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Gli Esploratori dell’Ignoto e Vandal Savage – Recensione

Sergio L. Duma 25/01/2013

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Arriva un volume dedicato agli Esploratori dell’Ignoto, antesignani dei Fantastici 4, e al terribile Vandal Savage con storie tratte dall’antologica DC Comics Presents, per la gioia dei DC fans del reboot! Fantascienza, mistero e horror in un tp scritto da Dan Didio e James Robinson!

Gli Esploratori dell’Ignoto e Vandal Savage

Autori: Dan Didio, James Robinson (testi), Jerry Ordway, Bernard Chang (disegni)

Casa Editrice: Rw-Lion

Genere: Supereroi

Provenienza: USA

Prezzo: € 13,95, 16,8 x 25,6, pp. 144, col.

Data di pubblicazione: dicembre 2012

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Come sanno gli utenti, il DC Universe è popolato non solo da supereroi ma anche da personaggi che non rientrano nella categoria dei giustizieri in calzamaglia ma che non sono meno interessanti e carismatici di Superman, Batman o Wonder Woman. È facile rendersene conto leggendo DC Comics Presents, serial antologico che nel contesto del reboot presenta a rotazione storie dedicate a diversi character non titolari di testata. In verità il mensile non è altro che la versione attuale di una gloriosa rivista che in passato ebbe il merito di dare spazio a character considerati, spesso erroneamente, minori.

RW-Lion sta traducendo pure tale materiale e dopo aver pubblicato le storie di Deadman scritte da Paul Jenkins prosegue con i nn. 6-11 del comic-book originale, stavolta non imperniate sullo spettrale Boston Brand. Il secondo volume della collana DC Universe include due story-line, diverse nei toni e nelle ambientazioni: la prima è dedicata agli Esploratori dell’Ignoto, squadra di avventurieri privi di superpoteri coinvolti in situazioni degne di un b-movie fantascientifico degli anni cinquanta.

In effetti il team nacque proprio nei mitici fifties grazie all’estro inventivo del Re Jack Kirby e i Challengers of The Unknown hanno avuto un ruolo importante nel comicdom americano, poiché ufficialmente considerati gli antesignani dei Fantastici Quattro marvelliani. Il serial degli Esploratori, peraltro, ottenne grande successo e durò fino al 1979 e non bisogna trascurare che i personaggi sono apparsi in varie pubblicazioni. Attualmente, comunque, ci troviamo nel reboot e tocca al boss Dan Didio delineare la nuova versione del team.

La formazione comprende i vecchi membri (Ace Morgan, Prof Haley, Rocky Davis, Red Ryan e la bella June Robbins che qui occupa uno spazio notevole). Come in passato, i Challengers sono implicati in avventure pericolose ma qualcosa è mutato: sono protagonisti di un reality show imperniato su enigmi di tipo paranormale e nei ranghi del gruppo ci sono nuovi componenti, giovani, arroganti e desiderosi di ottenere successo e fama. Didio scrive un’avventura divertente e godibile e non mancano le consuete trovate sci-fi che è lecito aspettarsi da una storia degli Esploratori: statue che si animano, creature che sembrano uscite da un fumetto della Golden Age, dimensioni extramondane (una parte della trama è ambientata a Nanda Parbat che i fan di Deadman e Batman conoscono). L’autore, pur scrivendo un fumetto mainstream, affronta tematiche importanti come quella riguardante il cinismo delle corporation, rappresentate dallo spietato Morgan Edge noto ai cultori di Superman, e nel complesso la storia regge, benché il finale sia interlocutorio e ambiguo (ma probabilmente ci sarà un sequel).

I disegni sono del veterano Jerry Ordway, penciler fondamentale della DC. Il suo tratto è classico, con reminescenze di Kirby, Ditko e Buscema, decisamente appropriato sia per i personaggi sia per il tipo di avventura narrata da Didio. Non c’è lo stile ipercinetico, rutilante e adrenalinico di tanti prodotti odierni ma la validità non si discute e il lavoro può essere messo sullo stesso piano di quello elegante e impeccabile che anni fa arricchì tanti memorabili episodi di Superman e di Capitan Marvel.

C’è poi una seconda sequenza, dedicata al terribile Vandal Savage, uno dei più importanti villain del DCU. A differenza di Demon Knights, la trama non si svolge nel Medioevo ma ai giorni nostri. L’immortale e spietato Vandal si trova in un carcere di massima sicurezza ma un’agente dell’FBI, Kass, si rivolge a lui in cerca di aiuto. Qualcuno infatti sta commettendo omicidi efferati con metodologie ispirate a quelle di Savage. Come se non bastasse, l’agente in questione è la figlia di Vandal e si intuisce sin dal principio che i rapporti tra i due non sono idilliaci (a scanso di equivoci, chiarisco che la donna non è Scandal ma un’altra figlia finora rimasta nell’ombra).

Ideatore della trama è il James Robinson di Starman che fa un ottimo lavoro con testi che a tratti ricordano proprio quelli della serie da me citata. Lo sceneggiatore narra una storia ricca di suspense, con momenti horror e accenni all’occultismo e al paranormale. Rilevanti sono i temi della paternità e dei conflitti tra padri e figli, con intriganti parallelismi: Kass, la figlia di Vandal, nutre rancore nei confronti del genitore e le sue scelte di vita sono state motivate proprio da quest’ultimo; e il serial killer, d’altro canto, è pure lui ossessionato dal padre, benché in maniera diversa, e i suoi comportamenti sono provocati anche in questo caso da Savage. Con dialoghi serrati, situazioni macabre e un pizzico di humour, Robinson realizza un piccolo gioiello, valorizzato dalle matite di Bernard Chang che con il suo tratto oscuro e tenebroso risulta senz’altro adatto all’atmosfera gotica della vicenda.

Nel complesso, il tp è interessante e ha il merito di presentare personaggi che sarebbe facile trascurare. Potrà forse piacere ai fan del DCU ma anche a coloro che si stanno solo ora avvicinando ai fumetti dell’etichetta statunitense, magari incuriositi dal reboot, e che intendono scoprire i molteplici aspetti di questo affascinante mondo narrativo.


Voto: 6 1/2

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