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Tex Magazine 2018 | Recensione

Davide Mirabello 22/01/2018

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Due gustose storie che accompagnano le oltre 60 pagine di approfondimenti e dossier del volume.

Nel Tex Magazine 2018 proposto dalla Sergio Bonelli Editore in apertura d’anno troviamo due storie inedite: la prima è intitolata Detenuto Modello, ed ha come autore del soggetto Diego Cajelli, alla sceneggiatura Tito Faraci ed ai disegni Luca Vannini.

Protagonista della storia è appunto un detenuto “modello”, Archibald Leyton, truffatore di uomini d’affari che sta scontando la sua pena nel carcere di Rockfort. Leyton ha avuto un permesso speciale per andare a dare l’addio alla madre, appena morta, ad Angletown nel Texas.

Il destino di Leyton s’incrocerà con quello di Tex e Kit Carson, anch’essi presenti nella stessa città. Il detenuto modello è sotto le mire di Joseph Pike, uno degli uomini da lui truffati e che ha assoldato un’intera banda per fargliela pagare.

Tex e Kit, offertisi di riaccompagnare Leyton a Rockfort dopo la sepoltura della madre, si troveranno a fare i conti con un’intera banda di malviventi da sgominare, prima di riportare in prigione il “detenuto modello”.

La storia sceneggiata da Faraci è godibile ed è un buon accompagnamento a quello che è solitamente la testata di Tex dedicata a tutto ciò che ruota attorno al mondo del West. Cajelli ha costruito una trama semplice ma non prevedibile, riuscendo in un numero piuttosto esiguo di pagine rispetto ai canoni Texiani (circa 70 pp.) a confezionare una buona trama, che l’abile Tito Faraci ha saputo condire con un ottimo ritmo.

A dare ancora più sostanza alla storia sono stati i disegni di Luca Vannini, che, seguendo i canoni del maestro Claudio Villa (autore della copertina del volume), ci hanno restituito un Tex compatto e “roccioso” che non si vedeva da un po’ sulle pagine Bonelli.

La seconda storia è intitolata L’anima del Guerriero, ed è un omaggio a Tiger Jack. Ai margini della riserva Navajo il guerriero indiano si ritroverà a fare i conti con la banda di Jeb Torrent, un malvivente che ha qualche cosa a che fare con il suo passato.

Lo sceneggiatore ed autore del soggetto Luigi Mignaccio in sole 40 pagine riuscirà a creare una piccola storia funzionale a raccontare lo spirito di Tiger Jack, e del suo sangue Navajo. Uno dei motivi per i quali Tiger Jack è una delle persone alle quali Tex è più legato sono i suoi principi morali, ed il suo senso dell’amicizia. In L’anima del Guerriero Tiger Jack dimostrerà una volta di più la profondità dei suoi valori.

Ai disegni c’è Giovanni Bruzzo, che con il suo tocco fresco riesce a dare a questa piccola storia anche un sapore sperimentale, visto che le testate collaterali di Tex vengono spesso usate anche per testare stili grafici e narrativi differenti.

Insomma Detenuto Modello e L’anima del Guerriero sono un buon accompagnamento alle oltre 60 pagine di apparato di approfondimento e dossier del Tex Magazine. Com’è nella tradizione della casa editrice di via Buonarroti i fumetti che accompagnano i magazine delle varie testate sanno incarnare con sintesi, ma in maniera efficace, lo spirito ed il gusto dei personaggi che ne hanno fatto la storia. E Tex, in sella al suo cavallo, ne è il simbolo per eccellenza.

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