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X-Men: Guerre ad Asgard | Recensione

Sergio L. Duma 18/11/2018

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Cosa succede quando i mutanti si trovano nel contesto fiabesco e mitologico di Asgard? Scopritelo in questo splendido volume che ripropone un classico del fumetto americano degli anni ottanta firmato da Chris Claremont e Arthur Adams!

Come sanno i fan, l’Universo Marvel è coeso ed esistono varie realtà e dimensioni. Quella di Asgard, il regno degli dei norreni, è senza dubbio una delle più suggestive. Tuttavia, nel corso degli anni, a parte Thor e i numerosi personaggi legati al regno delle divinità nordiche, quasi nessun altro supereroe era finito in quei lidi. Verso la fine degli anni sessanta, il collerico Hulk era arrivato ad Asgard in un celebre episodio della sua collana e aveva dovuto affrontare le macchinazioni dell’Incantatrice e dell’Esecutore. Ma si era trattato di un’eccezione.

Negli anni ottanta del periodo Shooter le cose, però, cambiarono. In quel periodo negli albi Marvel poteva accadere di tutto e gli autori spesso idearono vicende e situazioni impensabili. Di conseguenza, quando Chris Claremont, il deus ex machina dei mutanti Marvel, iniziò a pensare a una storia delle squadre targate X ambientata ad Asgard, appunto, non incontrò particolari ostacoli. E fu una fortuna perché la saga, convenzionalmente conosciuta come Guerre ad Asgard, ebbe un grande successo ed è tuttora considerata uno dei vertici creativi della Casa delle Idee.

Panini Comics la propone in un volume della collana Grandi Tesori Marvel che include i nn. 1-2 di X-Men & Alpha Flight, il one-shot New Mutants Special Edition e l’annual n. 9 di Uncanny X-Men. Si tratta di materiale sopraffino che diede modo a Chris di esplorare il mondo di Thor usando i mutanti e che fece conoscere il talento del bravissimo Arthur Adams. Nella storia appaiono, quindi, la squadra canadese degli Alpha Flight, gli X-Men e i Nuovi Mutanti.

I primi due episodi fungono da prologo alla vicenda vera e propria. Per un caso fortuito, il team guidato da Heather Hudson rimane coinvolto in un intrigo ideato da Loki. Anche gli X-Men sono, comunque, della partita e in questa occasione hanno a che fare per la prima volta con il perfido fratellastro di Thor (ma non manca nemmeno l’infida Incantatrice). Claremont delinea una vicenda basata sull’azione, caratterizzata da un ritmo veloce e impreziosita dal tratto pulito ed essenziale dell’ottimo Paul Smith che realizza belle versioni dei vari personaggi.

Dopo questo scontro iniziale, comunque, le cose diventeranno difficili e se ne accorgeranno sia gli X-Men sia i Nuovi Mutanti. Senza spoilerare, mi limito solo a specificare che le due squadre finiranno, loro malgrado, ad Asgard e fuggire dal regno dorato non sarà agevole. Dovranno confrontarsi non solo con Loki ma anche con i troll, la terribile Hela e i vari character ben noti ai fan del Dio del Tuono. Claremont, tra le altre cose, analizza le psicologie dei mutanti inserendoli, appunto, in contesti a loro sconosciuti. Il lavoro migliore lo svolge con Tempesta che diventa, in un certo qual modo, una specie di versione femminile dello stesso Thor.

La storia è entusiasmante e coinvolgente ed è, per giunta, valorizzata dagli spettacolari disegni di Arthur Adams. Il penciler concepisce i protagonisti con un curioso e piacevole mix di realismo e stilemi quasi caricaturali, dettaglio che, con il senno di poi, influenzerà tantissimi cartoonist, a cominciare da Todd McFarlane. Tempesta, Ciclope, Magik e gli altri eroi sono teneri e carismatici nello stesso tempo; Warlock e le numerose creature mostruose di Asgard hanno un look che risulta a tratti macabro a tratti ironico. Loki evoca perfidia pressoché in ogni vignetta ma appare, di tanto in tanto, quasi effeminato e lo sguardo sembra quello di un pervertito.

In pratica, Adams non stravolge l’aspetto dei protagonisti ma non rinuncia a rappresentarli in maniera personale. Raffigura poi le architetture e le cupe, tenebrose, intimidenti ambientazioni asgardiane con una cura dei dettagli sbalorditiva. Vanno, inoltre, tenute d’occhio le sequenze d’azione, spesso ricche di particolari infinitesimali, incentrate su una pletora di personaggi, che trasmettono la sensazione di un vero e proprio conflitto di proporzioni cosmiche.

Insomma, Guerre ad Asgard, anche a tanti anni di distanza, si conferma come una delle opere migliori mai prodotte dalla Marvel nel corso della sua lunga e gloriosa esistenza editoriale. Vale dunque la pena non trascurare questo bel volume, imperdibile per tutti i fan dei mutanti e, in generale, del buon fumetto.

 

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