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Zeroi di Tuono Pettinato, M. Casali, Cinci & A. Scoppetta | Recensione

Domenico Bottalico 07/06/2017

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Arrivano grazie a saldaPress i supereroi creati da Matteo Casali e Tuono Pettinato!

Quando un gigante barbuto di nome Magnitudo inizia a seminare il panico in città e a sfasciare tutto in preda all’ira, gli Zeroi si attivano per scoprire da dove venga l’abnorme creatura: da una parte il trio formato da Ferrotipo, Zoomba e Vero Eroe #17 cerca di arginarne la furia distruttrice, e dall’altra Gecko e Gattopardo indagano in maniera indipendente sulle sue origini.

Ma le strade di questi particolarissimi super-personaggi – e i loro caratteri così diversi – sono destinate a incrociarsi… e a collidere! E mentre gli Zeroi ne sbagliano una dopo l’altra, qualcuno trama nell’ombra per fare di Magnitudo una forza del male ancor più sinistra.

Questa è la sinossi di Zeroi che però parte da premesse tutt’altro che scontate: il fumetto supereroistico oggi è scritto da quarantenni per essere letto da quarantenni – o giù di lì anno più anno meno – è possibile creare invece una storia che parta da quella “ingenuità” alla base del genere e che possa essere letto da grandi ma soprattutto piccini?

Matteo Casali e Tuono Pettinato allora scavano a fondo nella iconografia del fumetto americano e rileggono gli archetipi del genere, Gecko è un novello Spider-man così come Gattopardo è uno scontroso Batman, ma questo non deve farvi storcere il naso perché non si tratta di una operazione di copia/incolla come ce ne sono state tante nel fumetto americano e non solo quanto piuttosto di utilizzare una “forma” famigliare per raccontare i problemi della quotidianeità e lanciare anche qualche stoccata al fumetto attuale.

Magnitudo è il perno della narrazione e man mano che scopriremo le sue “origini segrete” capiremo che non sono necessari raggi Gamma per causare danni irreparabili, Gecko è il personaggio che mostra come bisogna accettarsi fisicamente mentre Zoomba è la velocista che trae il suo potere dall’essere felici ed affrontare la vita con positività.

Quando poi scopriremo il vero villain della storia ai lettori più smaliziati si paleserà evidente il meta-commento dei due autori sulla “tristezza” del fumetto moderno e sulla sua aridità rappresentata dal divertente personaggio del Collezionista.

Sgombriamo però il campo da qualsiasi equivoco: Zeroi è un fumetto divertente, divertentissimo.

La bravura dei due autori sta proprio in questo nel confezionare cioè una storia appassionante con personaggi, che pur recuperando le caratteristiche delle grandi icone, risultano freschi ed appassionanti.

Merito va anche dato alla parte grafica di un Cinci ispiratissimo che si colloca a metà strada fra la scuola disneyana italiana e l’irruenza del anni ’90, mutuata a sua volta dal grande Jack Kirby, in cui il tratto di chiara ispirazione umoristica si sposa con una costruzione della tavola che predilige panel ampi ed orizzontali ma mai statica e sempre attenta ad accentuare la cineticità.

A completare la parte grafica ci pensa Andrea Scoppetta con l’ultimo episodio, prevalentemente in bianco e nero e leggendo il volume capirete perché, che chiude in maniera soddisfacente la storia.

Vanno menzionati i coloristi perché il loro lavoro è davvero superlativo con una paletta brillante che non solo accentua il carattere “cartoonesco” della storia ma dona una espressività meno realistica ed asettica rispetto agli standard odierni; si tratta: Andrea Izzo, Elisa Serio con Francesca Mengozzi e Giovanni Marcora.

Il vero difetto di Zeroi è che finisce presto anzi finisce sul più bello…e ora?

Se il volume ha un finale aperto dobbiamo sparare che il duo Casali/Tuono Pettinato abbia voglia di raccontarci un’altra storia anzi rilancio ai due autori, alla etichetta Radium e a saldaPress perché non rendere Zeroi una serie regolare e lanciare un universo supereroistico all-ages, rubando la terminologia americana, che possa rivaleggiare con quelli provenienti proprio da oltreoceano non solo legati alle due major ma anche alle case editrici indipendenti?

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