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Batman Caped Crusader stagione 2 è (ancora) un gioiello animato

Federico Vascotto 13/08/2026

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Batman Caped Crusader si era già distinta tra gli originali Prime Video come una rilettura del mito dell’Uomo Pipistrello perfettamente sospesa tra passato e futuro. Da un lato infatti omaggia Batman: The Animated Series degli anni ’80’-90 creata da Bruce Timm; quest’ultimo è dietro anche questo nuovo adattamento insieme a Eric Radomski, James Tucker, J. J. Abrams e Matt Reeves. Tra gli animatori anche un pezzo d’Italia: DogHead Animation, la società fondata da Movimenti Production, quella delle serie Netflix di Zerocalcare. Dall’altro lato rilegge e attualizza alcune storie e personaggi iconici, guardando all’oggi.

La stagione 2, ora disponibile su Prime Video, conferma pregi e difetti del ciclo inaugurale, distinguendosi tra i prodotti più maturi nati dalla creatura di Bob Kane, alzando il tiro ed essendo ancora più dark, amara e noir.

Batman Caped Crusader stagione 2 è (ancora) un gioiello animato

C’era grande attesa per il Joker, forse il villain per antonomasia del protagonista, introdotto nella scena post-credits della scorsa stagione e co-protagonista di questo secondo capitolo insieme all’Enigmista. Entrambi si discostano dalla caratterizzazione e origin story classiche delle loro controparti cartacee.

Una scelta stilistica e narrativa che era stata motivo di discussione per i fan “puristi” nella stagione 1 ma che in realtà a nostro avviso ha saputo aggiornare senza tradire lo spirito principale dell’opera. La vera protagonista è Gotham, corrotta e sporca ma con un briciolo di speranza di rivedere la luce; i nuovi dieci episodi confermano questo assetto e questi intenti.

Trama orizzontale e casi di puntata si amalgamano, prendendosi il tempo di raccontare la propria storia senza la smania di fornire “tutto e subito” agli spettatori. Vecchi e nuovi volti, casi legati al ciclo inaugurale e altri completamente nuovi, fedeli al Detective Comics com’è nato il Crociato Incappucciato nelle prime run sui fumetti DC.

Inoltre vengono introdotti villain e personaggi meno noti ai fan più disattenti o cresciuti con la vecchia serie animata e quell‘iconica sigla. La scrittura fa da scudo ad un’animazione non sempre fluida, spesso “legnosa” come nella stagione 1, ma questa cifra stilistica fa parte anche dell’assetto prettamente noir del racconto. Il Cavaliere Oscuro è sempre più solitario e crudo, silenzioso, anche se capisce che ha bisogno di un team per farcela (emblematico l’episodio con Carrie in questo senso).

Bruce Wayne è sempre più donnaiolo e superficiale ma attento alle cause della città dei suoi genitori, come alibi e copertura perfetta di Batman. Viene da chiedersi però quale sia il costume e quale l’uomo, e se spesso non finiscano con l’invertirsi e prendere l’uno il posto dell’altro per poter sopravvivere entrambi.

Il dualismo eroe/villain cresce e si solidifica grazie al Joker, mellifluo, caotico, citazionistico di quello di Nolan: chi è davvero chi tra i due? Due facce della stessa medaglia che hanno bisogno uno dell’altro per sopravvivere. Eroe/antieroe, sullo sfondo di Gotham City.

I colori utilizzati, il tratto e character design, le musiche di Michael Giacchino: tutto è noir-otico, tutto è fatto in nome del Caped Crusader, che tutti protegge e su tutti vigila. Per sempre?

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