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Quando separarsi fa troppo male…Better Call Saul!

Andrea Scerbo 23/03/2015

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I fan di Walter White ora hanno una nuova ragione di vita. Si chiama Better Call Saul, prequel/sequel, ma in ogni caso spin-off di Breaking Bad.

Immaginate di lasciarvi con la vostra ragazza. Quella che credevate essere la donna della vostra vita. Fatto?
Dopo aver versato lacrime, nascosti sotto le coperte, ascoltando quella che consideravate la vostra canzone, immaginate che qualcuno vi dica che potete avere uno spin-off della vostra amata ex.
Avete capito bene. Un suo spin-off.

Che ne so…diciamo una ragazza che è la vostra ex in un momento particolare della vostra relazione o della giornata. Oppure addirittura la vostra ragazza in un’epoca in cui non vi conoscevate o che sono passati tanti anni da quando vi siete incontrati e separati.
Qualcuno ci dovrebbe scrivere un racconto…o magari una serie tv.
E’ quello che è successo a me e a milioni di fan con la serie televisiva Breaking Bad.

Un prodotto televisivo per cui non necessitano presentazioni. Uno dei quattro vangeli se guardare serie televisive fosse considerata una religione.

Basti pensare che ben 10,3 milioni di telespettatori sono rimasti incollati allo schermo per vedere il finale della serie. Tuttavia la forza di Breaking Bad, più che nei numeri, era nella sceneggiatura e nella storia praticamente da oscar, o meglio da Emmy (16 per essere precisi), senza contare un cast incredibile a partire dall’osannato Bryan Cranston.

E quando qualcosa funziona così bene è difficile andare avanti.

E’ per questo che il creatore della serie culto Vince Gilligan ha voluto regalare a tutti gli appassionati della storia del professore di chimica un altro capitolo, o meglio un nuovo punto di vista.

E’ arrivato così Better Call Saul, serie televisiva che ha per protagonista Saul Goodman, l’avvocato della serie madre. La storia narra principalmente il suo passato, ma il protagonista, interpretato da Bob Odenkirk, incontra molte vecchie conoscenze sulla sua strada.
Così che domande del tipo Cosa faceva Mike prima di diventare un nonno killer? oppure Come ha fatto Tuco a diventare signore della droga? trovano finalmente una risposta.

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Ma attenzione, non si tratta di un semplice prequel. Better Call Saul è molto di più.

E’ una serie avvincente, dagli stessi toni di Breaking Bad e ancora una volta con una magistrale sceneggiatura.
Da segnalare le incredibili interpretazioni di Jonathan Banks nel ruolo di Mike (non mi stupirei se venisse candidato nuovamente all’Emmy) e Rhea Seehorn nel ruolo di Kim Wexler (già apprezzata in Whitney).

Le potenzialità di Better Call Saul sono davvero enormi. Basti pensare che la serie si apre in realtà con un flashforward, cioè con una scena che mostra Saul dopo gli eventi del finale di Breaking Bad che lavora in un fast food timoroso di venire riconosciuto.

Dopotutto gli ideatori di Better Call Saul hanno più volte stuzzicato la fantasia dei fan della serie madre dicendo come sarebbe stato bello rivedere personaggi come Gus Fring (interpretato da Giancarlo Esposito) e persino Bryan Cranston ha suggerito che noi non sappiamo se Walter White è davvero morto, poiché tutto quello che vediamo nel finale di Breaking Bad è il protagonista a terra ferito con la polizia che lo sta circondando.

Better Call Saul dunque, partendo dal presupposto di narrare eventi dei personaggi secondari più amati in Breaking Bad, potrebbe trasformarsi, da un momento all’altro, nel suo figlio legittimo.
E sono convinto che gli autori, per il finale di stagione, ci hanno riservato una sorpresa.

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