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Chainsaw Man: parliamo del primo episodio dell’anime

Nicola Gargiulo 14/10/2022

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L’anime di Chainsaw Man ha fatto esplodere internet, noi cosa ne pensiamo?

Chainsaw Man è un manga molto apprezzato dal pubblico e la sua crescita esponenziale ovviamente ha portato dopo pochi anni a una trasposizione animata dedicata.

Il target shōnen in generale, specie se consideriamo gli ultimi anni è stato per un tasso longevo di tempo “bloccato” se ci riflettiamo un attimo, visto che successivamente a Dragon Ball, Saint Seiya, Hunter x Hunter e One Piece abbiamo avuto opere spesso simili a quanto fatto da Toriyama, Togashi e Oda, chiudendo il tutto in una bolla, uno schema, che a oggi si sta pian piano “sciogliendo”.

Di certo non vogliamo screditare tutti i battle shōnen ovviamente, e quindi manga come Bleach, Yu Degli Spettri, Naruto, Shamang King e via discorrendo sono storie valide, anche se alla fine hanno cambiato davvero poco rispetto a quanto fatto dalla struttura passata di questo target/sottogenere.

Negli ultimi anni tra le novità “commerciali” in un certo senso, abbiamo avuto Demon Slayer o Jujutsu Kaisen ad esempio, ma se ben avete chiaro il quadro di questi due manga nonostante siano validi e abbiano belle storie, ottime personaggi e combattimenti spettacolari, seguono la linea classica di questo genere osando poco e nulla.

Chainsaw Man: parliamo del primo episodio dell’anime

Questo preambolo è servito per dire, accennare e confermare la volontà di Fujimoto nel creare una storia diversa, azzardata, rispettando comunque alcuni canoni del target shonen e del sottogenere battle, inserendo appunto elementi dark fantasy ornati da un’alta dose di gore.

Chainsaw Man non è un manga rivoluzionario, ci mancherebbe altro, ma il tutto cerca di uscire dagli schemi per aggiungere qualcosa di nuovo a un mercato al momento saturo, dove tutto e tutti vogliono sempre le stesse cose, oppure non si esce mai dagli schemi per paura di non vendere o non fare successo da parte delle aziende.

Detto questo confermiamo che tutta questa essenza è stata portata senza dubbio all’interno dell’anime MAPPA visto che fin da subito vediamo la tragica storia e la macabra figura del protagonista Denji, che almeno inizialmente non rappresenta minimamente un esempio da seguire, opponendosi al classico “eroe buono” tanto amato dal target.

Anche se la storia di base è “classica” di certo il modo di dire, pensare e fare del personaggio lo pongono come un antieroe, visto che per vivere caccia demoni e non ha la minima idea di tutto quello che lo circonda.

Non volendo anticipare nulla ci fermiamo qui con la storia e confermiamo la struttura dell’anime e la rappresentazione dei personaggi fedele al manga, anche se stiamo discutendo solamente della prima puntata. Detto questo l’impatto è molto positivo.

Le scene action e lo splatter

Anche se di solito le prime puntate sono di transizione Chainsaw Man entra subito nel vivo e oltre alle musiche impattanti e dinamiche quando serve e tristi quando occorre, regala delle scene action e spatter qualitativamente alte e senza ombra di dubbio non censura nulla del manga originale, ma anzi lo amplifica.

Scene angoscianti, strazianti e altamente violente sono poste fin da subito all’attenzione dello spettatore che grazie ad alcune scene fluide e una CGI buona, anche se sempre traballante, ha di fronte una storia appassionante, complessa, profonda e longeva, che come ampiamente accennato cerca di raccontare in modo diverso un sottogenere e un target ormai contenente troppi “canoni da rispettare”. A Fujimoto non importa nulla di tutto questo.

Il cast dei doppiatori è eccelso come sempre e ogni tono e sottotono sono degni di nota e sempre inseriti al momento giusto, senza mai lasciare alcuna sbavatura e senza mai lasciare a desiderare le scene più importanti.

Inoltre Pochita è davvero ben fatto e si pone come una delle peculiarità “tecniche” più importanti di questa prima puntata, vista la qualità delle sequenze in qui quest’ultimo si unisce a Denji.

Chainsaw Man è un grande sì e la prima puntata dell’anime ha tutto quello che un pilot dovrebbe contenere. MAPPA mostra il suo stile rispettando alla grande anche quello originale di Fujimoto, creando una fusione perfetta tra i due medium. Un progetto sicuramente ambizioso che farà parlare di se nei prossimi anni.

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