Sergio Bonelli Editore propone una tra le storie più intriganti della vita editoriale di Nathan Never (qui la recensione dell’ultimo volume Destinazione Luna), con Nathan Never – Dopo l’Apocalisse. La storia è ambientata subito dopo la caduta della stazione orbitante Urania.

In un mondo in cui il personaggio protagonista è una figura malinconica e crepuscolare, come appunto Nathan Never, questo ciclo narrativo è ancora più mesto e adatto ad atmosfere noir, e, considerando l’ambientazione fantascientifica, il richiamo a Blade Runner è più che logico.

Nathan Never – Dopo l’Apocalisse, atmosfere alla Blade Runner

Nathan Never si occupa dell’indagine relativa alla morte di Sara McBain, ma dietro all’evento che ha coinvolto la procuratrice ci sono intrighi politici e situazioni al limite, che porteranno a continui colpi di scena.

La storia di chiusura del volume ha a che fare con Marcus Blake, un padre che si vendica della morte del figlio uccidendo il pirata della strada che ne è responsabile. Questo evento farà scattare nella mente di Nathan Never tutta una serie di pensieri e ricordi legati al suo passato.

Gli intrighi, la suspense e la malinconia sono gli elementi di base che legano questa storia. Nathan Never Dopo l’apocalisse è un ciclo narrativo che mette in risalto gli elementi di base che funzionano sulle storie di questo personaggio.

Unire il giallo e la fantascienza non è certo una novità, ma le storie di Nathan Never riescono a farlo con gusto, mettendo il personaggio protagonista all’interno di un contesto interessante e che alimenta la curiosità dei lettori.

Nathan Never - Dopo l'Apocalisse 1Nathan Never - Dopo l'Apocalisse 2Nathan Never - Dopo l'Apocalisse 3

La storia principale ha alcuni momenti in cui segna un calo di ritmo, ma resta comunque interessante, con una trama di base che spinge a proseguire la lettura. Mentre il racconto conclusivo è, a livello simbolico, uno dei più significativi di sempre di Nathan Never.

In Vittime e Carnefici Nathan Never ripensa a tutto il suo percorso di vita, ed a cosa potrebbe fare per cambiare il proprio futuro. Una triste storia con una tragedia familiare a tinte gialle è lo spunto decisivo per far riflettere in personaggio, facendolo pensare a a sé stesso, agli errori fatti, ed a ciò che ancora si può salvare.

Sotto questo punto di vista le sceneggiature di Michele Medda e Riccardo Secchi riescono a distinguersi e a rimanere impresse nella memoria degli appassionati di Nathan Never.

Nathan Never – Dopo l’Apocalisse, l’alchimia tra noir e fantascienza

Queste storie a fumetti pubblicate tra il 2004, 2005 e 2009 meritavano una raccolta ed una ristampa per arrivare a nuovi appassionati, o per proporsi nuovamente a chi Nathan Never lo conosce già.

I disegni di Giancarlo Olivares sono il punto in comune di tutte le storie, e sicuramente il disegnatore contribuisce a creare un’atmosfera che mischia in maniera decisa ed efficace noir e fantascienza. 

Le retine utilizzate da Olivares creano una sfumatura ed una tendenza allo scuro che incupisce ancora di più le atmosfere delle storie e riesce a fare ciò che ogni lettore di uno sci-fi giallo vorrebbe: rievocare quelle immagini iconiche suggerite da Blade Runner.

Nathan Never Dopo l’apocalisse è uno di quei cicli narrativi che non può mancare nella libreria di un appassionato del personaggio, una raccolta di storie suggestive che incarnano lo spirito di questo fumetto.

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