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Dal romanzo, al live action, all’anime: i mille volti di Josée, la Tigre e i Pesci

Federico Vascotto 20/09/2021

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È come se ogni generazione avesse la sua Josée

Con queste parole il produttore Shuzo Kazahara racconta l’esperienza di portare al cinema per la prima volta in versione animata Josée, la Tigre e i Pesci.

Questo perché il film anime – al cinema come evento speciale per tre giorni il 27-28-29 settembre (qui tutte le sale al momento disponibili, per prenotare sin da ora i biglietti) con Anime Factory l’etichetta di Koch Media dedicata all’animazione giapponese – ha una storia quasi “secolare”.

Josée, la Tigre e i Pesci: il romanzo

Josée la Tigre e i Pesci

Tutto parte infatti con Josée la Tigre e i Pesci il romanzo di Seiko Tanabe – che sarà pubblicato per l’occasione in Italia da J-Pop Manga, che proporrà anche il manga completo di Nao Emoto, dal tratto sognante e dettagliato, due volumi in un box da collezione – vincitrice del premio Akutagawa, già trasposto in un film live-action con Satoshi Tsumabuki e Chizuru Ikewaki nel 2003.

Sono tre quindi le “fasi” che hanno accompagnato la storia letterario-cinematografica di Josée, e ogni adattamento sembra essere lo specchio della generazione e dell’epoca che racconta.

Si inizia con l’epoca Showa, che va dal 1926 al 1989, per un’autrice, la Tanabe, nata nel ’28 e cresciuta sotto la cultura della Osaka alla moda del periodo prebellico, che prende familiarità fin da piccola con la letteratura classica e i romanzi per ragazze.

È anche uno dei rari casi in cui il nome dell’eroina finisce nel titolo del romanzo, divenuto simbolo della letteratura per ragazzi in Giappone. O dovremmo dire soprannome, dato che Kumiko lo prende in prestito proprio dalla sua eroina letteraria (in un bel gioco meta-narrativo) da Wonderful Clouds della scrittrice francese Françoise Sagan.

Non l’unico riferimento “meta”: proprio sotto l’influenza della Sagan la Maestra Tanabe ha scritto romanzi rosa utilizzando il linguaggio di Osaka, tanto da venire soprannominata “la Sagan di Naniwa” (l’antico nome di Osaka, la città dove è ambientata la storia).

Josée, la Tigre e i Pesci è stato pubblicato a episodi sulla rivista «Gekkan Kadokawa» nel 1984, raccolti poi in un singolo volume l’anno successivo, come spesso succede in terra nipponica.

Il romanzo è estremamente popolare in Giappone e la storia ha avuto una grande influenza su una generazione di ragazzi e ragazze… e qui viene il bello.

Josée, la Tigre e i Pesci: il film live-action

Josée la Tigre e i Pesci

Si passa all’epoca Heisei, che va dal 1989 al 2019, quella che potremmo definire “l’era dei Millennials”, e che ha avuto la sua trasposizione live-action nel 2003. Interessante, dato che di solito avviene il contrario, prima l’anime e poi il live-action, con buona protesta dei “puristi”.

Nell’opera originale Josée si muove su una sedia a rotelle, così come accade nell’anime in uscita, mentre nel live-action la carrozzina fu sostituita con un passeggino.

Ci sono altre piccole grandi differenze nello sviluppo: al protagonista maschile, Tsuneo, piace una compagna di classe di nome Kanae che punta a trovare lavoro nel sociale, e non viceversa.

La sceneggiatura in quel caso fu affidata a Aya Watanabe, al suo debutto cinematografico e che poi adatterà per la tv anche Ten’nen konekko nel 2007 e Carnation nel 2011-2012.

Watanabe fece queste piccole modifiche per “modernizzare” la storia, mentre la regia fu affidata a Isshin Inudo e le musiche a Kukuri.

Il successo del film – divenuto nuovamente simbolo di una generazione, che poteva rispecchiarsi ancora di più nei protagonisti e sentirsi vicina a loro dato l’aspetto “in carne ed ossa” della pellicola – ha generato altri piccoli adattamenti.

Tra il 2006 e il 2007 sette episodi di Josée, la Tigre e i Pesci realizzati dalla mangaka Masane Kamoi sono stati pubblicati sulla rivista josei «YOU» e in seguito raccolti in due volumi: Kingyo no uroko e Kagami wo mite wa ikemasen. Nel 2017 è stata realizzata addirittura una versione teatrale in Corea.

Josée, la Tigre e i Pesci: l’anime al cinema

Josée la Tigre e i Pesci

Infine arriviamo alla recentissima epoca Reiwa, iniziata nel 2019, che è forse fin troppo recente per essere propriamente quella del Josée, la Tigre e i Pesci animato, ma allo stesso tempo vi si inserisce, poiché la stessa sceneggiatrice Sayaka Kuwamura ha dichiarato di voler rispettare l’originale ma adattando l’anime all’oggi.

Proprio l’animazione si sa permette come tecnica di toccare vette impossibile con il live-action, lo stesso uso dell’acqua e degli ambienti e dei momenti onirici dei due protagonisti, nonostante sia una storia estremamente concreta.

Questo Josée, la Tigre e i Pescitre simboli importantissimi in tutte le epoche – è quindi un adattamento rispettoso che vuole raccontare una storia di crescita, un romanzo di formazione, un coming of age, ma anche una storia d’amore e d’indipendenza, attraverso l’uso delle tavole e del cartoon della “generazione degli smartphone” o “generazione Z”.

I protagonisti si dimostrano in effetti “due anime antiche”, presi come sono dai propri doveri, limiti e responsabilità, più che dalla frenesia della vita giovanile, questo anche perché sono in età universitaria e non più adolescenziale-liceale come spesso accade nei manga/anime.

Allo stesso tempo, ad esempio, alla doppiatrice di Josée, Kaya Kiyohara, è stato consigliato di recitare come se avesse meno di 24 anni (l’età di Josée nel romanzo della Tanabe), per il suo “essersi fermata mentalmente” costretta dalla sedia a rotelle e dalla nonna tra le mura casalinghe.

Ma un aspetto è rimasto intatto proprio per volere a monte: i personaggi parlano il dialetto più elegante del Kansai, una regione che si trova nella zona meridionale dell’isola principale del Giappone e che comprende città come Kyoto, Osaka (dove è ambientato il romanzo) e Kobe.

L’equilibrio che hanno cercato di raggiungere la sceneggiatrice Sayaka Kuwamura (Strobe Edge, Drive) e il regista Kotaro Tamura (Noragami e assistente alla regia di Wolf Children) con questo Josée, la Tigre e i Pesci è frutto del loro essersi mossi in punta di piedi sul materiale originale, tentando di svecchiarlo senza tradirlo.

Il film è realizzato dallo Studio Bones, lo stesso dietro titoli come My Hero Academia e Fullmetal Alchemist. L’animazione ha potuto esprimere al meglio anche l’aspetto schietto e diretto del romanzo, la brillantezza e vivacità dei sentimenti “sentiti fino in fondo” come quando si è più giovani.

Merito anche dell’uso delle musiche di Evan Call e di Eve, ancora più dettagliate e legate a doppio filo col racconto, rispetto al live-action.

Josée la Tigre e i Pesci: la sinossi e il trailer

Ma di cosa parla Josée la Tigre e i Pesci?

Josée vive nel suo mondo fatto di hobby come la pittura, i libri e l’immaginazione. Si muove su una sedia a rotelle fin da piccola e un giorno, quando ne perde il controllo scendendo per un pendio pericoloso, viene salvata da Tsuneo, uno studente universitario.

Tsuneo, laureando in biologia marina, trascorre il suo tempo lavorando part-time mentre insegue il suo sogno di vedere un pesce leggendario che vive solo in Messico. Josée vive insieme a sua nonna Chizu, che offre a Tsuneo un nuovo lavoro part-time: esaudire qualsiasi richiesta di Josée. Tuttavia la ragazza ha una lingua affilata che colpisce Tsuneo in modo duro, portando i due a scontrarsi più volte.

In questa situazione dove entrambi svelano e nascondono ciò che provano, la distanza tra i loro cuori si fa via via più vicina. Insieme a Tsuneo, Josée decide finalmente di aprirsi al mondo esterno, cosa che non pensava sarebbe riuscire a fare.

Il film uscirà al cinema come evento speciale per tre giorni il 27-28-29 settembre con Anime Factory.

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