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One Piece – Live Action: quali sono i segreti del successo della serie

Alfredo Paniconi 15/10/2023

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È ormai passato oltre un mese dall’uscita del live action di One Piece. Ma nonostante ciò, la prima stagione della serie continua a riscuotere grandi successi. Infatti resiste ancora nella top 10 delle serie più consigliate di Netflix, nonostante interessanti nuove uscite. Come tutti ormai sanno, One Piece è una serie televisiva nippo-statunitense creata da Matt Owens e Steven Maeda ed è l’adattamento live action dell’omonimo manga di Eiichirō Oda.

Visti i numeri del successo raccolti sia dal manga che dall’anime di One Piece, c’era una grande aspettativa intorno a questa serie tv. Ovviamnte c’era anche molto timore. Come succede quando si va a toccare un mostro sacro. In questo, molti adattamenti live action dei classici della Disney ne sanno qualcosa. Ma questo non è accaduto con il live action di One Piece, e nel corso di questo articolo cercheremo di andare ad analizzare brevemente quali sono gli elementi che hanno dato il grande successo a questa serie tv. Partendo dal presupposto, già citato, che stiamo parlando dell’adattamento live action di un successo planetario consolidato ormai da moltissimi anni.

One Piece live action 1

Sintesi e dinamicità

Come tutti ben sanno, la serie TV targata Netflix parte dall’arco di Romance Dawn. Cioè i primi 7 capitoli del manga, contenuti nel primo volume, e 3 episodi dell’anime. Dopodiché c’è Orange Town con i capitoli che vanno dall’8 al 21, contenuti nei volumi dal primo al terzo, e gli episodi dal 4 all’8 dell’anime. Troviamo poi l’arco Syrup Village con i capitoli dal 22 al 41, contenuti nei volumi dal 3 al 5, e gli episodi dal 9 al 18 del manga. Infine ci sono l’arco Baratie comprendente i volumi dal 5 al 8 con gli episodi dell’anime dal 19 al 30. Con l’ultimo avvincente arco narrativo di Arlong Park che va dal volume 8 all’11, cioè i capitoli dal 69 al 95, e gli episodi dal 31 al 44 dell’anime.

Come si capisce subito, in soli 8 episodi di serie tv della durata di circa 8 ore, si riescono a vedere le vicende di ben 11 volumi del manga e 44 episodi dell’anime. Già solo la durata della serie tv rispetto alla durata complessiva degli anime è quasi dimezzata. Ovviamente questo può risultare sia un vantaggio che uno svantaggio. Un vantaggio dal punto di vista della fruibilità. Si riesce infatti, in un tempo relativamente breve di visione, a conoscere molte delle vicende avvenute in diversi volumi del manga ed episodi dell’anime. Lo svantaggio invece, risiede nel fatto che, dovendo riassumere, si perdono molte sottotrame e approfondimenti.

C’è da dire però, che sebbene gli scontri siano meno prolungati ed evocativi, per diversi aspetti, lo spirito della storia, dei personaggi e dei combattimenti rimane comunque integro. La reinterpretazione dei personaggi infatti è convincente sia dal punto di vista estetico, che della personalità. Un altro elemento vincente di questa serie è infatti la profondità della storia e dei personaggi che si è riuscita a trasferire in questa trasposizione. Un aspetto molto delicato che avrebbe potuto essere l’ago della bilancia tra un grande successo, come è stato, e un clamoroso flop.

Trasversalità e profondità

Una delle motivazioni principali per cui è stato realizzato questo live action è stato sicuramente il grande successo riscosso negli anni dal manga e l’anime di One Piece. Come già accennato prima, la mossa però poteva essere piuttosto rischiosa. Infatti, questa trasposizione è stata un’arma a doppio taglio per molte produzioni recenti. Un azzardo simile su un manga e anime che fanno della profondità e della dinamicità i suoi punti di forza è stato però ampiamente ripagato. Il successo che ha riscosso infatti è un chiaro segnale che si è lavorato nella maniera giusta. La trasversalità è stato un alto elemento di vantaggio.

Il fatto che la produzione sia nippo-statunitense, è stato un indubbio vantaggio per questo live action. Infatti, questo ha dato una patina molto commerciale al prodotto e molto più fruibile anche per le nuove generazioni, che magari non conosco, o conoscono poco, la saga di One Piece. La scelta degli interpreti, molto carismatici e perfettamente calati nella loro parte ha giocato un ruolo determinante nel trasmettere la profondità dei personaggi creati da Eiichirō Oda. Ad esempio, l’interpretazione di Iñaki Godoy Jasso, è riuscita a rappresentare perfettamente il binomio tra determinazione e ingenuità del personaggio di Luffy. Questo vale anche per tutto il resto del cast, scelto indubbiamente con estrema cura e ben diretto nell’interpretazione dei vari personaggi.

Proiezioni future

Dunque questi sono, in sintesi, i principali segreti del successo del live action di One Piece. Ora, cosa ci si può aspettare dal futuro di questa serie? Sicuramente questi elementi che abbiamo visto fino ad ora continueranno a permanere, essendo le fondamenta su cui si è costruito il successo. Già le anticipazioni sulla seconda stagione e quelle a venire si stanno ricorrendo da tempo. Ma le principali domande che ci poniamo sono: avremo una stagione nuova ogni anno? Gli archi narrativi che coprirà ciascuna stagione saranno sempre sintetici rispetto al manga e all’anime? I nuovi interpreti saranno altrettanto validi? Riusciranno le nuove stagioni a mantenere il giusto equilibrio di profondità e dinamicità che ha avuto la prima stagione?

A molte di queste domande non si può dare una risposta ancora. Altre invece sono forse prevedibili ed auspicabili. Sappiamo già che la seconda stagione dovrebbe debuttare tra la fine del 2024 e l’inizio del 2025. Si spera che esca nello stesso periodo della prima, per non rendere l’attesa troppo lunga. Ma essendo una grande produzione, un anno per un’intera stagione non è molto tempo. Chi è un grande fruitore di serie tv, questo lo ha imparato bene negli ultimi anni. Congetturare e ipotizzare è al momento l’unica cosa che si può fare. Anzi, in realtà si può fare anche qualcos’altro. Specie per chi ha scoperto One Piece grazie a questo live action.

Un modo per consolarsi nell’attesa della seconda stagione è quello di leggere il manga, vedere gli episodi dell’anime e magari anche i film di One Piece. Ovviamente ci sarà qualche spoiler rispetto alla trama, ma come chi aveva già letto il manga e visto l’anime sa, questo live action è riuscito a dare un’anima e un’identità unica alla serie. Per cui la si fruisce benissimo anche conoscendo le vicende. Insomma di materiale a disposizione per ingannare l’attesa ce n’è davvero molto. Adesso bisogna solo pazientare e sperare.

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