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Il Sospiro – Marjane Satrapi: Recensione

Matteo Tarquini 25/11/2011

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Rizzoli pubblica una delle fiabe di Marjane Satrapi, autrice di “Persepolis” e “Pollo alle Prugne”.

IL SOSPIRO

Autrice: Marjane Satrapi
Casa Editrice:
Rizzoli/Lizard
Provenienza: Francia
Prezzo e Formato:
€ 16,00; 64 pp.; col.; 17×22,5 cm.; C
Data di Pubblicazione:
Ottobre 2011

La produzione per bambini della Satrapi, in Francia arrivata a 4 volumi compreso questo “Il Sospiro” del 2004, è apparentemente distante dalle tematiche sociali e femministe care all’autrice e più volte riproposte in opere come “Persepolis”, “Taglia e Cuci” o “Pollo alle Prugne”, eppure se si va oltre la semplice storia di Rosa, la protagonista, si possono cogliere messaggi ben più profondi.

Vediamo brevemente la trama come divulgata dalla stessa “Rizzoli/Lizard”:

“Quando suo padre, di ritorno da un viaggio d’affari, non le porta il regalo che gli aveva richiesto, Rosa sospira e il suo Sospiro, sotto forma di spiritello, le porta subito ciò che desiderava. Per ripagare il dono la ragazza dovrà vivere nel Regno dei Sospiri e sposarne il bellissimo principe (in realtà il matrimonio non viene affatto imposto a Rosa, se non fosse per lei, infatti, il principe si accontenterebbe di osservarla mentre dorme), di lei follemente innamorato. Per uno sfortunato incidente, però, Rosa strappa all’amato la piuma magica che lo tiene vivo: una colpa che la ragazza deciderà di espiare passando come schiava da una casa all’altra e affrontando prova dopo prova le difficoltà della vita, tra misteri e incantesimi, fino a ritrovare finalmente il modo di riportare nel mondo dei vivi il suo Principe e recuperare così la felicità perduta.”.

Già dalla trama appaiono evidenti i riferimenti alla tradizione fiabesca persiana, ma anche alla storia di “Amore e Psiche” contenuta ne “Le Metamorfosi” di Apuleio ed è proprio con quest’ultima che condivide il grande motore dell’azione: la “curiositas”. A differenza di Apuleio, però, la Satrapi non demonizza la curiosità in generale e quella femminile in particolare come fonte di sole sventure (frutto della “hybris” umana), ma al contrario la promuove a portatrici di giustizia e redenzione, a suggerire che si potrà anche sbagliare, ma l’unico modo per risolvere le cose è agire di persona, farsi “faber fortunae suae”. Il semplice sospirare rassegnandosi ad una sorta di passiva accettazione o biasimo degli eventi, infatti, non porta altro che schiavitù, prima presso il buon principe (rispetto al quale Rosa riesce, con la sua intraprendenza, a mettersi su una posizione paritaria) e poi presso i personaggi delle tre prove che la protagonista dovrà superare per riscattarsi ed ottenere il meritato lieto fine.

La figura femminile, sia in positivo, con Rosa e la sorella Orchidea, che in negativo, con la governante e la moglie fedifraga, è l’unica che si fa portatrice di cambiamento e vita, sbloccando situazioni mortifere e apparentemente irrisolvibili. I personaggi maschili, invece, sono rappresentati sempre come prigionieri di qualcuno o di sè stessi (come ben simboleggiato dal figlio dell’astronomo vittima dell’impossibilità di comunicare col proprio genitore) ed incapaci di riscattarsi. In ciò è evidente l’intento della Satrapi di rivendicare un ruolo attivo per la donna, ribaltando la richiesta di passività e subordinazione spesso fattale da una società maschilista.

Il sospiro, infine, oltre che lamento diventa spirito vitale, a ricordare come: “La vita è appesa a un filo, la vita non è che un sospiro…” ed è per questo che la si deve vivere appieno.

I disegni in tinte pastello della Satrapi risultano funzionali alla narrazione, sottolineando gli elementi e gli eventi fondamentali della trama (stiamo parlando di un libro illustrato destinato ad un pubblico di bambini), aiutando ad immergersi nel mondo della fiaba.

Unica nota dolente: il prezzo, 16€ risultano veramente eccessivi per un libro illustrato di appena 64 pagine e di così piccolo formato (poco più grande di un Bonelli per intenderci).

Voto: 7

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