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Zone di confine. Un’infanzia nella DDR – Recensione della Graphic Jouralism

Carmelo Nigro 28/07/2013

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Una delle pagine più dure e significative della nostra storia recente attraverso l’infanzia di una bambina. La cartoonist tedesca Claire Lenkova racconta la sua infanzia oltre il muro, in quella che fino a pochi decenni fa era ancora l’irrangiungibile Germania dell’est.

Zone Di Confine

Autore: Claire Lenkova

Genere: Graphic Jouralism

Provenienza: Germania

Casa editrice: Comma 22

Data di pubblicazione: Febbraio 20012

Prezzo: 10 euro

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In “Zona di confine” la Lenkova tenta di comunicare con chiarezza e precisione l’esperienza diretta della vita nella DDR (Repubblica democratica tedesca), la parte della Germania sotto il controllo dell’ex unione sovietica, al tempo dei blocchi contrapposti. Un’opera di “graphic journalism” quindi, una testimonianza diretta di una realtà per la maggior parte di noi lontana nello spazio, e ormai persa in un tempo oscuro, definitivamente passato. O che vorremmo credere tale.

zone di confine 1

Ma “Zona di Confine” punta ad essere più di questo, più di un’inchiesta, di un documentario, di una ricostruzione. Alla parte storica si affianca quella autobiografica, addirittura fisicamente con l’uso di lunghe didascalie esplicative alternate alle pagine disegnate: da una parte la Storia con la S maiuscola, che scrive le sue pagine su milioni di vite, dall’altra le storie delle singole, piccole vite dell’autrice, del suo fratellino, dell’intera famiglia, che si dipanano con difficoltà ed alterne vicende attraverso le vicissitudini dell’epoca.

L’intero volume oscilla fra queste due direttrici complementari e sovrapposte: la ricostruzione storica precisa e quasi pedante della situazione politica, economica e sociale all’interno della DDR e la narrazione aneddotica della vita della Lenkova. Due percorsi che continuano ad intrecciarsi, ma che non riescono mai ad amalgamarsi in un racconto unico, continuo. La struttura della narrazione ne risulta purtroppo spezzata, discontinua, di difficile lettura.

zone di confine 2

Non aiuta la piattezza drammatica della narrazione, sia nei dialoghi che nel tratto, particolarmente evidente nella costruzione dei personaggi; l’autrice e suo fratello infatti, narratori delle vicende, sembrano apparire tra le vignette più come attori di uno spot televisivo che come testimoni diretti di una lunga tragedia.

In definitiva il volume meriterebbe senz’altro un 8 per l’impegno e il coraggio. Purtroppo però troppi rimangono i limiti tecnici che ne limitano l’efficacia.


Voto: 5

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