Dai creatori di Unholy Grail, Cullen Bunn e Mirko Colak, saldaPress porta in Italia la rivisitazione di un altro mito letterario stabilmente presente nell’immaginario collettivo: quello del conte Dracula, protagonista del romanzo dell’irlandese Bram Stoker.

Nato per suggellare il rapporto tra i due, su proposta di Colak e dalla passione di Bunn per Famous Monsters, Fratelli Dracula offre uno sguardo, da una diversa prospettiva (di certo non meno spaventosa) su Vlad III Principe di Valacchia, la sua famiglia, suo fratello Radu e la nascita di quella ferocia che gli è valsa il soprannome de “l’impalatore”.

L’ORIGINE DI DRACULA

1462, Targoviste. Radu torna, dopo anni d’assenza, a far visita al fratello Vlad, ormai voivoda; su di lui si sono sparse diverse voci che ne esaltano la furia e la violenza, tutti elementi che Radu può subito ben vedere, insieme ai cadaveri impalati intorno al castello.

Ma come ha fatto Vlad a diventare “l’impalatore”, una spietata macchina di sangue contro i suoi nemici? La narrazione si sposta a vent’anni prima, nel 1442, quando un conflitto fra Vlad il Drago e il sultano ottomano a Gallipoli sancisce la prigionia dei due fratelli figli del Drago, Vlad e Radu.

I due giovani, alla corte ottomana, verranno addestrati militarmente come guardie del corpo del figlio del sultano, Mehemed, ma ben presto si renderanno conto che i loro veri nemici non sono umani…ma vampiri. Completamente cambiato da quell’esperienza, un giovane impulsivo e rabbioso come Vlad rimarrà per sempre segnato, scoprendo verità su sé stesso e sul mondo che lo circonda.

SETE DI SANGUE

Dopo aver messo mano al mito arturiano, il duo Bunn-Colak si cimenta invece con le atmosfere gotiche legato al personaggio di Dracula, raccontando una storia d’origine dalle forti sfumature psicologiche.

Con la narrazione ancorata a coordinate e vicende storiche, la storia del giovane Vlad prende la piega di una storia di formazione, che porta il giovane sì a crescere, ma sprofondando nel dolore e nel sangue più che nel valore e nella virtù.

Il motivo del sangue, tipicamente vampiresco, è presente nel graphic novel attraverso la presenza dei vampir, demoniache creature che i due fratelli si trovano ad affrontare; innovazione che ben si sposa col tono originario dell’opera e ben si coniuga a quella vena horror-splatter che il duo aveva già mostrato al pubblico con Unholy Grail.

Le tavole di Colak si riempono quindi di sangue, che scorre sfogliando le pagine e proseguendo la lettura e accompagna i colori, che sfumati e tetri gettano sull’atmosfera dell’opera quella patina gotica che il pubblico si aspetta in ogni opera di Dracula.

La storia, tra azione e fantascienza, offre inoltre un taglio psicologico sulla figura di Vlad, dimostrando attraverso le emozioni del ragazzo come la vita non sia bianca o nera, ma piena di sfumature, e di come molto spesso gli eventi possano prendere il sopravvento nella formazione della nostra personalità e dei nostri valori.

In questo senso, essenziale la figura del fratello Radu, potenziale alter-ego opposto a Vlad ma che, alla fine, non fa che dimostrare l’esistenza del grigio e la relatività degli eventi.

Fratelli Dracula, fra elementi storici e motivi vampireschi, rivisita in maniera moderna e innovativa le origini di uno dei miti moderni più popolari, offrendo una storia (graficamente ben realizzata) splatter, d’azione e d’approfondimento psicologico su Dracula.

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