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Fantastica vol. 22 – Bunker vol. 2 – RECENSIONE

Sergio L. Duma 25/12/2015

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Si conclude Bunker, l’intricata saga fantascientifica di Christophe Bec e Nicola Genzianella! La misteriosa natura del protagonista Aleksi viene finalmente rivelata e le cose per lui si faranno davvero drammatiche! Non perdete questo volume della collana Fantastica!

La collana Fantastica di Mondadori Comics stavolta propone gli ultimi due capitoli di Bunker, saga fantascientifica dell’ottimo Cristophe Bec illustrata dal bravo Nicola Genzianella. Sebbene la vicenda sia sci-fi nell’impostazione, non mancano elementi fantasy e horror e un tocco di misticismo che di sicuro piaceranno ai fan del ciclo di Dune di Frank Herbert. Come è stato spiegato nel volume precedente di Bunker, la vicenda si svolge in una nazione denominata Demarkacia.

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Si tratta dell’ultimo baluardo difensivo che separa la regione del Velikiistok dal territorio di un popolo ostile, gli Ieretik. Tra le comunità della Demarkacia e gli Ieretik c’è da sempre un conflitto. Inoltre, l’area è difficilmente abitabile per ragioni climatiche (il freddo e la neve prevalgono) e in passato c’è stato un terribile cataclisma che ha provocato morte e distruzione. Tutti credono che sia stato causato dalla caduta di un meteorite ma è solo la versione ufficiale, imposta dall’Imperatore della Demarkacia.

Il protagonista principale di Bunker è Aleksi, un soldato che ha abbandonato la famiglia in cerca di avventure e si è arruolato nell’esercito della Demarkacia. Giunto nella regione, è convinto di dover prendere parte alla guerra contro gli Ieretik ma presto si rende conto che la situazione è molto strana. Per giunta, interagisce con la bella Anika, nipote dell’Imperatore. La presenza della ragazza non è motivata solo da esigenze belliche e il suo ruolo diventa chiaro in questo secondo volume.

Nei precedenti capitoli, Bec, coadiuvato ai testi da Stéphane Betbeder, aveva fatto intuire che potevano esserci potenti entità che dominano gli esseri umani e li manipolano per ragioni imperscrutabili. E in questo tassello finale di Bunker scopriremo che in effetti è così. Alcune divinità ancestrali sono da sempre coinvolte in un complesso dissidio e gli uomini sono da esse utilizzati alla stregua di pedine. Un ruolo chiave in tutto questo è giocato proprio da Aleksi.

La spiegazione sulle sue origini e sulla sua autentica natura verranno spiegate con esiti sconvolgenti. Nemmeno Anika è ciò che appare e non mancheranno incredibili rivelazioni sul suo conto. Bec delinea una story-line di intrattenimento non banale, valorizzata da un ritmo narrativo coinvolgente. Ciò che più colpisce è la vastità e la mutevolezza delle ambientazioni. L’universo distopico di Bunker è infatti composto da comunità che si richiamano a quelle sovietiche, alle islamiche e così via, ognuna con specifiche caratteristiche e innegabili peculiarità. Ecco perché, da questo punto di vista, l’opera può ricordare Dune.

Testi e dialoghi sono ben curati, intensi e riflessivi senza però mai essere verbosi e la trama è ricca di sorprese, colpi di scena, inseguimenti e complotti. Bunker è pregevole anche per l’aspetto grafico, grazie all’ottima prova fornita da Nicola Genzianella. Il suo stile è naturalistico e dettagliato, impreziosito da fluidità, eleganza e dinamismo che rendono giustizia alla qualità della sceneggiatura.

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Ogni personaggio è ben rappresentato e la raffigurazione dei desolati paesaggi innevati, delle oscure e intimidenti dimensioni popolate dalle entità, degli interni del palazzo dell’Imperatore, delle città semidistrutte, delle armi e delle divise è impeccabile. Genzianella a volte compone tavole con inquadrature minuscole di impostazione cinematografica, a volte invece opta per vignette enormi o per disegni a tutta pagina che evocano l’orrore claustrofobico di un mondo vasto e ostile. In poche parole, Bunker è un lavoro di rilievo, non rivoluzionario e innovativo, ma da tenere d’occhio. Un’opera che conferma il valore della collana Fantastica.

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