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Chi è Sudario Brando? | Recensione

Claudia Padalino 08/04/2018

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Ancora non lo sapete? Ecco un folle vademecum per poter conoscere meglio chi si cela dietro questo nome.

«Sudario Brando l’ho già avvertito: comincerà a essere qualcuno quando dimenticherà il Bagaglino e il Vernacoliere. Se non si emenda rimarrà un brando nel fodero, il modo gentile per dire che sarà innocuo.» (Filippo Scòzzari)

Immaginate due impiegati del vostro mobilificio di fiducia, che vengono a casa vostra a portarvi quel fantastico mobile tv che avete comprato, dove metterete già il vostro tv 55 pollici, la Playstation 4 e il lettore Blue ray.
Immaginate questi impiegati che posizionano il mobile integro nel salotto e lo iniziano a smontare pezzo per pezzo, riducendolo ai componenti più essenziali, come un mobile Ikea al contrario.
Immaginate sempre i due impiegati che si mettono vicino a voi e vi spiegano come rimontarlo, diventando essi stessi dei libretti d’istruzioni in carne e ossa e voi, allegramente, rimonterete il mobile che sarà ancora più figo e più funzionale rispetto al momento in cui lo avete visto per la prima volta.

Ecco, questi due impiegati si chiamano Tommaso Filighera e Niccolò Pugliese. Il mobile si chiama Sudario Brando (nomignolo che è sempre meglio di Svarlsson o simili) e ancora non si sa bene chi si nasconde dietro a questo pseudonimo. Sarà uno studente del liceo artistico geniale? Un uomo attempato e nostalgico? O un gruppo di persone che mescolano i loro stili, creando opere uniche dal tratto pop?

UN SAGGIO CHE TI DA’ L’ASSAGGIO DI UN SAGGIO DEL FUMETTO

Chi è Sudario Brando? è un libro edito da Le Piccole Pagine. Il saggio è diviso in otto parti, all’interno del quale viene sviscerata ogni singola tavola pubblicata da Sudario dal 2004 in poi, con un occhio particolare a quelle pubblicate online dal 2014 al 2016. Come una guida all’interno di un museo, Filighera e Pugliese spiegano per filo e per segno la tavola, rimandandola a riferimenti pre-esistenti, che attingono alla letteratura, mitologia, cinematografia, musica, cultura popolare, critica filosofica… insomma, tutto lo scibile umano. Il tono ondeggia tra il serio, il no-sense e il faceto: un mix letale che rende la lettura scorrevole, piacevole e fa ritrovare il lettore con un leggero sorriso sulle labbra a chiusura del libro. Se inizialmente la combinazione di tavola + didascalia possono risultare di difficile lettura, al termine dei capitoletti ogni cosa diventa più chiara. La critica alla narrazione viene accompagnata costantemente da note a piè di pagina che spiegano i singoli riferimenti e/o citazioni (per agevolare il lettore nella comprensione degli aspetti meta-artistici). Al termine del testo, una breve biografia dell’artista visto dagli occhi degli altri fumettisti chiude un libro di analisi sorprendente, nato un po’ per gioco e un po’ per salvaguardare il materiale pubblicato online da Sudario Brando.

MA SI CAPISCE ALLA FINE CHI È SUDARIO BRANDO?

Sì. No. Insomma, sappiamo sicuramente che è molto facile innamorarsi dell’arte descritta all’interno del testo, al punto tale da leggerlo, rileggerlo, ridere, interiorizzare l’opera e (perché no?) andare alla prima fiera del fumetto disponibile per cercare di capire qual è il reale volto di cotanta mano.

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