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Libia: un gruppo armato interrompe il Comic Con e arresta oltre 20 persone

Lucia Lasorsa 15/11/2017

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Durante i primi giorni di novembre si è tenuta a Tripoli la seconda fiera Libya Comic Con, ritenuta dalla polizia militare un evento peccaminoso che rischiava di intaccare “la morale e la modestia” del popolo libico. Per questo, la polizia militare ha fatto irruzione nella fiera, interrompendola bruscamente e arrestando alcuni dei presenti.

Gli organizzatori del Comic Con, il quale, sottolineiamo, aveva tutte le carte in regola e i permessi necessari per potersi svolgere, incluso un servizio di sicurezza a cura della forza militare Nawasi, sono stati arrestati dal RADA Special Deterrent Forces (SDF), la polizia militare di forte impianto islamico radicale che è stata fondata con lo scopo di combattere il crimine, in uno scenario politico complesso.

Le forze dell’SDF hanno dichiarato che il raid è avvenuto in seguito alla pubblicazione di fotografie sui social media, fatto, questo, che avrebbe provocato una “estesa diffusione pubblica di atteggiamenti critici”. La polizia islamica ha anche aggiunto che eventi come il Comic Con di Tripoli “derivano dall’estero e sfruttano la debolezza della fede religiosa e il fascino per le culture straniere”. Vi mostriamo alcune di queste immagini, insieme ai manifesti pubblicitari dell’evento, qui in basso:

 

Oltre 20 persone sono state trattenute, e sei di loro sono ancora in arresto. Inoltre, è stato riportato che coloro che sono stati liberati hanno subito violenze fisiche: sono stati malmenati, rasati e si sono sentiti dire frasi come:

La Libia era un paese islamico, non un paese libero o liberale.

Il Comic Con aveva attirato centinaia di interessati, soprattutto giovani, e alcuni di loro si erano recati alla fiera in cosplay, ma l’SDF ha fatto comunque irruzione.

Non solo: poiché è ben noto quanto difficilmente le notizie trapelino dalla Libia e quanto restrittivo sia l’utilizzo di Internet (motivo per il quale anche le notizie che riguardano ciò di cui vi stiamo parlando in questo momento sono giunte con qualche giorno di ritardo qui da noi in Occidente), i video di uno degli organizzatori della fiera, David Mack, sono stati rimossi dai social media, come anche la pagina dell’evento stesso su Facebook; anche gli account del Comic Con di Tripoli su Twitter e Instagram hanno visto la rimozione di molti contenuti.

The Libya Herald ha riportato quanto segue:

Chiunque indossasse un badge, inclusi i visitatori, sono stati arrestati – pensando che fossero alcuni degli organizzatori, perché indossavano un badge.

Tutti coloro che sono stati arrestati sono stati accusati di “agnosticismo, ateismo, avere idee massoniche, credere in Halloween, distorcere le menti dei giovani e abbandonare l’islam”; altre accuse riguardano il fatto che tali eventi “incitano alla violenza attraverso alcuni artwork che rappresentano coltelli e scene violente. Alcuni di questi lavori sono stati confiscati come prove”.

La Libia è purtroppo scenario di diversi conflitti dalla caduta di Gheddafi nel 2011, e al momento attuale lì ci sono due diversi governi paralleli, uno supportato dalle Nazioni Unite e dall’Occidente e un altro che gode invece del completo appoggio e supporto di forze militari locali. Inoltre, esistono moltissimi ulteriori gruppi militari che si stanno imponendo in questo scenario di vuoto politico.

Fonte: BC.

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