RECENSIONI

Murder Mystery di Kyle Newacheck | Recensione

Matteo Regoli 17/06/2019

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  • Titolo originale: Murder Mystery
  • Durata: 92 min.
  • Genere: commedia, giallo
  • Regia: Kyle Newacheck
  • Sceneggiatura: James Vanderbilt
  • Cast: Adam Sandler, Jennifer Aniston, Luke Evans, Gemma Arterton, John Kani, Ólafur Darri Ólafsson, Terrence Stamp
  • Produzione: Vinson Films, Endgame Entertainment, Happy Madison Productions, Tower Hill Entertainment
  • Distribuzione: Netflix
  • Data di uscita: 14 giugno 2019

Fatta eccezione per The Meyerowitz Stories – che aveva un target altro e alto, che doveva avvicinare lo streaming on demand ai festival cinematografici, che era diretto da un autore amato dalla critica e che fu presentato a Cannes nel 2017 – la partnership fra il colosso dell’intrattenimento Netflix e il colosso della commedia scorretta americana Adam Sandler è stata fruttuosa prevalentemente dal punto dei vista dei numeri (quello di cui parliamo oggi è il sesto film dal 2015, dopo The Ridiculous 6, The Do-Over, Sandy Wexler, Meyerowitz e Matrimonio a Long Island, in attesa del settimo e dell’ottavo che arriveranno nei prossimi mesi, il promettente Uncut Gems e la commedia-thriller Hubie Halloween) che da quello dell’effettiva qualità: e Murder Mystery, che rappresenta un passo avanti rispetto ai ben più infimi progetti precedenti, sembra voler provare a spezzare questa sorta di maledizione, riuscendoci però solo in parte.

Ad affiancare il sempre divertente protagonista di Funny People questa volta Jennifer Aniston, che ha voluto partecipare al film Netflix solo per poter lavorare nuovamente col suo amico di una vita col quale non condivideva lo schermo dal 2011 (Mia Moglie Per Finta): il problema è che, sebbene la sceneggiatura di James Vanderbilt (la cui punta di diamante in curriculum pieno di abissi è di certo Zodiac) sembra voler allestire un sottile gioco meta sul genere giallo – in particolare il giallo alla Agatha Christie – la regia di Kyle Newacheck (al secondo film della carriera dopo Game Over, Man!, sempre targato Netflix, dove “giocava” con gli scenari tipici dell’action, in particolare Die Hard, ma con scarsi risultati) non solo non è minimamente interessata a seguirlo, ma anzi se ne va per conto proprio lungo la strada della sicura mediocrità confezionando un film tra il banale e il semplice, che rinuncia, un po’ per pigrizia un po’ per adattarsi agli standard decisi della compagnia, ad ogni possibile aspirazione parodistica.

Perché se è vero che l’idea alla base di Murder Mystery con maggior cura e (molta) più passione, (molta) più reverenza/devozione nei confronti del genere e soprattutto (molta, ma molta, ma mooooolta) più ambizione avrebbe potuto dar vita a qualcosa di simile (non paragonabile, ma almeno simile) a Invito A Cena Con Delitto, Hot Fuzz o Signori, Il Delitto E’ Servito, è altrettanto vero che di cura, passione e reverenza/devozione nei confronti del genere ce ne sono davvero in minima quantità, e che di ambizione non c’è praticamente alcuna traccia.

Piuttosto ci si accontenta di prendere situazioni e strutture di Assassinio sull’Orient Express ed epigoni vari ed eventuali (nel finale il treno Parigi-Istanbul fissato nell’immaginario della cultura pop dal celeberrimo romanzo della Christie verrà espressamente e puerilmente citato, come a voler sottolineare con l’evidenziatore un cartello stradale catarifrangente, di giorno) e legarli insieme con una serie di personaggi ovviamente tratti da quel tipo di narrativa, con la coppia di colletti blu newyorkesi (lui un poliziotto fallito che non riesce a superare l’esame per diventare detective, lei una parrucchiera annoiata dal matrimonio) che arriva in Europa e sa di essersi ritrovata nel bel mezzo di una trama da romanzo giallo (il personaggio della Aniston è innamorata di quei romanzi, Sandler la prende in giro ma imparerà a non farlo).

La monotonia che rischiava di allontanarli diventa brio avventuroso, e quindi la coppia non solo si riunisce ma ne esce più innamorata e forte di prima, perché per risolvere il mistero (un omicidio, che diventeranno più omicidi) dovranno collaborare e quindi riavvicinarsi come in giovinezza: tutto non esattamente originale, ma i due protagonisti funzionano e alcune battute sanno come far sorridere; soprattutto – a differenza dell’odioso ed irritante Jarmusch – Murder Mystery non è così martellante con la meta-narrazione, e si accontenta di mostrare l’entusiasmo dei due coniugi per queste inaspettate peripezie da cinema.

Il problema semmai è che si accontenta fin troppo e non riesce a fare il giro arrivando alla parodia: si ferma a metà, compiendo un tragitto che non porta da nessuna parte.

In breve

Giudizio Globale

5

Sommario

Punteggio Totale

5

stars

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