Edizioni Star Comics porta in Italia il fenomeno dei webtoon coreani ovvero Solo Leveling 1 di DUBU (Redice Studio) alle matite e Chugong ai testi che dopo aver conquistato milioni di lettori e utenti arriva nel nostro paese in questa “inedita” forma in volume.

Inedita perché la serie nasce come webtoon appunto ovvero una nuova forma di fumetto che, nato e cresciuto molto velocemente in Corea, è pensato non per il supporto cartaceo ma per essere pubblicato su smartphone e tablet aspetto che ne cambia tanto l’impostazione grafica quanto l’immediatezza nella fruizione.

Solo Leveling 1, enter the dungeon

Improvvisamente nel mondo sono apparsi dei Gate, portali che portano in una dimensione parallela popolata da mostri e creature selvagge ma anche ricchezze e preziosi cristalli. Insieme alla comparsa dei Gate c’è stato anche Il Risveglio: alcune persone si sono risvegliate con incredibili poteri che hanno deciso di usare per esplorare i dungeon, cioè le dimensioni al di là dei gate, per sconfiggere i mostri ed evitare che arrivino nel nostro mondo ottenendo in cambio fama e ricchezze diventando gli hunter.

Fra questi Risvegliati c’è anche Jinwoo Sung, un hunter di Livello E. Un livello molto basso, tant’è che il Jinwoo Sung ha come potere solo una leggera resistenza in più rispetto ad un essere umano e fra gli Hunter è infatti soprannominato “l’arma più debole dell’umanità”.

Pur rischiando la vita anche nei dungeon meno pericolosi, Jinwoo Sung continua imperterrito la sua carriera di Hunter. Ha bisogno di soldi per aiutare sua sorella e soprattutto sua madre da anni bloccata in un letto di ospedale.

L’ennesima spedizione in un dungeon di basso livello sembra subito rivelarsi un’altra delusione per Jinwoo Sung ma a sorpresa davanti al party si apre una inedita, e rara possibilità, un doppio dungeon. Cosa si nasconde dietro il secondo portale?

Spinto dall’avidità il gruppo si spinge nel nuovo dungeon finendo al cospetto di una creatura che sembra essere di Livello S ovvero il livello più alto in assoluto. Jinwoo Sung dovrà fare quindi affidamento sul suo solo istinto di sopravvivenza per fuggire insieme ai sopravvisuti da quelle che si è trasformata in una trappola mortale.

Solo Leveling 1, la fruizione e la forma

Chugong ci porta, con questi primi capitoli meramente introduttivi, subito al centro del mondo di Solo Leveling.

A metà strada fra il sonyung (il corrispettivo coreano dello shonen) e con più di una strizzatina d’occhio all’isekai (genere manga che va per la maggiore da qualche anno) l’autore ci presenta subito il nostro protagonista per poi iniziare un lento world building che però pare, almeno da questo volume, non essere l’obbiettivo principale dell’autore.

Solo Leveling 1 è un volume fortemente character driven che ruota intorno ad un protagonista davvero sfavorito nel senso più ampio del termine. Lo vediamo in difficoltà sia fisicamente che anche psicologicamente per gran parte del volume e solo l’istinto di sopravvivenza sembra essere il suo vero potere rispetto ai più apparentemente utili poteri dei compagni del suo party che si rifanno in maniera evidente al mondo (e alla terminologia/iconografia) dei GDR.

Al netto quindi di una narrazione molto asciutta, Chugong costruisce molto bene la carica tensiva del volume senza scoprire del tutto le sue carte e usando proprio l’istinto di sopravvivenza Jinwoo Sung come volano sul quale innestare l’immancabile cliffhanger finale con cui si chiude questo primo volume.

Una lettura intrigante, ben costruita al netto della sua estrema facilità e immediatezza, che potrebbe interessare sia gli amanti dei battle shonen che degli isekai ma anche un pubblico trasversale legato ai GDR ed al gaming in generale.

L’aspetto più interessante di Solo Leveling 1 è tuttavia la forma che inevitabilmente influenza anche la fruizione.

Dal punto di vista del tratto c’è ben poco da dire, DUBU realizza figure plastiche per un realismo fortemente influenzato da una estetica tutta votata alla immediatezza in cui il colore (una delle caratteristiche dei webtoon) avvicina graficamente il volume più ad un prodotto d’animazione che ad un fumetto nel senso classico del termine.

A riprova di questo c’è anche l’utilizzo minimale degli sfondi e un utilizzo parsimonioso delle linee cinetiche nelle sequenze d’azione che devono focalizzare in maniera spettacolare l’attenzione del lettore. Buono, ma con sicuri margini di evoluzione, il design delle creature.

Quello che differenzia però Solo Leveling 1 dalle altre pubblicazioni attualmente sugli scaffali delle fumetterie italiane è però la ripartizione dello spazio e la costruzione della tavola contrassegnata da una formattazione libera che rompe lo schema tipico della fruizione/lettura orizzontale.

Qui la fruizione è prettamente verticale e simula lo scrolling degli schermi anziché il girare delle pagine. Non c’è il tradizionale spazio bianco che separa e dà consequenzialità alle vignette ma uno spazio sospeso in cui una o due vignette (raramente tre o quattro) con balloon posizionati oltre i bordi della vignetta stessa sia alternano a tavole a tutta pagina sempre rigorosamente verticali.

Ancora una volta la cifra è l’immediatezza, una lettura rapida e quanto più possibile scorrevole (termine che mai come in questo caso appropriato) molto votata al particolare più che al genere. Una evoluzione del medium che deve ancora pienamente codificarsi ma che è sicuramente affascinante.

Il volume

Edizioni Star Comics confeziona un brossurato formato 15×21 cm con sovraccoperta completamente a colori, questo spiega anche il prezzo leggermente più alto della media dell’editore perugino.

Il volume non presente extra e la cura carto-tecnica è impeccabile, lodevole il lavoro di impaginazione e più in generale il lavoro grafico dietro la pubblicazione del volume che non deve essere stato dei più semplici.

Solo Leveling 1 è presentato con due copertine: Regular e Limited Edition arricchita da effetti cold-foil ed embossed, acquistabile solo in fumetteria.

Da segnalare anche la discreta traduzione e l’ottimo adattamento “macchiato” solo da un banale scivolone grammaticale a pagina 101 (“perché c’è capitato questo” che doveva essere il più corretto “perché ci è capitato questo”).

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7 Commenti

      • Anche subito (avverbio) e subito (participio) sono forme identiche, si scrivono allo stesso modo, ma non per questo si tratta di un errore di grammatica. E’ il contesto che ti fa capire quale termine stai adottando.

        Poi, ammesso anche che si tratti di forma desueta, (e non ne sono convinto, decine di siti confermano la sua correttezza) da questo a dire che è un errore grammaticale, c’ è un po’ di differenza.

        Infine, nella forma parlata la forma contratta è sicuramente più fluida e dato che i balloon dei fumetti rappresentano appunto un testo parlato (e non scritto) è spesso utilizzato un linguaggio meno rigoroso, che apparirebbe invece rigido e costruito e pertanto poco naturale.

  1. “lodevole il lavoro di impaginazione e più in generale il lavoro grafico dietro la pubblicazione del volume che non deve essere stato dei più semplici.“

    Non credo dipenda daStar Comics, dubito che non abbiano usato i materiali già disponibili per l’edizione cartacea coreana.
    Anchd le onomatopee non sono state toccate.

    • le onomatopee solitamente nei webtoon non si traducono, sicuramente c’erano materiali originali a disposizione ma lo sforzo carto-tecnico è lodevole contando anche che si tratta di un volume completamente a colori

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