Dopo essere uscito prima a pagamento su Disney Plus e poi in home video, ora arriva per tutti gli abbonati della piattaforma streaming della Casa di Topolino dal 4 dicembre Mulan, il tormentato live action di Niki Caro ispirato al classico del 1998.

Mulan live action, la trama

L’antefatto e lo sviluppo della trama sono pressoché gli stessi del classico, a sua volta ispirata dal poema cinese La Ballata di Mulan: quando l’Imperatore della Cina decreta che un uomo per ogni famiglia dovrà arruolarsi nell’Armata Imperiale per difendere il Paese dall’attacco degli Invasori del Nord, Hua Mulan, la figlia maggiore di un rispettato guerriero, prende il posto del padre malato. Dopo essersi travestita da uomo ed essersi arruolata con il nome di Hua Jun, Mulan dovrà trovare il proprio chi e tutta la propria forza interiore per riuscire a dimostrare il proprio potenziale. Nel corso di questo epico viaggio si trasformerà in una stimata guerriera guadagnandosi il rispetto di una nazione riconoscente e l’orgoglio di un padre.

Mulan: un live action senza infamia e senza lode

Il live action di Mulan decide di non riproporre pedissequamente o quasi l’originale animato, come hanno fatto per esempio La Bella e la Bestia e Il Re Leone, e non mantenere l’aspetto musical (che comunque nell’originale era meno marcato rispetto ad altri classici). Il femminismo della protagonista (Yifei Liu) viene invece accentuato dall’assenza di un principe (come invece accadeva nel classico) e la storia si concentra tutta sul romanzo di formazione della protagonista, che proprio come il protagonista di Kung Fu Panda deve imparare a trovare il proprio chi e a non tenerlo nascosto, poiché un dono e non una maledizione.

Questo concentrarsi quasi solamente su Mulan lo si percepisce anche da alcune aggiunte, come la sequenza iniziale dell’inseguimento della gallina sui tetti da parte di Mulan bambina o ancora l’ingresso del personaggio di Xianniang (Gong Li), strega (o almeno creduta tale perché donna e potente) che guida le gesta del villain, e che sembra avere un destino speculare rispetto a quello della nostra eroina.

Grande risalto viene dato alla tradizione cinese tra scenografie e costumi, ma la regista Niki Caro per la prima volta alle prese con un action movie sembra non riuscire a sfruttare appieno il materiale a disposizione e proporre un prodotto che non va chiaramente in una direzione e nemmeno nell’altra. Anche gli altri protagonisti sono meno caratterizzati rispetto all’originale e soprattutto si sente la mancanza di alcuni comprimari, non solo Mushu, ma anche la nonna, piccole grandi perle del cartoon.

C’è un po’ di confusione anche nel mescolare spiritualità, epica e commedia nel film, pur mantenendosi sul genere del wuxia (non credendoci però fino in fondo) e allungando un po’ troppo la narrazione con alcune sequenze che narrativamente potevano essere risparmiate per alleggerire il ritmo dell’intera pellicola.

Riassumendo, il live action di Mulan non ci dispiace troppo sia finito su Disney Plus perché forse in sala, nonostante la grande produzione alle spalle, sarebbe stato penalizzato da una messa in scena non all’altezza degli intenti, che non risultano poi così chiari allo spettatore alla fine della visione. Ben vengano le riproposizioni pedisseque se mantengono la stessa magia (vedi La Bella e La Bestia o a sorpresa Aladdin con un Genio che salvava il film).

Paradossalmente aveva sorpreso più, nel suo rammodernarsi e omaggiare il classico animato, per esempio, Lilli e il Vagabondo creato appositamente per l’avvento del servizio streaming, un film a cui fin dal poster non avremmo mai potuto scommettere. Mai giudicare un live action dalla copertina insomma.

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