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Il gusto del paradiso: un manifesto adolescenziale – Recensione

Emiliano Sportelli 22/12/2015

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La Coconino Press porta in Italia una graphic novel dai tratti anni ’90. Il gusto del paradiso diventa il fumetto principe per tutti coloro che hanno di voglia rivivere il proprio periodo adolescenziale.

Uscito in Francia già 4 anni fa, arriva in Italia la graphic novel di Nine Antico, giovane fumettista francese che tra le pagine di quest’opera racconta la sua adolescenza. A parlare è la piccola Virginie che traccia la propria strada a partire dall’infanzia, fino ad arrivare all’età adolescenziale in pieno clima anni ’90.

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Tradotto e pubblicato dalla Coconico Press, Il gusto del paradiso non è solo una semplice storia a fumetti – come se ne vedono tante in giro – delle vicende affrontate da una giovane ragazza, ma vuol essere sprattutto una sorta di manifesto adolescenziale scritto da chi quel periodo l’ha vissuto e adesso ha deciso di raccontarlo, con l’obiettivo poi di “colpire” coloro che hanno provato quelle stesse esperienze.

Viriginie è prima una bambina e poi una ragazza; nell’età dell’infanzia è dipinta come una giovanissima spensierata che poco e niente ha a che vedere con il mondo adulto. Accanto a lei c’è Nanou – sua amichetta del cuore, nonché vicina di casa – la sua prima confidente; le due bambine non vivono problemi se non quelli legati ai propri sogni di fanciulle.

Crescendo però tutto si complica, la scuola diventa il vero banco di prova di Virginie; da una parte il problema dei voti con il difficile e quanto ovvio rapporto con i genitori; dall’altra l’obiettivo di essere popolare e piacere agli altri. Nascono così i primi amori e di conseguenza le prime delusioni. L’adolescente sente il bisogno di non deludere nessuno e la sua voglia di non fallire in questo rende tutto più complicato, soprattutto se messo in relazione alla sfiducia interiore che tutti quelli della sua età possiedono.

Nine Antico ci consegna un piccolo racconto di vita, una sorta di realismo adolescenziale tracciato in maniera completa. Tutti noi abbiamo vissuto le esperienze della protagonista, provato le sue emozioni e assaporato le sue ansie; il senso di empatia che si crea con il lettore è indissolubile, chi legge le vicende di Virginie si immedesima nella protagonista e crea, senza quasi accorgersene, una sorta di simbiosi con la giovane. Il pregio di quanto appena detto è tutto da ricercare nella penna dell’autrice che mette protagonista e fruitore nelle condizioni di guardarsi dritti in faccia.

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Discorso a parte merita invece lo stile di disegno; il tratto indeciso della matita recita che l’autrice deve e può migliorare sotto questo aspetto. Tavole quasi grezze che, a dirla tutta, se rapportate alla storia raccontata tirano fuori una forza che quasi non ci si aspetta.

Il gusto del paradiso si pone, dunque, come un piccolo tesoro che fa breccia nelle menti di tutti gli adolescenti e di chiunque voglia rivivere nuovamente quel periodo tra le pagine di un fumetto.

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