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Dragon Ball e la storia della Kamehameha

Nicola Gargiulo 03/08/2023

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In Dragon Ball la Kamehameha è l’attacco più iconico e più amato dal pubblico, nonostante nel corso della sua storia Akira Toriyama abbia inserito sempre più personaggi, capaci di scagliare delle onde di energia ancora più forti della mossa di Goku, ma nonostante tutto quella citata resta sempre la più iconica.

Senza dubbio fin dalla sua prima apparizione la Kamehameha ha ispirato molti altri battle shonen come Yu Degli Spettri, Naruto, Bleach e davvero tanti altri, visto la sua impostazione semplice e adattabile a questo tipo di racconti. Nonostante di acqua sotto i ponti ne sia passata siamo ancora qui a narrare dell’importanza di questo attacco nel mondo degli anime e dei manga.

Proprio per via della sua importanza vogliamo raccontarvi le radici di tale tecnica, così da apprezzarla ancora di più una volta conclusa la lettura. La prima Onda Energetica scagliata da Goku avviene contro una macchina, successivamente ad alcuni consigli del Maestro Muten su come eseguirla; quest’ultimo l’aveva usata per spegnere il fuoco che divampava in un castello.

Come ben sapete i primi capitoli di Dragon Ball hanno sempre visto al centro di tutto le arti marziali e gli attacchi energetici e le varie trasformazioni sono state inserite solamente dopo. Ma non per questo l’autore le ha lasciate indietro anche se alla fine ha scelto di proseguire per quella strada piuttosto con quella originale.

Dragon Ball: ma Toriyama come l’ha inventata la Kamehameha?

Dovete sapere che per creare tale tecnica Toriyama si è rivolto a sua moglie, Yoshimi Kato, in cerca di ispirazione. Yoshimi Kato ha lavorato come mangaka con lo pseudonimo di Nachi Mikami e se non lo sapevate ha anche aiutato il sensei con la serializzazione di Dr. Slump, dove spesso si arrivava sull’orlo della scadenza.

“Keme” era il nome iniziale pensata dal papà di Dragon Ball, ma fu la moglie a suggerire il nome che conosciamo oggi, inventando allo stesso tempo anche le movenze dell’attacco iconiche che oggi noi tutti conosciamo. La moglie di Toriyama si è ispirata per il nome al primo sovrano delle Hawaii, il re Kamehameha I.

Non esiste niente di più complesso al riguardo, semplicemente la mossa diventa un tributo al sovrano e come accennato le iconiche movenze dei personaggi prima di lanciare l’attacco sono state inventate di sana pianta da Kato, e nulla di più.

Per quanto riguarda la scritta in giapponese, il nome originale se riportato in kanji non assume molto significato, anche se “Kame” vuol dire tartaruga e per questo il sensei si è preso la libertà narrativa di descrivere l’attacco citando il Maestro di Goku, l’uomo che ha insegnato al guerriero come si esegue tale attacco.

L’evoluzione della mossa nel tempo

Nel corso del tempo la mossa è stata usata anche da altri personaggi, fino ad arrivare alla potentissima God Kamehameha in Dragon Ball Super, dove il Saiyan successivamente a nuove forme ha sviluppato sempre di più la mossa, ma c’è un appunto: è stato Muten a perfezionare la mossa nel corso del tempo, per donarla al suo discepolo così come la conosciamo oggi.

Anche le gesta che concentrano il Ki in un unico punto sono state create dallo stesso Maestro, per portare agli allievi della Turtle School of Martial Arts un simbolo distintivo. Se rammentate la rivale Crane School del Maestro Shen pratica il Dodonpa come alternativa anti-Kamehameha, mossa usata da Tao Pai Pai.

La Kamehameha è giunta a Goku grazie al suo sensei ma Toriayama ha gestito tale mosse in maniera egregia se ci pensiamo, dato che ora come ora, nonostante le nuove e potenti tecniche, l’onda energetica rimane ancora oggi una delle più iconiche, nonché una delle più versatili all’interno di tutto il franchise, capace nel corso del tempo di sviluppare anche un numero smisurato di varianti.

Fonte CBR

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