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Hasib e la Regina dei Serpenti di David B. | Recensione

Vanessa Maran 01/04/2018

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Il maestro del fumetto francese David B., uno dei più noti della sua generazione, reinterpreta con il proprio tratto espressionista e le caratteristiche ombre incisive un racconto tratto dalle celebri Le Mille e una Notte: Hasib e la Regina dei Serpenti, una storia attraverso la quale David B. costruisce un mosaico coloratissimo di trame e sottotrame.

David B., all’anagrafe Pierre-François Beauchard, rientra nella cerchia di quei fumettisti francofoni che, agli inizi degli anni Novanta, contribuì a cambiare per sempre il fumetto europeo. Infatti proprio nel 1990, insieme ad altri autori della sua generazione, fondò la casa editrice L’Association, nota per le sue ricerche sperimentali nel campo del fumetto.

A portarlo al successo di critica fu Il Grande Male, lungo e impegnativo romanzo grafico e autobiografico. Ma le opere di David B. non attingono solamente alla propria esperienza personale: nel corso della sua carriera, infatti, ha anche reinterpretato storie non scritte da lui. È il caso di Il Re Rosa e anche di una delle ultime opere proposte in Italia da Bao Publishing: Hasib e la Regina dei Serpenti, tratto da uno dei racconti di Le Mille e Una Notte.

Tutti conosciamo Le Mille e Una Notte, anche chi non ne ha mai letto nemmeno un passo: le sue storie sono entrate nel nostro immaginario collettivo, anche attraverso le interpretazioni di registi, illustratori e fumettisti. In Italia abbiamo quel capolavoro inarrivabile che è Sharaz-De di Sergio Toppi, ma è solo uno dei tanti esempi di grandi autori che si sono cementati con queste storie antichissime, rimaneggiate di secolo in secolo: infatti loro stesse sono il risultato di continui riadattamenti.

E tutti noi conosciamo Shahrazad, la regina che, grazie alla propria astuzia, riesce a scampare alla morte notte dopo notte, ammaliando il suo sposo sanguinario con storie magiche e avvincenti che, pur di conoscerne il finale, è disposto a graziarne la narratrice con un altro giorno di vita.

La vicenda di Shahrazad è quindi la cornice di Le Mille e Una Notte, una cornice che David B. dà per scontata: infatti già nella prima tavola vediamo proprio la regina avvolta da lussuose lenzuola, intenta a raccontare al marito assorto la storia di Hasib Karim al-Dim. Al contrario del padre, un grande sapiente, Hasib è un ragazzo comune e non ha capacità o saggezze particolari. Addirittura rimane prigioniero in una grotta, così come succede ad Aladino (un suo altro “collega” delle Mille e Una Notte). Grazie a questa sfortuna, Hasib incontra la Regina dei Serpenti: un personaggio antico e, come Shahrazad, ricco di storie da raccontare.

È da questo momento in poi che Hasib e la Regina dei Serpenti diventa una sorta di matrioska, in cui una storia ne contiene a sua volta un’altra: i personaggi reinterpretati da David B., infatti, sono anche i protagonisti di un’avventura, ma spesso sono a loro volta narratori. Abbiamo Shahrazad che racconta di Hasib, che a sua volta ascolta la storia della Regina dei Serpenti con protagonista il Re Buluqiyya e del suo amore per Maometto. Poi lo stesso Bulugiyya, nel corso del suo viaggio, incontrerà un altro personaggio con una storia da raccontare: il principe Janshah, che si tormenta per il proprio passato e per la perdita del suo amore. In totale, contando lo stesso David B., abbiamo un totale di cinque voci narranti.

Il lettore ha la sensazione di immergersi sempre più profondamente in un oceano fatto di storie che si intrecciano tra di loro, fino a quando, alla fine, non riemerge per assistere allo “sgroviglio” di tutte le trame e sottotrame: a quel punto sembra anche al lettore stesso di aver compiuto un viaggio lunghissimo e immaginifico, ricco di personaggi e di ambientazioni. Un viaggio che viene illustrato da David B. con novizia di particolari: le squame dei serpenti, le trame dei vestiti, le decorazioni dei palazzi e le foglie dei boschi costruiscono un mosaico che, pagina per pagina, ci invita in un mondo colorato e prezioso.

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