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Quasi-Super 1 | Recensione

Domenico Bottalico 23/06/2017

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Supereroi o supermalati? Dallo Studio in Rosso l’inizio di una rocambolesca avventura!

Charles soffre di una complessa forma di schizofrenia, la sindrome di “Alice nel Paese delle Meraviglie”, che lo porta a deformare la realtà intorno a sé in maniera patologica. Crede davvero di essere un supereroe ed è convinto che tutto il mondo cospiri contro di lui. Per questo viene ricoverato all’Eisenhardt Institute. E’ il posto giusto dove provare a guarire, se non fosse che anche gli altri pazienti hanno l’età di Charles e soffrono tutti di rare patologie…

All’interno del suo reparto, l’Unità S, il confine fra supereroi e supermalati è decisamente molto sottile…

Senza troppi complimenti il duo Giulio A. Gualtieri/Michele Monteleone rilegge in maniera personale il canovaccio del “gruppo di emarginati con superpoteri” che ha fatto la fortuna della Marvel fra gli anni ’80 e ’90 tuttavia non si tratta di un “copia/incolla” come nel corso dei decenni svariati autori e case editrici ci hanno abituato.

Gli autori utilizzano sapientemente l’idea della malattia per dare immediata profondità ai personaggi che strappano sorrisi e fanno tenerezza nei loro atteggiamenti compulsivi – Pietro e la sua sindrome di Tourette vincono facile – e quella dello sfondo della vicende, l’ospedale, che dovrebbe proteggerli ma che diventa istantaneamente claustrofobico e gotico nella sua asetticità.

Il ritmo della narrazione è serrato, i dialoghi immediati ed il plot semplice ed intuibile già dall’arrivo di Charles nell’Istituto – che vedrà i suoi nuovi amici pazienti in maniera ovviamente “diversa” rispetto ai medici – ma non per questo meno godibile, tuttavia sarebbe sbagliato etichettare la serie come leggera: il supereroismo viene declinato per dipingere la differenza fra realtà e fantasia, fra oggettività e soggettività, fra interiorità ed esteriorità.

Gli scrittori forniscono allora un’ottima rampa di lancio per il vero valore aggiunto di quest’albo ovvero una Ludovica Ceregatti in stato di grazia non solo grazie al tratto preciso, realistico e fortemente espressivo, che ricorda il miglior Immonen, ma anche perché riesce a rendere magnificamente il dualismo citato sopra grazie ad un semplice stratagemma grafico: l’alternanza fra colore e bianco e nero.

La realtà allora è in bianco e nero, il punto di vista di Charles è colorato – eccellente il lavoro ai colori di Adele Matera e Walter Baiamonte mai invadenti grazie ad una paletta basica ma efficace.

Da segnalare anche l’ottima cura carto-tecnica con uno spillato realizzato in maniera impeccabile e graficamente molto accattivante.

Quasi-Super è una lettura fresca, leggera ma non banale: recuperate questo primo spillato in attesa della ristampa del secondo numero andato esaurito!

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