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One Piece: Oda torna a parlare dei pesanti ritmi di lavoro dei mangaka

Marco Strignano 13/09/2025

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Tra le serie pubblicate sulla rivista Weekly Shonen Jump di Shueisha, One Piece è sicuramente se non la più importante la più longeva.

Di conseguenza Eiichiro Oda è tra i mangaka più famosi che la rivista pubblica settimanalmente, da 28 anni.

Le avventure di Monkey D. Rufy sono seguite in tutto il mondo e soprattutto continuano ad appassionare lettori che rappresentano generazioni diverse.

Va chiaro, però, che tutto questo successo corrisponde al risultato di anni di duro lavoro e costanza, come si evince dagli ultimi commenti del mangaka stesso.

Eiichiro Oda, infatti, si è recentemente rivolto ai giovani aspiranti mangaka che desiderano essere pubblicati sulla rivista Weekly Shonen Jump.

Sebbene il suo messaggio sia incoraggiante, getta anche luce sulla dura realtà del carico di lavoro che un mangaka deve sopportare.

È interessante notare che, prima delle sue dichiarazioni, anche il mangaka di Black Clover, Yuki Tabata, aveva parlato delle scadenze incessanti imposte da Shueisha.

In un recente commento pubblicato nel volume 37 di Black Clover, Yūki Tabata, all’origine di questa recente controversia, ha rivelato di essere rimasto indietro con il suo ultimo manoscritto a causa di un evento a Barcellona.

Ha chiarito di essere stato costretto a soggiornare in un hotel vicino a Shueisha dopo essere tornato in Giappone per terminare l’ultima uscita di Black Clover prima di tornare a casa.

Il suo passaggio alla rivista Jump GIGA, che ha meno richieste rispetto a Weekly Shonen Jump, riflette la mancanza di spazio per gli autori, anche in diverse testate.

Mentre i commenti di Tabata espongono già questa dura realtà, è la brutale onestà del mangaka di One Piece nei confronti degli aspiranti mangaka a guadagnare popolarità, soprattutto nella comunità giapponese.

Due volte all’anno si tiene il Premio Tezuka, che offre ai nuovi mangaka la possibilità di inviare un manoscritto di 31 pagine e Oda ha rilasciato ai partecipanti questo messaggio: “inviare un manoscritto di 31 pagine dovrebbe essere un gioco da ragazzi“.

Chiaramente non è proprio così, soprattutto se si è alle prime armi, ma quando si diventa un mangaka professionista allora bisogna produrre 19 pagine a settimana, per un totale di 456 pagine all’anno.

Le parole di Oda chiariscono che la vita da mangaka non è uno scherzo e chi si avvicina a questo settore deve essere pronto a gestire il carico di lavoro come una routine.

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