Recensioni Fumetti

Ultima Frontiera 1 | Recensione

Domenico Bottalico 25/11/2017

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La nuova iniziativa editoriale Passenger Press è tutta incentrata sulla fantascienza.

Come sappiamo Passenger Press, una delle case editrici indipendenti più prolifiche nel panorama italiano, festeggia quest’anno i dieci anni di attività con alcuni interessanti progetti fra cui questo agile volume antologico intitolato Ultima Frontiera che ci traghetta in territori decisamente da science fiction.

Nel volume trovano spazio 4 storie brevi: due a fumetti e due in prosa.

Si parte con I Figli del Boia scritto da Alessio Calabresi, giovane sceneggiatore e filmmaker che sta attualmente collaborando alla serie televisiva di Blatta, fumetto scritto e disegnato da Alberto Ponticelli, e disegnata dallo street artist Stefano Bonora. Qui si gioca con il classico tema dell’invasione: quali sono le motivazioni che spingono ad una invasione? Si tratta davvero di una lotta per sopravvivenza o forse sarebbe meglio dire opulenza? Perché il genio dell’uomo trova la sua maggior espressione in forme di distruzione?

Questo primo racconto è sicuramente quello che colpisce più direttamente il lettore dove echi di Orson Scott Card trovano una perfetta sintesi in una simmetria fra disegni, splendidi, e didascalie che sembrano macabri bollettini di guerra.

Il primo racconto in prosa è Janus di Gaetano Matruglio che pesca a piene mani nell’immaginario di Blade Runner e Philip K. Dick dove cyborg lottano, anche con mezzi pochi leciti, affinché vengano equiparati come agli essere umani. Il nucleo del racconto è ovviamente uno temi classici della fantascienza: cosa ci rende e definisce umani. Il racconto di per sé è impostato bene ma soffre forse di una prosa troppo nervosa e la brevità non aiuta il lettore a focalizzare l’attenzione a dovere.

La seconda storia a fumetti è opera di un “veterano” della Passenger ovvero Antonio Proietto, già autore della raccolta Delicatessen, che con cipiglio neorealista scrive e disegna A Day in the Hardlife ovvero la giornata tipo nella dura vita di un povero operaio del futuro fra miseria, privazioni ed una eugenetica spaventosa. Temi non troppo distanti dall’attualità in cui lo stile grafico minimale dell’autore calza a pennello rendendo il tutto estremamente abrasivo e vibrante.

Chiude questo primo volume il secondo racconto in prosa opera del direttore editoriale di Passenger Christian G. Marra, con illustrazioni di Alessandro Poli. In L’Ultima Notte su Alpha Centauri ascoltiamo il racconto degli ultimi momenti di vita della colonia di Alpha Centauri: con tono poetico e onirico lo scrittore tratteggia la fine della speranza – l’idea che la vita possa prosperare nello spazio come sulla Terra senza problemi – ma anche la fine della vita di chi ha deciso di non abbandonare la colonia, ultimo gesto, forse un po’ egoista, di chi smette di lottare cedendo il testimone ad una nuova generazione pur essendo pienamente coscienti dell’approcciarsi della fine ma non prima di lasciare una testimonianza indelebile – con una trasmissione in diretta – di quello che si è fatto e si è cercato di fare.

A metà strada fra i vecchi romanzi della colonia Urania e la grande fantascienza classica Ultima Frontiera è una antologia sicuramente interessante con spunti di riflessione molto profondi, come da tradizione della grande science fiction.

Il pregio ed il difetto di questo volume sono tutti qui: l’essere lontano dalla sci-fi più rumorosa attualmente in circolazione. Questo potrebbe far sì che i lettori meno navigati ed avvezzi a certe forme narrative possano trovare poco “attraente” queste 4 storie, il consiglio è comunque quello di cimentarsi e provare ad aprire i propri orizzonti.

Ottima la cura carto-tecnica del volumetto, un brossurato dalle dimensione ridotte che ricorda il formato tascabile del fumetto nero degli anni ’70. Pur presentando le storie in bianco e nero si è optato per una carta patinata e spessa. Grande attenzione anche per la veste grafica – che ricorda ancora una volta i vecchi Urania – impreziosita da una copertina stratosferica firmata da Gabz Grxegorz Domaradzki.

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