Dicembre 2020: i nuovi cicli dylandoghiani si prendono una breve pausa, al fine di salutare il 2020 e dare il benvenuto al 2021 con una storia unica, dal sapore di “fiori bianchi e troppo secchi”, “mentre la sapidità è banale e fruttata” e descrive l’anno che stiamo lasciando come… “una pessima annata”. Il titolo del Dylan Dog 412 non le manda certo a dire a tutti gli eventi disastrosi che abbiamo vissuto negli ultimi dodici mesi!

Le prime pagine si aprono malissimo per l’Indagatore dell’Incubo: Dylan è legato alla sedia, tenuto prigioniero da un uomo in maschera che viene subito smascherato da lui. Ma che ci fa lì, come ci è arrivato? Il suo secondino è clemente e, come ogni cattivo dei film che si rispetti, inizia a rievocare tutti i momenti passati che li hanno portati a quel momento della storia:

dylan dog 412 tavola 2

Dylan è stato ingaggiato da Rebecca Grant, ereditiera in fallimento che ha riunito un gruppo di “masters of wine” per far assaggiare loro il suo ultimo vino prodotto. Tutti lo bocciano, ma subito dopo hanno stranamente visioni di morte che vengono poi replicate su di loro. Due sommelier sono morti e Dylan dovrà indagare sul misterioso assassino mascherato della tenuta Grant prima che faccia nuove vittime.

Dylan Dog 412 – Un’annata niente male

È arrivato il momento di fare il bilancio di fine anno! Il disastroso 2020 ha portato una ventata di novità nella vita editoriale di Dylan Dog: con un colpo di coda magistrale, a partire dal numero 400, Sergio Bonelli Editore ha modificato il passato dell’Old Boy nella serie regolare facendo diventare Dylan figlio di fatto dell’ispettore Bloch.

Inoltre abbiamo avuto due cicli narrativi molto intensi (dopo il ciclo di dieci albi della “Meteora”): Il nuovo inizio e il ciclo di Mana Cerace, che ci hanno fatto compagnia per metà anno circa. E ora la chiusura di questi mesi strani è affidata a uno scrittore di eccellenza nel libro-paga Bonelli: Alessandro Bilotta.

Lo sceneggiatore, creatore della pluripremiata serie “Mercurio Loi“, torna sulla serie regolare dopo uno spin-off a colori di successo, Il pianeta dei morti, ristampato anche da Bao Publishing in grande formato e a breve disponibile grazie a una ristampa made in Bonelli.

Ci torna con il suo stile di scrittura romantico, d’altri tempi, affabulatore e che riesce a spaventare e affascinare al tempo stesso. Si gioca tutto sul flshback: Bilotta ti impiatta subito il fattaccio e ti rivela subito il volto del colpevole. A primo impatto potrebbe essere una mossa inutile quanto azzardata; invece la ricostruzione degli avvenimenti a ritroso tesse un filo di inquietudine e ansia, ricamando un giallo dalle tinte horror.

A rendere ancora più cupe le atmosfere dark di un maniero di campagna dai soffitti alti e dalle camere sontuose ci pensano le chine di Luca Casalanguida, profonde e affilate che delineano un Dylan dalle forme squadrate e sofferenti, molto simili al Rupert Everett di Dellamorte Dellamore. Le luci e le ombre colpiscono in maniera netta le linee sottili e rimangono lontani dai contorni, quasi come se volessero rispettare i confini del disegno per risaltarlo di più all’interno della vignetta.

Dylan Dog 412, “Una pessima annata” è un albo da avere assolutamente, da leggere seduti davanti a un caminetto vero o finto, brindando all’anno che verrà (non senza un freddo brivido su per la schiena…).

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