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Recensione Zombillennium 1 Gretchen – ReNoir Comics

Sergio L. Duma 17/11/2010

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Autore: Arthur De Pines (storia e disegni)
Casa Editrice: ReNoir Comics
Provenienza: Francia
Prezzo: € 14,00, 22 x 30, pp. 48


A volte ci si imbatte in una lieta sorpresa. E questo primo capitolo di Zombillenium (l’opera è costituita da tre volumi), realizzata da Arthur De Pines, uno dei nomi più importanti dell’animazione francese degli ultimi anni, e proposto in Italia dai tipi di ReNoir, può senza ombra di dubbio essere definito in questo modo.

Che l’horror sia un genere che non passa mai di moda è sotto gli occhi di tutti (basti considerare che due figure sostanzialmente stantie come quelle del vampiro e dello zombi continuano ad essere popolari come non mai e dilagano nel cinema, nella letteratura e nei fumetti); però bisogna anche considerare che gli stilemi horror (e forse anche quelli della science-fiction) sono presenti pure in altri tipi di narrazione, per esempio, in quella umoristica.

E Zombillenium, pur avendo come protagonisti fantasmi, vampiri, licantropi e così via, è un fumetto divertente e godibile come non mai. Il character fondamentale è Aurelian, un ragazzo afflitto da pene amorose, apparentemente non diverso dalle altre persone. Per una serie di circostanze che non rivelerò, incontrerà Gretchen, una splendida ragazza ‘gothic’ che, a quanto dice, è anche una strega.

Ma Gretchen è solo la prima delle stranezze che Aurelian dovrà sperimentare, dal momento che si imbatterà, suo malgrado, in un fantasma, un vampiro e una mummia, che lo condurranno a Zombillennium, una specie di luna park a tematica horror, frequentato da ragazzini ansiosi di provare emozioni forti.

E Aurelian scoprirà che a Zombillennium tutti coloro che ci lavorano sono morti e avrà a che fare con spettri, zombi, lupi mannari e mostruosità di vario tipo. E lo stesso Aurelian è ormai defunto ed è, nientedimeno, capace di trasformarsi in demone. Anche Gretchen, che si descrive come frutto dell’unione tra una donna qualsiasi e Robert Smith dei Cure (ma sarà davvero così?), lavora a Zombillennium e, a quanto pare, sembra essere attratta da lui. Ed è l’unica, comunque, a provare simpatia nei suoi confronti, poiché gli altri dipendenti del luna park mal sopportano la presenza del nuovo arrivato.

De Pins realizza un fumetto dagli intenti chiaramente ironici, molto originale nell’impostazione; e benché la storia sia allegra e leggera, non mancano finalità, forse, più serie: prese in giro delle convenzioni a volte risapute della narrativa horror, nonché delle dinamiche di mercato riguardanti tale genere e degli elementi ad esso correlati; battute sarcastiche sugli amanti dell’horror o sulla gioventù ‘gotica’.

E abbondano le citazioni: riferimenti a George Romero, ovviamente; alla Wicca; alla sottocultura dark; al Michael Jackson licantropo di ‘Thriller’. I testi di De Pines sono validi, con dialoghi ben impostati, a tratti esilaranti. E i disegni sono splendidi: un geniale mix di bd e influssi cartoon, valorizzati da colori a volte molto carichi, altre volte più crepuscolari. E non si può nemmeno trascurare la padronanza dimostrata dall’autore per ciò che concerne lo story-telling e il fluire dei movimenti e delle azioni dei personaggi, di matrice quasi cinematografica.

In definitiva, lo ripeto, questo primo volume di Zombillennium è stata una lieta sorpresa e mi sento veramente di consigliarlo: agli appassionati dell’horror, agli estimatori del fumetto di area francofona e, più in generale, a coloro che semplicemente amano la letteratura disegnata di qualità. Da lodare anche l’ottima cura editoriale della ReNoir. Da leggere.


Voto: 8

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