Go Nagai Robot

Secondo e ultimo volume per la maxiserie Robocop – Vivo o Morto di Joshua Williamson, ormai autore lanciatissimo in casa DC e già presente nel catalogo saldaPress con il solidissimo fantasy Birthright, e Carlos Magno qui coadiuvati da Dennis Culver alla sceneggiatura e Alejandro Aragon e Amancay Nuhelpan ai disegni.

Go Nagai Robot

Avevamo lasciato nel primo volume – la nostra recensione QUI – Robocop alle prese con una cospirazione ordita dall’ex-galeotto John Killian che, per vendicarsi della OCP, aveva organizzato un traffico di armi sfruttando il timore serpeggiante fra la gente causato dal progressivo ritiro delle armi dalle strade di Detroit mediato proprio dalla OCP.

Il risultato era stato un Robocop depotenziato e una Lewis segregata dietro ad una scrivania. Tuttavia i due non avevano desistito e avevano stretto il cerchio attorno a Killian.

Se il primo tentativo di arresto era stato un buco nell’acqua, e aveva attirato critiche sul dipartimento di polizia, il criminale aveva commesso una clamorosa ingenuità freddando un poliziotto sotto copertura.

Questo secondo volume riprende proprio da qui con la Lewis che con un pizzico di fortuna riesce ad incastrare Killian e a farlo arrestare. Mentre il criminale evade però nelle strade ormai regna il caos e Killian è l’idolo della popolazione.

Solo quando Lewis scopre il vero legame fra Killian e la OCP, e il vero motivo per cui questi si voleva vendicare, la situazione precipita e il dipartimento di polizia capitanato da Robocop dovrà sedare una rivolta che dalle carceri di Detroit giunge fino al quartier generale della OCP stessa.

Proprio quando la legge sembra trionfare, Robocop viene beffato ma non tutto è perduto.

Joshua Williamson, con l’aiuto di Dennis Culver, conclude in maniera più che soddisfacente questa maxiserie con un paio di colpi di scena davvero mirati, e ben congegnati, e qualche scena d’azione sopra le righe che ricorda più una certa produzione britannica che americana.

Peccato però che gli ultimi tre capitoli siamo appesantiti da quelli centrali in cui gli autori forse indugiano troppo su qualche passaggio in cui stavano evidentemente temporeggiando per non scoprire le loro carte ma senza riuscire a focalizzare l’attenzione sui personaggi secondari come fatto nel primo volume.

Anche dal punto di vista grafico questo secondo volume è meno puntuale del primo. Magno deve lasciare spazio a Aragon e Nuhelpan con risultati assolutamente sopra la media ma sicuramente meno suggestivi.

Da questo punto di vista a soffrirne più che il tratto è l’impostazione della tavola che viene semplificata in favore di una prossemica più diretta e scene d’azione impostate in maniera più lineare.

Robocop – Vivo o Morto si conclude piegando, nel senso più positivo del termine, quelle tematiche attuali che avevano innervato il primo volume verso uno script “cinematografico” che culmina con un terzo atto ricco di pathos, azione e rivelazioni. Un’ottima lettura per gli amanti della pellicola cult e della atmosfere anni ’80.

Il cartonato prodotto da saldaPress è esteticamente e dal punto di vista carto-tecnico impeccabile e anche la traduzione e l’adattamento risultano decisamente più scorrevoli rispetto al primo volume. Presente il solito corposo apparato redazionale firmato dai due autori che fa da corollario alla immancabile gallery di copertine variant e a qualche pagina di sceneggiatura originale con commento di Magno.

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