Si torna alla normalità: storie di demoni, di zombi, di incubi e di fantasmi sumeri dentro al frigorifero attendono l’all new Dylan Dog. E quindi bentornato, indagatore dell’incubo!

Neanche il tempo di svestirsi dal cappotto e di rasarsi la barba che subito il nostro Dylan riceve una scampanellata da una biondina impaurita: la giovane Berenice chiede aiuto al nostro indagatore per degli eventi pericolosi che succedono alle persone intorno a lei quando cerca l’amore e cerca di fare l’amore.

Berenice subisce eventi soprannaturali, come se un’entità sconosciuta fosse sempre presente e le impedisse di vivere normalmente. Dylan ne ha l’istantanea dimostrazione quando lei viene aggredita in un vicolo da due maniaci ed entrambi fanno una strana brutta fine.

I due cercano di indagare nei ricordi di lei e di sua madre, che pare essere il punto di congiunzione tra Berenice e i suoi incidenti.

Il demone dentro

Dopo aver trascorso insieme il travagliato passaggio dal vecchio al nuovo Dylan Dog, ritorniamo alle nostre avventure mensili, partendo da un’immersione nel mondo dell’esoterismo tribale.

Torna sul Dylan Dog 407 Barbara Baraldi, già conosciuta per due albi del “Ciclo della Meteora” (389 e 393) e molti altri, torna in edicola con una doppietta dylaniata (suo anche l’episodio sull’Old Boy).

È davvero difficile recensire un fumetto che ha molti elementi prosaici. Qua e là si trovano balloon eccessivamente descrittivi, come se sostituissero una didascalia. Un po’ forzata la scena in cui l’Entità e Berenice si incontrano, con un intermezzo che sarebbe funzionato benissimo in un romanzo ma che in un fumetto aggiunge poco o niente.

recensione

D’impatto il background storico dell’Entità e il suo collegamento con la famiglia di Berenice: un conto insoluto può risultare deleterio se lasciato aperto per troppo tempo e prosciugare le energie anche di chi sta affianco.

Immancabile la componente femminile/femminista, onnipresente nelle storie della Baraldi: le sue donne sono indipendenti e decise, nessuno può stroncarle (tranne questa specie di demone, ma tant’è…). L’autrice usa le sue eroine come vincolo di un messaggio sociale e quello di questo mese insegna a dire NO quando sei costretta a fare qualcosa contro la tua volontà.

Tramite Berenice, Baraldi insegna alle ragazze a essere padrone di loro stesse. La sceneggiatrice combatte contro lo stupro, sia demoniaco che umano. La forza di dire no si dimostra attraverso azioni e parole.

Nuovo vecchio incubo, Dylan Dog!

La tenebrosità dei disegni di Corrado Roi male si sposa con la storia di Baraldi. Due sono le scene in cui i due autori si incontrano perfettamente: quelle iniziali, che ricordano le immagini cult de L’esorcista, e la risoluzione finale, dove la furia demoniaca stritola i due protagonisti in un abbraccio verso un altro (oltre) mondo.

Eppure il tratto di Roi fa emergere tutte le difficoltà di questo nuovo indagatore, ancora un po’ spaesato nel nuovo mondo dell’orrore. Con un Groucho fresco di revisione, l’Old Boy ha ancora tanto da imparare. E un caso così semplice è decisamente un ottimo primo passo.

Oltre al nuovo inizio, c’è una novità! A partire dal Dylan Dog 407, troviamo un nuovo frontespizio, romanticamente orrorifico. Dopo il disegno di Villa, la rivisitazione del quadro Il quarto stato da parte di Stano e il sognante scrittore di diari di Cavenago, ora è il turno di un “Dylan che guida gli incubi”, un chiaro omaggio a La libertà che guida il popolo di Eugène Delacroix, firmato da Gigi Cavenago.

L’opera di Cavenago è racchiusa all’interno di uno “scudetto”, che lascia uno spazio bianco agli angoli inferiori: ideale per le firme degli autori preferiti!

Pronti a farvi firmare tutte le prossime uscite?

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