Recensioni Giochi
Pantasy Mazinger Z 87301: ho passato il weekend a montarlo (ed è meglio di quanto pensassi)
Redazione 20/08/2026

Ci sono cascato di nuovo. Quando è arrivata la scatola del Mazinger Z Pantasy in redazione dopo averla acquistata mi ero ripromesso di montarlo con calma, un’oretta a sera. Risultato? Domenica pomeriggio ero ancora seduto al tavolo, con il caffè freddo da due ore e la schiena a pezzi, a cercare di incastrare i micro-tubi del pettorale meccanico.
Ma ne è valsa la pena? Parecchio.
Premessa doverosa: parliamo del set Pantasy 87301, circa 1900 pezzi con licenza ufficiale Dynamic Planning. Niente roba patacca o copie illegali.
Fuori dalla scatola: la sorpresona sui pezzi Chi colleziona mattoncini sa che quando esci dal brand LEGO il rischio “plastica leggera che ti distrugge i pollici” è dietro l’angolo. Qui invece la qualità dell’ABS mi ha sorpreso. Gli incastri tengono forte, forse persino troppo in un paio di passaggi della struttura interna, ma soprattutto c’è una cosa che mi ha fatto tirare un sospiro di sollievo: niente foglio di adesivi.
I dettagli, dalle piastre del busto agli inserti metallizzati dell’interno, sono tutti pezzi stampati di fabbrica. Una scelta che cambia completamente la resa finale.
Perché metà robot è “nudo”? Il motivo per cui questo set sta facendo il giro dei gruppi Facebook di modellismo è il design cutaway. Praticamente il Mazinga Z è spaccato in due per lungo: a destra c’è la corazza classica (rosso, nero, bianco e quel blu scuro azzeccatissimo), a sinistra è completamente aperto.

Si vedono pistoni, condotti e ingranaggi. Dal vivo, vi giuro, con la luce della vetrina che riflette sulle parti cromate fa un effetto pazzesco. È quasi un peccato che la parte “chiusa” copra tutto quel lavoro di montaggio interno.
Per quanto riguarda gli accessori, c’è tutto quello che deve esserci:
-
L’Hover Pilder si ripiega e va a incastrarsi in testa (il classico Pilder On! che non stanca mai).
-
C’è lo stand trasparente se volete tenerlo in volo staccato.
-
Il Rocket Punch si stacca e ha il pezzo “effetto fiammata” trasparente per simularne il lancio.
-
Il Jet Scrander dietro: montato quello, l’ingombro alare sfiora i 40 cm. Assicuratevi di avere spazio sullo scaffale.
Dove scricchiola? (I difetti veri) Non è tutto perfetto, sia chiaro. Se cercate un modello da mettere in pose plastiche da combattimento, lasciate perdere.
Le gambe sono praticamente dei pilastri. Le ginocchia piegano pochissimo e le anche sono molto rigide. I designer hanno dovuto sacrificare l’articolazione inferiore perché il robot pesa quasi due chili e, con lo Scrander agganciato dietro, rischiava di sbilanciarsi e fare un volo dal terzo ripiano.
Inoltre, il manuale nelle fasi centrali della cassa toracica richiede un po’ di attenzione: i colori delle illustrazioni a volte si assomigliano un po’ troppo e vi conviene separare bene i pezzi grigi prima di iniziare.
Vale la spesa? Di listino sul sito ufficiale sta a circa 180 dollari, ma si trova tranquillamente tra i 90€ e i 110€ ( su amazon attualmente è in offerta a circa 90 euro) su diversi store europei e importatori. Sotto i cento euro, per quasi 2000 pezzi con questa resa visiva e zero adesivi, secondo me è un regalo da farsi a occhi chiusi se siete cresciuti con i robot di Go Nagai.
Alla fine il verdetto è semplice: da montare è divertente senza essere frustrante, e una volta esposto cattura l’attenzione di chiunque entri in stanza.
Voto MangaForever: 8/10 (ma preparatevi a liberare un bel po’ di spazio in vetrina).
Giovanni M.


