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Samuel Stern 27 – Il quinto comandamento | Recensione

Claudia Padalino 28/02/2022

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  • Autori: Andrea Guglielmino (testi), Annapaola Martello (disegni)
  • Casa editrice: Bugs Comics
  • Genere: Horror
  • Formato: € 3.50, 19×26, pp. 96, b/n
  • Data di uscita: 27 gennaio 2022

Che il quinto comandamento sia «Non uccidere» lo sappiamo tutti.
Che sia difficile farlo in Samuel Stern, anche.
Che tutto ciò potrebbe essere disatteso… ecco, forse questo non ce lo aspetteremmo.

“Il quinto comandamento” prende leggermente le distanze dal filo narrativo sterniano per focalizzarsi su un ulteriore aspetto della vita di padre Duncan. Si torna in Irlanda del Nord, negli anni Settanta, ai tempi del violento Bloody Sunday. Un imberbe Duncan e il suo caro amico e pittore Jerome vivono attivamente gli eventi politici che stanno per stravolgere le vite di entrambi. Quest’ultimo, infatti, verrà colpito da uno sparo che gli costerà la mobilità per tutto il resto della sua vita. Nonostante la paralisi, riesce ad avere una vita piena e una famiglia amorevole, fino ad arrivare a oggi.

Il suo ultimo desiderio è quella di farla finita. E in un Paese dalla mentalità cristiana il suicidio assistito è il gesto decisamente più aberrante.

Libertà dalle punizioni divine

Con lo scorrere delle pagine, si scopre che il demone si annida in Jerome e si rivela stranamente… collaborativo. Il buon Duncan dovrà allora barcamenarsi tra l’umano libero arbitrio e il demoniaco desiderio di una vita migliore.

Dopo aver raccontato un meraviglioso episodio di amore sacro e amor profano ne “Il secondo girone“, Andrea Guglielmino torna sulle pagine di Samuel Stern con una narrazione più indirizzata alla vita politica dell’essere umano, alla libertà di scegliere e a cosa comporta eseguire un’azione giudicata sbagliata dalla maggioranza della società a cui si appartiene. Insomma, non proprio una storiella facile quella che ci si prospetta.

L’Irlanda del Nord della seconda metà del Novecento si racconta tramite gli occhi di due sostenitori della libertà. Una nazione che si forma dalle lacrime di chi lotta e di chi ne rimane vittima. Lo sceneggiatore imbastisce un’ottima fotografia politica di quel periodo storico, emozionando e facendo respirare gli anni Settanta e la puzza di zolfo delle bombe.

I turning points di Samuel Stern

Un plauso a Guglielmino (ma anche a tutti gli sceneggiatori che sono passati sulle pagine di Samuel Stern) per il finale: ogni albo si riconferma sempre pieno di sorprese nelle ultime pagine. Certo, a volte capita di imbattersi in incipit lenti oppure accattivanti, ma tutti hanno in comune un finale che lascia il fiato mozzato.

Guglielmino fa parte della categoria “inizi interessanti”: fin dalle prime pagine manovra le parole della Bibbia, le studia e le plasma sui personaggi che calcano il palcoscenico sterniano fatto di carta. L’impressione che offre al lettore è che in realtà lui stesso abbia vissuto tutte le vite dei suoi personaggi contemporaneamente, e che abbia voluto trasmettere lo stesso dolore e la stessa malinconia che ha provato in prima persona.

Dall’altra parte, la rappresentazione grafica di Annapaola Martello è confusionaria e traspone bene il caos e i voltafaccia di una battaglia sanguinolenta, di una battaglia legale e di una battaglia ideologica. “Il quinto comandamento”, insomma, è un albo che non riesce in alcun modo a stare fermo e a raccontare in maniera fluida una storia. Ma in fondo è decisamente meglio così.

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