Go Nagai Robot

Due albi molto differenti tra di loro, ma che tentano entrambi di far respirare un’atmosfera da survival horror, mettendoci dentro personaggi duri, e situazioni al limite.

Go Nagai Robot

Negli albi 6 e 7 del mensile (qui potete trovare alcune delle nostre recensioni) Predator, protagonisti sono uomini e donne che, in un modo o nell’altro, avranno a che fare con gli Yautja in territori e momenti di vita estremi. Nell’albo numero 6 si conclude il mini ciclo narrativo di Cacciatori II, storia nella quale la squadra militare di Jaya Soames si reca in Afghanistan per contrastare gli Yautja, ma non solo.

Così come afferma uno dei protagonisti:”A volte l’Afghanistan  sembra più una punizione che una nazione“. Ed in effetti le forze belligeranti presenti sul territorio sono tante e molto aggressive. Oltre alla squadra di Jaya Soames, ci sono i guerrieri jihadisti, e poi la squadra militare Stargazer, interessata ad appropriarsi delle tecnologie Yautja.

Lo scenario ricorda quello di Apocalypse Now, ed i personaggi protagonisti della storia sono abbastanza duri e vissuti per rimandare ai character raccontati da Francis Ford Coppola, e prima ancora  da Joseph Conrad nel romanzo ispiratore Cuore di Tenebra. Insomma, Cacciatori II è una storia classica di Predator ma con atmosfere degne del primo Rambo e di altri action ricchi di sfaccettature.

Mentre l’albo 7, intitolato Hell Come a Walkin’, è veramente suggestivo. Protagonisti sono i combattenti del fronte della Guerra Civile americana. Tra i personaggi presenti all’interno della storia ci sono figure realmente esistite come Jesse James. All’interno delle foreste tra il Missouri e l’Arkansas i soldati dovranno vedersela con l’oscura presenza degli Yautja. 

Hell Come a Walkin‘ è un albo a sé stante, che richiama lo stile narrativo di grandi scrittori americani come Joe R. Lansdale. La durezza delle storie e del modo di raccontare gli avvenimenti da parte dei protagonisti fa respirare un certo tipo di West. L’atmosfera quindi è quella giusta, ed i personaggi sono accattivanti.

Questi due albi, che proseguono la serie mensile dedicata a Predator, rispettano le aspettative dei fumetti dedicati ad un character importante del franchise di Alien, che Saldapress sta proponendo nella maniera più completa possibile negli ultimi anni.

Gli sceneggiatori chiamati in causa per queste due storie (Chris Warner e Dean Ormston) hanno saputo creare le atmosfere giuste. Il ritmo degli albi, così come la struttura narrativa non sono impeccabili, ma vengono compensati da ottimi dialoghi e didascalie suggestive.

Mentre i disegnatori (Agustin Padilla e Nancy A. Collins) hanno caratterizzato le storie con un tratto irregolare e leggermente sporco che è una delle prerogative di base delle storie dell’Alien Universe, e della Dark Horse.

L’universo di Predator sa presentare delle varianti sul tema piuttosto intriganti. Mentre le storie di Alien rimangono spesso relegate a situazioni da cacciatore e preda, con le astronavi militari o da trasporto prese d’assalto dagli xenomorfi, quelle di Predator variano.

Gli Yautja sono delle presenze più sfaccettate, capaci di mostrare non solo l’istinto predatore, ma anche un’intelligenza sopraffina. Tutto ciò permette di creare trame con varianti sul tema, e situazioni non solo tipiche di cacciatore e preda, ma con lotte, combattimenti, stratagemmi differenti. Ed anche con una dose d’introspezione che aggiunge un qualcosa in più, e che spesso viene invece “divorata” dalle classiche trame da survival horror.

Perciò gli albi 6 e 7 di Predator sono un’interessante variante sul tema, che soddisferà a pieno i lettori appassionati, e non solo.

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