Hardcore Reloaded è il secondo volume della IP creata da Robert Kirkman, appena tornato sugli scaffali anche in Italia la sua nuova serie Fire Power, e dal veterano, nonché fondatore della Image, Marc Silvestri, sempre pubblicato da saldaPress.

Hardcore – dove eravamo rimasti?

Nel primo volume – la nostra recensione QUI – avevamo fatto la conoscenza dell’agente Drake. Formalmente un pilota di droni, Drake in realtà fa parte di un progetto segreto e sperimentale del Governo degli Stati Uniti denominato Hardcore. Attraverso la nanotecnologia infatti è possibile sparare un impianto nel corpo di un qualsiasi bersaglio e prenderne di fatto il controllo trasformandolo in un vero e proprio drone di carne e ossa che risponde ai comandi neurali proprio di agenti come Drake.

Brillante e sfacciato, Drake completa con successo la sua ultima missione – rintracciare la posizione di una testata nucleare in mano ad un clan della Mafia Russa – ma una tecnologia del genere, capace di spostare gli equilibri mondiali in maniera tanto silenziosa quanto letale ed efficace, attira l’attenzione di qualcuno che ce l’ha con lui personalmente e con il governo.

Hardcore Reloaded – welcome to the jungle

La tecnologia Hardcore è ormai di dominio “pubblico” nel senso che gli ambienti dell’intelligence internazionale conoscono ormai dell’esistenza di questa tecnologia e la prima preoccupazione del Presidente degli Stati Uniti è quella di acciuffare Markus, l’uomo che con le sue azioni ha rivelato al mondo il segretissimo programma.

Toccherà all’agente Drake ritornare sul campo e mettersi sulle sue tracce. Tuttavia potrebbe essere già troppo tardi: qualcuno ha già perfezionato la tecnologia. Non si tratta solo dell’inserimento stesso dell’impianto ma addirittura della possibilità di guidare più di un corpo alla volta.

Le controindicazioni sembrano letali e comprendono rabbia incontrollata dell’ospite. Sul mercato nero impazzano le offerte per la nuova tecnologia Hardcore e per i servigi del misterioso gruppo che l’ha rimaneggiata.

Drake dovrà quindi stringere una flebile alleanza proprio con Markus per una rischiosissima missione: attirare il gruppo in trappola durante il G20 ed utilizzare il Presidente come esca.

Hardcore Reloaded – il più classico degli action sequel

Brandon Thomas (Horizon, in Italia sempre per saldaPress) raccoglie il testimone ai testi da Andy Diggle e imbastisce una storia che ha come obbiettivo evidente quella di allargare la prospettiva dell’universo narrativo di Hardcore ma che finisce con il configurarsi come il più classico dei sequel di ogni storia di azione che si rispetti.

In questo senso Hardcore Reloaded amplifica tutti gli aspetti spettacolari ed esagerati del primo volume al massimo. È quindi l’azione a farla nuovamente da padrone, estrema e dal budget infinito come solo i fumetti permettono di fare.

Peccato che l’alto budget a disposizione non venga supportato da una sceneggiatura all’altezza. L’autore infatti non riesce né a costruire un plot solido né un intreccio capace di coinvolgere più di tanto il lettore.

Ci sono infatti una serie di buoni spunti che però non vengono approfonditi come ad esempio l’utilizzo incontrollato della tecnologia Hardcore, la sua evoluzione, i danni causati su Drake. Esempio lampante in questo senso è il villain che sembra tenere in scacco i protagonisti per tutto il tempo salvo poi sciogliersi in un climax poco soddisfacente e che rimanda ad un nuovo cliffhanger per una eventuale terza miniserie.

Hardcore Reloaded si configura quindi come un discreto sequel che preferisce virare su soluzioni facili e spettacolari lasciandosi alle spalle quella ruvidezza ed urgenza della prima miniserie.

Hardcore Reloaded – matite poco graffianti

L’italiano Alessandro Vitti, vera stella della prima miniserie, cede la matita al collega Francis Portela.

Si cambia drasticamente stile: dall’aggressività del disegnatore di origini pugliesi si passa allo stile posato e preciso di Portela, adattissimo per i frangenti più fantascientifici della storia ma tutt’altro che a suo agio quando si tratta di spingere sull’acceleratore.

Portela infatti ha un tratto sottile, linee per quanto più possibili continue ed una attenzione particolare alla composizione generale. Questa caratteristica gli permette di aiutarsi con una costruzione della tavola sempre dinamica (con una prevalenza di riquadri ampi ed una orizzontalità tipicamente widescreen e cinematografica) dove il suo tratto manca di volume, caratteristica invece ideale per questo tipo di narrazione.

Non aiutano né la pressoché totale mancanza di tratteggio, caratteristica che dona una certa dinamicità muscolare tipicamente americana, né una colorazione che appiattisce in più di un frangente le sue matite.

Una prova priva di grosse sbavature ma anche di quel mordente che magari avrebbero aiutato la sceneggiatura a spiccare maggiormente.

Hardcore Reloaded | Recensione

Il volume saldaPress

saldaPress confeziona un solidissimo volume cartonato che si contraddistingue per l’ottima traduzione ed il discreto adattamento. Oltre la consueta galleria di copertine variant, fra gli extra si segnalano le puntuali introduzione e postfazione dello scrittore Brandon Thomas.

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