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Il Corvo di Lax Vol. 1 di 2 – Recensione

Ivan Grasso 05/07/2013

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Il noir rivive di nuovo linfa grazie ai disegni di Lax, un bianco e nero coraggioso. Luci ed ombre s’impadroniscono del racconto esaltandolo ed elevandolo ad un livello superiore

Il corvo

Il Corvo Vol. 1 di 2

Autore: LAX (Christian Lacroix)

Casa Editrice: 001 Edizioni

Genere: Noir, Poliziesco

Provenienza: Francia

Prezzo: 13.00 €, 17×24, pp. 144, b/n.

Data di pubblicazione: Ottobre 2009

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Un uomo perde il suo lavoro che consiste nel caricare gli orologi stradali, perché sostituito da modelli digitali moderni. Si trova quindi costretto a cercarsi una nuova mansione. Ma quante possibilità ci sono per un uomo over 50? Quanto è importante reinventarsi in un mondo dove la tecnologia sta prendendo il sopravvento? Prende piede così l’idea di intraprendere la carriera di detective ma non per una decisione meditata ed esaminata ma per una serie di casi fortuiti e involontari. Il nostro protagonista si ritrova così ad affrontare situazioni legate a strane uccisioni e sparizioni. Nasce quindi Il Corvo detective improvvisato ma allo stesso tempo attento e scrupoloso.

Un abile utilizzo del bianco e del nero modellato con un impiego unico delle luci e delle ombre. La città incombe e sovrasta personaggi e collaterali. Tutti i soggetti sono vittime del modernismo e della tecnologia; palazzi, luci e insegne dominano le scene come veri e proprio protagonisti, ma l’accezione è tutt’altro che positiva, sembra annullare e anestetizzare le persone che ci vivono risultandoci gravate e schiacciate. Una cascata di citazioni inondano le pagine di questo volume, tratte dalla letteratura e dai romanzi noir, polizieschi e gialli, non un semplice rimando ma un invito ad approfondire il genere.

L’autore ha una straordinaria capacità di rappresentare scene d’azione e dinamismo senza l’utilizzo di linee cinetiche, riesce infatti a dimostrare un’attitudine al movimento grazie anche ai giochi di luce. Il tratto di Lax è sporco anche se non spigoloso e si adatta molto bene al tipo di storia che ci viene raccontata rappresentando soltanto gli oggetti importanti di scena tralasciando il futile, costringendo così il lettore a concentrarsi sulle espressione dei personaggi, che sono a dir poco strepitose. I dettagli nelle vignette non ci appaiono importanti non interessano, la domanda costante è cosa sta nell’ombra e cosa invece merita di essere illuminata. La narrazione scorre piacevolmente in tutta linearità come un buon romanzo di genere.

Un appunto va fatto sul tipo di scelta cromatica nel rappresentare scene di sangue. Trovo indovinata la volontà di riprodurre il sangue in total white, evitando di dare importanza, così, alla violenza fine a se stessa e sottolineando uno stile più noir e poliziesco, piuttosto che splatter e thriller.

Il protagonista che ci viene rappresentato è quindi un uomo che risulta più propenso alla ricerca del passato che alla conquista del futuro.


Voto: 7 ½

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