la verità ma deve produrla.

Un giallo, ora thriller ora noir, dalle tinte pulp. Una lettura da riscoprire e da rileggere più volte e da consigliare agli amici. Sorprendente.


Voto: 8 ½

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