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Moebius Proibito: Artigli d’Angelo – Recensione NPE

Carmelo Nigro 24/10/2013

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Le matite di uno dei più grandi artisti del fumetto europeo e i testi raffinati ed evocativi di un grandissimo scrittore cileno. Un’opera sensuale e conturbante che percorre, attraverso le vie dell’eros, gli abissi della mente umana fino alla sua liberazione.

Moebius Proibito – Artigli D’angelo

Autori: Alejandro Jodorowsky, Moebius

Casa editrice: NPE

Provenienza: Francia

Genere: erotico

Prezzo: Cartonato, 80 pp., b/n, Euro 14,90

Data di pubblicazione: 2013

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Moebius, al secolo Jan Giraud, se ne è andato ormai un anno fa; ma l’eredità che ha lasciato al mondo della nona arte è immensa, sia per la quantità che per la qualità della sua produzione artistica. L’artista francese ha sconvolto a più riprese il modo di concepire il fumetto e l’approccio a questa forma espressiva, distruggendo canoni, creando prospettive e aprendo vie espressive impensate e quasi impensabili.

Anche in quest’ultima opera, pressoché inedita e stampata in un elegante formato dalla Nicola Pesce Editore, i disegni del maestro francese non smettono di stupire per la loro potenza plastica ed evocativa, per quella incredibile capacità di dare vita attraverso le matite ad autentiche visioni, vivide e dettagliate, di luoghi persone oggetti quasi reali, eppure grottescamente legate al parto di una immaginazione fervida e scatenata.

Artigli d’Angelo è la storia di una lunga, sofferta educazione sessuale; la vicenda di una ragazza che giunge alla propria libertà e alla coscienza di sé attraverso la sperimentazione di ogni forma di pratica erotica e perversione sessuale, per raggiungere infine, attraverso e per mezzo di esse, una consapevolezza spirituale che le trascende, che sembra anzi trascendere ogni cosa.

L’opera fa a meno dell’utilizzo di vignette e baloon, strutturandosi in ampie illustrazioni che accompagnano in parallelo le parole dello scrittore, visualizzandone con precisione i contenuti poetici e narrativi in ampie tavole di potente suggestione simbolica. Il risultato finale assomiglia molto da vicino ad una sorta di galleria d’arte onirica, con una voce fuori campo che guida lo spettatore/lettore attraverso l’interpretazione delle immagini, costruendo con semplicità e poesia una storia al limite fra il sogno e la confessione psicanalitica.

I testi di Jodorowsky, potentemente espliciti, imprimono nel lettore una serie di sensazioni forti, quasi fisiche, senza tuttavia mai perdere la carica di poesia e lirismo che lo contraddistingue. L’insieme perfettamente alternato di immagini e parole reciprocamente richiamantesi, crea la sensazione di un viaggio onirico nella vicenda umana e sentimentale della giovane protagonista, in qualche modo, forse, incarnazione dell’umanità.

Artigli d’Angelo è in altri termini un’opera forte, coraggiosa nella ideazione ed estremamente raffinata nell’esecuzione, come ci si poteva aspettare da due grandi autori come Jodorowsky e Moebius.

Volume fortemente raccomandato ai palati più raffinati.


Voto: 9

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