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YaYa vol. 2: Prigioniera – Recensione Renoir Comics

Dario Cavallone 04/10/2014

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Yaya e Tuduo sono prigionieri del tremendo Zhu…riusciranno a fuggire in una Shangai in preda ai bombardamenti?

YAYA 2: Prigioniera

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Autori: Jean Marie Ormont, Patrick Marty, Charlotte Girard, Golo Zhao
Editore: ReNoir Comics
Genere: Graphic Novel
Formato: 96 pagine, colori, 13×18 brossurato
Prezzo: 7.90 euro

La situazione per Yaya, Tuduo e il suo amico Pipo non è delle migliori. Sono infatti prigionieri di Zhu, aguzzino e sfruttatore di bambini. Se Tuduo è abituato a questa vita e conosce il suo padrone, per Yaya è un impatto traumatico: separata dalla famiglia e reclusa in un ambiente sporco e violento.
Basta la bellissima tavola iniziale a ricordarci che gli aerei sorvolano Shangai, e la situazione all’esterno è altrettanto traumatica.

I toni di questo volume, anche a livello cromatico, si fanno più scuri, sporchi e tristi, segnando il cambiamento radicale non di certo in positivo che sta avvenendo nelle vite dei due piccoli protagonisti.
Zhu decide di mandarli a saccheggiare le case dei ricchi che hanno abbandonato la città: Tuduo coglie l’occasione al volo, sperando di contattare la famiglia di Yaya.
Abbiamo più animali presenti in questo volume, e hanno un loro preciso scopo: sono creature positive anche quando sembrano minacciose (tranne il cane di Zhu, sua goffa estensione) e scopriamo che Yaya sembra poter comunicare con loro: farà infatti la conoscenza di alcuni serpenti che, pur minacciosi all’apparenza, sono anche loro succubi di Zhu e aiuteranno la ragazzina nella fuga.

Tuduo, a spasso per la città, sembra avere vita parecchio difficile nella sua operazione di sciacallaggio, e anche qui un animale, Pipo questa volta, si rivela il Deus ex Machina che risolve la situazione guidandolo alla casa di Yaya: qui trova Fang Yin, la governante, che pur spaventata accetta di tentare di salvare la ragazzina dalle grinfie di Zhu.

I due ragazzini riusciranno a scappare con una fuga roccambolesca, che lascia ancora dubbi sul loro destino ma apre a nuovi scenari interessanti. Se il volume 1 di Yaya era descrittivo, questo secondo volume è più movimentato: meno pagine singole e più vignette, e generalmente più personaggi in movimento.
Particolarmente apprezzabili sono alcune scelte di prospettiva davvero belle: Yaya davanti ai serpenti a pagina 56 è davvero una tavola incantevole, con il blu scuro a dominare la scena e un’inquadratura dal basso che genera ansia e inquietudine.
Oppure basti guardare il camion a pagina 86, con una prospettiva profondissima a preannunciare l’inseguimento finale.

Insomma Yaya si conferma un prodotto interessante e validissimo graficamente: non abbiamo avuto molto spazio per conoscere i personaggi, sicuramente tra i due piccoli protagonisti Yaya sembra essere quella più interessante, con il suo rapporto privilegiato con gli animali, scelta non originalissima ma che può creare situazioni divertenti.
Il terzo volume probabilmente comporterà un cambio radicale di scenario, e questo lascia più curiosità rispetto al volume 2 nel lettore.
Come già detto Yaya ha tutte le carte in regola per diventare un prodotto di riferimento ma dovrà riuscire a convincere sotto l’aspetto della scrittura, compito non facile.

Voto: 7.5

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