Puntigliosi, inarrestabili, sempre pronti a dare direttive per un impeccabile svolgimento dei lavori: non parliamo degli ingegneri, bensì degli umarell’! Questi simpatici e a volte rompiscatole vecchietti, sempre dall’altra parte della rete di plastica arancione che circonda un cantiere, sono i protagonisti brutalizzati nel nuovo albo di Dylan Dog.

Brutalizzati è proprio la parola giusta: nell’arco di un millesimo di secondo, diversi work-watchers (per dirla all’inglese) vengono sbranati, appesi a testa in giù con gli occhi fuori dalle orbite e deturpati. Dylan e Scotland Yard indagano parallelamente, consultandosi saltuariamente, e nulla di malvagio esce fuori dalle tranquille e innocenti vite di questi poveri anzianotti.

Solo un vecchietto, Joe Grady, sembra essere il custode di qualcosa di molto grande… o forse è solo un vecchio pazzo malato di Alzheimer. È compito di Dylan ritrovare nelle sue parole un fondo di verità, sfuggevole come…

Un battito di ciglia

Sono passati più di venti numeri da quando Gigi Simeoni ha fatto “rottamare” il maggiolone di Dylan Dog. Il suo ritorno sulla serie regolare è segnato dalla presenza di personaggi diversi dal comune.

La figura dell’uomo anziano, con un piede nella fossa e spettatore passivo degli eventi che lo attraversano, viene modificata a favore di un nuovo ruolo: quello del guardiano dell’ignoto.

Senza ulteriori spoiler, i vecchietti sono custodi di saggezza, posata dietro un velo di cataratta sotto le palpebre a mezza altezza. Dylan lo sa (e anche Simeoni) e cerca di imparare da chi, forse in un momento del passato o forse da sempre, ha custodito qualcosa che doveva rimanere sopito e lasciato lì dov’è sempre stato.

Continua la storia del nuovo Dylan, ancora non abituato alla presenza sardonica di Groucho. Le storie seguono un arco temporale che va di pari passo con le uscite in edicola nella vita reale (Dylan afferma che sono un paio di mesi che sta lavorando come indagatore dell’incubo, lo stesso tempo trascorso dalla fine del 406). Si fa ancora fatica ad abituarsi a Rania e Dylan ex-sposini, ma le stilettate verbali tra i due ripagano decisamente di questa novità.

… l’abisso scruterà te

A differenza del suo collega sceneggiatore, il disegnatore Marco Soldi non calca la matita sulle pagine di Dylan Dog dal lontano 2009. Il suo tratto riporta la mente agli albi degli anni Novanta: in lui troviamo un movimento nervoso ma pulito e deciso. I primi piani e gli sfondi sono trattati con la medesima cura e gli elementi nella vignetta non sono mai lasciati al caso.

Persino un’immagine aberrante, come un cumulo di pelle raggrinzita squartata in più punti, viene resa graficamente pulita, per trasmettere scariche di brividi e di orrore sulla schiena del lettore.

In copertina, Dylan e Joe Grady (?) ammirano estasiati (forse) l’esplosione dai bassifondi del Grande Antico. In un tripudio di colori acidognoli, Gigi Cavenago mette in contrasto una creatura oscura che risorge dall’Abisso letterario con la paciosità di uno sguardo sempre attento e mai malizioso. Una copertina che ricorda che c’è dappertutto un custode silenzioso che vigila sulla buona riuscita di una grande opera. E guai a contraddirlo: lui del cantiere è il re!

Acquista QUI Dylan Dog – Killex

telegra_promo_mangaforever_2

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui